venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:20
3 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:40

Perugia, riforma costituzionale: Pd e Psi chiedono a Varasano un consiglio comunale aperto

I consiglieri dei due partiti: «Tema va affrontato in modo partecipato e costruttivo». Lunedì nella sala consiliare appuntamento su ambiente e smart community insieme all'Università

Perugia, riforma costituzionale: Pd e Psi chiedono a Varasano un consiglio comunale aperto
Il consiglio comunale

Una richiesta formale affinché nelle prossime settimane venga convocato un consiglio comunale aperto «per affrontare in maniera partecipata e costruttiva il tema della riforma costituzionale», che sarà al centro del referendum di ottobre. A presentarla tutti i consiglieri comunali di Pd e Psi secondo i quali «merita una riflessione più approfondita la futura composizione del Senato e le sue funzioni, perché oltre alla riduzione del numero complessivo dei senatori (si passerà dai 315 attuali a 100), questo ramo del parlamento non sarà più eletto a suffragio universale e diretto, ma sarà espressione dei consigli regionali e dei comuni d’Italia (per l’Umbria ne faranno parte un consigliere regionale e un sindaco), diventando così una nuova camera delle istituzioni territoriali».

La proposta Oltre al senato la riforma tocca molti altri aspetti importanti come ad esempio il rapporto di fiducia tra le Camere e il Governo con il superamento del bicameralismo perfetto. In più viene semplificato il procedimento legislativo, cambia la composizione e le funzioni del Senato e viene rivisto il rapporto tra Stato e Regioni. Tutti aspetti sui quali discutere: «Crediamo pertanto che – scrivono i consiglieri -, a partire dall’importanza che avranno i sindaci nel nuovo Senato, sia compito di questo consiglio dibattere su un tema così importante e attuale, aprirsi alla città favorendo un’ampia partecipazione e auspicando l’intervento di tutti coloro che riterranno utile portare il proprio contributo culturale a questo dibattito». Nelle intenzioni dei proponenti, il consiglio aperto vuole essere anche un modo per portare nel dibattito chi non vorrebbe farlo e, a proposito del dibattito, Pd e Psi vogliono evitare «che ci si divida tra renziani e non renziani; il referendum e la discussione su questo, non debbono essere il giudizio sull’operato del Governo, ma dovrà essere qualcosa di più, dovrà essere un voto sul funzionamento delle istituzioni del nostro paese e una discussione sulla nostra cultura costituzionale».

Pretestuosa Una richiesta, secondo Michele Guaitini e Andrea Maori, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia.org, «non solo pretestuosa e finalizzata unicamente a rinforzare il battage pubblicitario messo in campo dal premier Renzi, ma anche inopportuna perché finirebbe per costituire un pericoloso precedente sull’uso distorto delle istituzioni cittadine». «Un consiglio comunale – aggiungono – non ha più, né potrà avere, alcuna voce in capitolo ora che la palla è passata agli elettori, gli unici che possono ancora esprimersi e nei confronti dei quali ogni intervento istituzionale suonerebbe come una pericolosa ingerenza. Tra le competenze del Consiglio comunale non c’è nulla che possa richiamare neanche lontanamente ciò che viene chiesto da PD e SR, e non è dunque questo lo strumento corretto di informazione e di confronto sull’argomento. Pertanto auspichiamo che tale richiesta sia respinta». Come proposta alternativa, i due suggeriscono al Comune di dare vita a dibattiti o spazi di confronto, magari «concedendo gratuitamente la sala dei Notari».

Ambiente E a proposito di consiglio aperto, lunedì a partire dalle 15 nella sala consiliare se ne terrà uno sul tema ambiente e smart community. I direttori dei Dipartimenti dell’Università spiegheranno quali sono e in cosa conistono le ricerche in corso sulle tematiche oggetto del consiglio. A parlare saranno Franco Moriconi (rettore Università di Perugia), Giovanni Paciullo (rettore della Stranieri), Giuseppe Liotta (Ingegneria), Piero Ceccarelli (Veterinaria), Stefano Cianetti (Scienze chirurgiche e biomediche), Floriana Falcinelli (Filosofia), Fabio Fatichenti (Lettere), Annibale Materazzi (Ingegneria civile ed ambientale), Livia Mercati (Giurisprudenza), Giacomo Muzi (Medicina), Benedetto Natalini (Scienze Farmaceutiche), Mauro Pagliacci (Economia), Caterina Petrillo (Fisica e Geologia), Giuseppe Saccomandi (Ingegneria), Vincenzo Talesa (Medicina Sperimentale), Francesco Tarantelli (Chimica e biologia), Francesco Tei (Agraria), Manuel Vaquero (Scienze politiche), Giancluca Vinti (Matematica ed informatica).

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