sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 01:49
19 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:56

Perugia, si chiude una storia lunga 26 anni: giù la saracinesca della mitica osteria «La lumera»

Lo chef-titolare Roberto Sammartano: 'Decisione sofferta ma i costi di gestione del ristorante erano sempre più alti. Non valeva la pena lavorare 14 ore al giorno per pagare tasse ed affitto'

Perugia, si chiude una storia lunga 26 anni: giù la saracinesca della mitica osteria «La lumera»
Lo chef Roberto Sammartano

di En.Ber.

Chiude uno dei ristoranti storici di Perugia: «La lumera» di corso Bersaglieri. Porta Pesa saluta uno dei locali migliori della città. Roberto Sammartano, 63 anni, l’aveva aperto nel lontano 1990. Lo chef spiega a Umbria24 la propria scelta: «E’ stata una decisione sofferta ma voglio cambiare vita. I costi di gestione del ristorante ormai erano sempre più alti. Mi riferisco alle tasse, alle spese per l’affitto e al personale. I ritmi erano divenuti insostenibili e non valeva più la pena rimanere chiusi a lavorare 14 o 15 ore al giorno per un incasso modesto».

Un’osteria apprezzata Nel menu c’erano piatti estremamente semplici quanto apprezzati: tra questi gli umbricelli con guanciale e pecorino, gli spaghetti con la bottarga di tonno e lo stinco di maiale al forno. Accompagnati dal sorriso dei titolari – l’altro è Antonio Staltari Ferraro – da un buon calice di vino e dalle recensioni nelle guide enogastronomiche più famose. «I clienti apprezzavano la nostra cucina e godevamo dell’affetto della gente del quartiere – spiega ‘Rob’, il cuoco di origini libiche -. Non si possono offrire prodotti di qualità a prezzi bassissimi». Roberto ha una lunga esperienza in cucina perché al suo rientro dall’Inghilterra, nel lontano 1983, fu il direttore del «Freesby», il primo fast-food nato a Perugia in via Bonazzi: «Avevo lavorato a Londra e a Brighton. Erano altri tempi quelli, fummo i primi a portare hamburger, patatine, panini e pollo fritto in questa regione».

Le difficoltà a Porta Pesa Poi arrivò La Lumera, un’osteria alle pendici del centro storico. Un locale accogliente con una cucina di qualità. Dal fast-food allo slow-food. «Nell’ultimo periodo – spiega il cuoco – viaggiavamo su una media di 150 clienti alla settimana, che aumentavano in occasione degli eventi della città. Cosa non mi mancherà della Lumera? Il parcheggio. Nei mesi scorsi a complicarci ulteriormente le cose era arrivata una telecamera Ztl all’inizio della strada. Certe cose non aiutano a far arrivare i clienti…». Roberto un progetto ce l’ha ma non vuole ancora svelarlo. Intanto sembra che i cinesi puntino ad acquistare le mura della Lumera.

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