mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:41
13 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:42

Perugia, task-force per la sicurezza in prefettura. ‘Mafia? Proteggere economia legale e ambiente’

Diciassette interdittive in 17 mesi. Il pg Cardella: attenzione ai settori vulnerabili. Per il procuratore De Ficchy 'le recenti inchieste danno una visione di fatti, presenze e fenomeni'

Perugia, task-force per la sicurezza in prefettura. ‘Mafia? Proteggere economia legale e ambiente’
il vertice in prefettura

di Enzo Beretta

Diciassette interdittive antimafia sono state adottate dalla Prefettura di Perugia negli ultimi 17 mesi. E’ quanto emerso stamani durante il vertice sulla sicurezza in Umbria. Alla conferenza erano presenti, tra gli altri, il sottosegretario agli Interni, Gianpiero Bocci, il presidente della Corte d’appello Mario Vincenzo D’Aprile, il procuratore generale Fausto Cardella e il procuratore distrettuale antimafia Luigi De Ficchy. C’era anche il prefetto ternano Angela Pagliuca, il questore Carmelo Gugliotta, il comandante regionale della guardia di finanza Vito Augelli e quello provinciale dei carabinieri Cosimo Fiore.

Reati in calo Il prefetto Raffaele Cannizzaro – spiega una nota di piazza Italia – ha spiegato che il numero dei reati è in calo ma a questa diminuzione non corrisponde un aumento della sicurezza percepita. «Sul fronte della lotta alla criminalità organizzata – ha aggiunto – sono stati raggiunti risultati importanti contro il radicamento delle organizzazioni malavitose in Umbria e le infiltrazioni nell’economia legale». A Terni – ha spiegato il prefetto Angela Pagliuca – «la struttura economica e occupazionale sembra riflettersi anche sulla configurazione dei fenomeni criminosi».

Quartieri più vivibili Secondo il sottosegretario Bocci nonostante «gli importanti risultati conseguiti in Umbria nella lotta alla criminalità comune e organizzata ha invitato a non abbassare la guardia» per evitare di «sottovalutare il rischio di una riacutizzazione delle criticità». Il politico ha chiesto di «innalzare i livelli di vivibilità e sicurezza di alcuni quartieri», soprattutto le periferie più problematiche, «contrastando le illegalità diffuse e gli atteggiamenti che le favoriscono». Anche sul fronte droga c’è la «necessità di mantenere alto il livello di prevenzione».

Settori vulnerabili Durante il suo intervento il presidente della Corte d’appello, Mario Vincenzo D’Aprile, si è soffermato sulla sicurezza latente in alcuni uffici giudiziari sguarniti, per di più, di personale amministrativo. Il procuratore generale Fausto Cardella ha stimolato «una sempre più incisiva azione di contrasto dei fenomeni criminosi di maggior allarme nei settori più vulnerabili». Il magistrato ha comunque «sottolineato le condizioni migliorate del centro storico di Perugia grazie all’impegno delle forze di polizia».

Reati ambientali Il procuratore distrettuale antimafia di Perugia, Luigi De Ficchy, ha invece «approfondito il tema della presenza in Umbria delle diverse organizzazioni criminali e il loro grado di penetrazione nell’economia locale». Per De Ficchy «è importante contrastare i reati in materia ambientale». Infine: «Le recenti inchieste di mafia in Umbria hanno consentito di dare una visione unitaria a fatti, presenze, fenomeni delittuosi già da tempo noti ma dei quali prima non erano emerse chiaramente relazioni, collegamenti e logiche associative».

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