martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:32
31 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:07

Perugia, Viktoriia travolta dal treno e con le gambe amputate: «Ho un sogno, tornare a camminare»

Tra pochi giorni l'ucraina investita l'11 giugno sui binari della stazione sarà dimessa dall'ospedale. 'Qui ho ritrovato il sorriso e conosciuto il significato della parola solidarietà'

Perugia, Viktoriia travolta dal treno e con le gambe amputate: «Ho un sogno, tornare a camminare»
Un'ambulanza del 118 (foto F.Troccoli)

Questioni di pochi giorni e Viktoriia sarà dimessa dal Santa Maria della Misericordia per intraprendere un percorso di riabilitazione in attesa di coronare quello che ancora oggi sembra un traguardo lontano: tornare a camminare. Viktoriia, 43 anni, è la donna ucraina che la sera dell’11 giugno è stata travolta da un treno mentre attraversava i binari della stazione di Perugia. In seguito a quell’incidente riportò un grave trauma agli arti inferiori che obbligarono i medici all’amputazione. La donna è stata ricoverata in Terapia intensiva per oltre per un mese, assistita dalle rappresentanti di un’associazione di volontariato che offre sostegno alle donne dell’Est europeo. «So di aver rischiato la vita e porterò riconoscenza infinita a i medici e agli infermieri che mi hanno assistito – dice Viktoriia -. Ora il mio sogno è quello di tornare a camminare. Un grazie di cuore anche alle donne dell’associazione che non mi hanno mai fatto sentire sola. In ospedale ho ritrovato il sorriso, forse un giorno tornerò in Ucraina dalla mia famiglia ma a Perugia ho davvero conosciuto cosa vuole dire la parola solidarietà».

Le prime informazioni «Pochi minuti dopo aver letto la notizia di ciò che era accaduto ero già negli uffici della polizia ferroviaria per assumere le informazioni e capire come avremmo potuto aiutare quella ragazza – racconta Lara Gurgurov, una rappresentante dell’associazione -. Nel giro di poche ore le nostre associate, 158 in tutto, hanno iniziato una donazione di sangue per Viktoriia in vista dell’intervento chirurgico. Dal primo giorno ad oggi non l’abbiamo mai lasciata sola».

La lunga degenza Nei tre mesi di ricovero Viktoriia ha ricevuto assistenza da diverse strutture dell’ospedale. Dopo la Rianimazione è andata in Ortopedia (la struttura è diretta dal professor Auro Caraffa), monitorata dai chirurghi plastici. A condizioni cliniche stabilizzate la donna è stata trasferita presso l’Unità di degenza infermieristica. Dopo l’intervento eseguito in emergenza dell’amputazione degli arti inferiori la dottoressa Elisabetta Pataia e il dottor Marino Cordellini mediante più interventi chirurgici di innesto cutaneo hanno eseguito una plastica dei monconi per agevolare il miglior posizionamento delle protesi. «Viktoriia è una donna positiva che collabora con il personale sanitario, una paziente modello», osserva il dottor Daniele Torroni, responsabile della degenza infermieristica.

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