martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:12
19 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:39

Perugia, venti anni di volontariato in Mali in mostra a Umbrò

L'associazione Baobab documenta progetti di sostegno scolastico a distanza, di educazione di base e interventi in campo agrario, socioculturale e sanitario

Perugia, venti anni di volontariato in Mali in mostra a Umbrò
La mostra a Umbrò

Sono passati più di vent’anni da quando nel 1995 un gruppo di perugini, animato da solidarietà, ha fondato l’associazione Baobab che svolge attività di cooperazione internazionale nella Repubblica del Mali, nell’ovest dell’Africa, realizzando progetti di sostegno scolastico a distanza, di educazione di base e interventi in campo agrario, socioculturale e sanitario. ‘Un passo dopo l’altro’ è il titolo della mostra fotografica che racconta proprio l’impegno di questi volontari, decisi a contrastare, soprattutto, l’analfabetismo e l’abbandono scolastico, fenomeni che rappresentano due vere piaghe sociali in Mali.

La mostra Nei locali di Umbrò in via Sant’Ercolano a Perugia, che ospitano, fino a domenica 24 aprile, l’esposizione, i volontari di Baobab, dalle 18 alle 21, sono a disposizione dei visitatori e di chiunque fosse interessato ad approfondire i progetti portati avanti dalla onlus perugina. Tra loro c’è anche il presidente di Baobab Paolo Cucchiari che racconta: «Dopo tutti questi anni ci è sembrato opportuno portare a conoscenza della collettività quanto è stato realizzato. Se pensiamo che con soli 130 euro all’anno viene garantita l’istruzione a un bambino, tutti possiamo fare qualcosa. Baobab ne ha sostenuto l’istruzione di 180 nel primo ciclo scolastico che in Mali dura sei anni. I futuri allievi vengono selezionati in base all’attitudine allo studio, alle condizioni economiche delle famiglie e nel rispetto della parità di genere». «Le ragazze, infatti – ha specificato Chucchiari – fanno più fatica ad accedere agli studi per via di una predisposizione della società a confinarle nella cura della casa e della prole e per questo noi ne garantiamo l’inserimento nel percorso scolastico. Successivamente, grazie ad una borsa di studio, 30 allievi possono proseguire verso un’istruzione media per altri tre anni e, di questi, la metà approda poi agli studi superiori dove vengono approfonditi francese, inglese, geografia, fisica, e matematica». «Ad oggi – ha concluso il presidente di Baobab – attraverso l’invio di materiale scolastico, sosteniamo 8 complessi: Markala, Thio, Témou, Sarkala, Welentiguila, Point A, Dougouba, Diamouna. A questi forniamo anche farmaci e presidi sanitari. Ci siamo accorti, infatti, che il sostegno scolastico non basta. Così, grazie ai bandi della Regione Umbria a valere sulla Legge 26 del 1999, ma anche al Gruppo di solidarietà internazionale (Gsi) e all’associazione Amici di Dino Frisullo, sono stati realizzati diversi microprogetti come le due infermerie a servizio delle scuole primarie e della popolazione dei villaggi rurali di Temoù e Thio, 7 pozzi, orti e 3 punti nascita nei villaggi di Diamouna, Dougouba e Tlabougou. In progetto c’è la costruzione di altri tre punti nascita che andranno a incrementare la ‘cintura’ attorno a Markala dove c’è l’unico ospedale del comprensorio, con l’obiettivo di ridurre i decessi materni e neonatali, ancora troppo numerosi».

Eventi Nell’ambito della mostra sono previsti, poi, due appuntamenti, giovedì 21 e sabato 23 aprile. Nel primo, alle 17.30, si potrà assistere alla proiezione del video ‘Pas de problemes’, girato durante il viaggio umanitario Perugia-Dakar nelle strutture in cui Baobab opera in Mali. Nel secondo, alle 18, il cantastorie Mirko Revoyera presenterà lo spettacolo teatrale ‘L’Africa è piena di leoni – Avventura e mistero nelle favole africane’, un appuntamento pensato per i bambini delle scuole ma aperto a tutti.

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