giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:31
23 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:37

Perugia, Santopadre: «False fatturazioni? Purtroppo dò fastidio»

Lo sfogo del presidente: «Qualcuno ha iniziato a voltarmi le spalle, una banca mi ha chiesto tempo fino a venerdì per concedermi la fidejussione»

Perugia, Santopadre: «False fatturazioni? Purtroppo dò fastidio»
A destra Santopadre durante la conferenza stampa (foto F.Troccoli)

di Giulio Nardi

La vicenda giudiziaria dovrà fare il suo corso ma intanto, nella conferenza in una sala stampa affollatissima di giornalisti e tifosi, il messaggio è arrivato chiaro: il Perugia calcio  è estraneo all’indagine avviata dalla procura di Rieti che riguarda l’azienda di abbigliamento di cui il patron biancorosso è titolare.  Massimiliano Santopadre è intenzionato a chiarire con la massima serenità e decisione la propria posizione con tutta la documentazione fiscale che dovrà essere prodotta a fronte dell’accusa di false faturazioni. Ad un certo punto della conferenza stampa arriva lo sfogo dell’imprenditore romano: «Ho lavorato quasi per 30 anni alzandomi alle 5 del mattino con l’obiettivo di arrivare in alto e ho portato questa ambizione anche nel calcio. Forse da fastidio il mio atteggiamento, io non ho l’esigenza di sedermi a certi tavoli».

Verifica in corso «Non posso sicuramente negare – ha spiegato il presidente del Perugia – che c’è una ispezione, iniziata ieri. Noi forniremo tutti i documenti: da qui a dire e parlare di fatture false, ce ne passa. Andiamo cauti, così facciamo solo male a noi stessi, alla società. Ora il nostro pensiero è fare una squadra importante, noi andiamo avanti. Io penso che sia necessario rimanere il più possibile uniti. Chi ha sempre creduto in me lo continui a fare, chi è stato mio nemico continui a fare il nemico: non andiamo ad inficiare il calcio con altre cose. L’azienda di abbigliamento è una cosa, il calcio è un’altra. C’è una verifica in corso sull’Akim che è l’azienda di abbigliamento. La continuità calcistica non è messa in discussione».

L’accusa dei 90 milioni evasi Sull’accusa delle false fatturazioni, Santopadre ha precisato: «Per evadere 90 milioni, bisogna fatturane 1000. Questo per farvi capire come stanno le cose, perché se dette in maniera sbagliata possono far capire altro. Ma sottolineo che la verifica è normale. Poi se Santopadre ha sbagliato qualcosa, sarà verificato. Sennò Santopadre verrà prescritto o assolto dalla verifica in corso che si sta facendo. Non allarmiamoci, ma andiamo avanti. Non è un caso che queste cose accadono ad una settimana dall’iscrizione al campionato, potrei dire tante cose ma non lo voglio fare. Ma per chi sa, dico: “non è corretto” e a qualcuno il messaggio arriverà sicuramente».

Perugia estraneo alla vicenda L’imprenditore a più riprese ha voluto ribadire l’estraneità della società di calcio rispetto alla vicenda emersa nelle ultime ore: «Il Perugia è totalmente estraneo, perché qui è stato tutto fatto a regola d’arte. Mi dispiace che oggi Banca Etruria sia venuta a discutere con me per una fideiussione totalmente coperta, anche se mi hanno chiesto fino a domani mattina per capire. Io ho detto solo che il 30 giugno devo presentare la fideiussione, ma se deve essere no, ditemelo subito. Sono comunque già allertati altri 3 istituti, ma devo dire che si sono rimasto male, che qualcuno ha iniziato a voltarmi le spalle non appena sente puzza di bruciato».

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