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26 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:26

Umbria mobilità, Provincia di Perugia rivuole i soldi prestati: «Entro cinque giorni tre milioni»

Mismetti scrive all'azienda chiedendo indietro il prestito concesso nel 2013: solo due su dodici le rate versate. A oggi non risultano pagamenti: ente potrebbe vendere azioni Sipa

Umbria mobilità, Provincia di Perugia rivuole i soldi prestati: «Entro cinque giorni tre milioni»
Nando Mismetti (foto Preziotti)

di Daniele Bovi

Dopo due anni e mezzo nelle casse della Provincia di Perugia sono rientrate appena due rate su dodici, motivo per cui il presidente Nando Mismetti ha deciso di prendere carta e penna e di pretendere con nettezza il dovuto. Nei mesi roventi di Umbria Mobilità, quelli iniziati nell’estate 2012 con la gravissima crisi di liquidità che ha finito per azzoppare la neonata società unica dei trasporti (finita poi nelle mani di Busitalia-FS), tra mille polemiche e dopo un lungo dibattito in consiglio, la Provincia decise di dare il via libera (FI uscì dall’aula e non partecipò al voto) a un prestito ponte da 3,6 milioni di euro. Soldi che dovevano contribuire al normale funzionamento dell’azienda in quei mesi difficilissimi: «L’operazione – disse all’epoca l’assessore al bilancio Domenico De Marinis – è ampiamente garantita da azioni Sipa e da flussi derivanti dal piano di rientro da Roma Tpl. È un gesto opportuno per il ruolo che la Provincia riveste all’interno dell’azienda, detenendone il 28 per cento, pari a 15 milioni di capitale investito, e vista la delicata fase che essa sta attraversando di assegnazione della gara vinta da Busitalia».

Solo due rate Il problema è che solo pochissimi di quei soldi sono rientrati in cassa. A versarli dovrebbe essere Umbria tpl e mobilità spa, la società frutto dello scorporo deciso in quei mesi tribolati dai soci della defunta azienda unica (l’altro ramo, quello che si occupa dei trasporti, è stato interamente venduto a Busitalia). L’accordo era semplice: a partire da luglio 2014 l’azienda avrebbe dovuto restituire tutto in 12 rate mensili da 300 mila euro ognuna; l’ultima, comprensiva di interessi dato che quello deliberato dalla Provincia era un «prestito fruttifero», sarebbe dovuta arrivare nel giugno 2015. E invece niente, o quasi. A garanzia, come spiegò all’epoca De Marinis, la Provincia ricevette in pegno le azioni Sipa (per un totale di 2,8 milioni di euro) che il Comune vendette anni fa a Umbria mobilità. Di rate però l’ente di piazza Italia ne ha viste soltanto due e da settembre 2014 nonostante le dilazioni concordate e i molti solleciti, non è stato versato il becco di un quattrino.

UMBRIA MOBILITÀ, TUTTO SULL’INCHIESTA

Vendita delle azioni Vista la situazione il presidente Mismetti ha firmato il 5 luglio l’atto contenente l’intimazione al pagamento immediato dei tre milioni mancanti oltre agli 87.869 euro di interessi maturati fino al 30 giugno scorso. Con l’atto si danno a Umbria mobilità cinque giorni di tempo, una scadenza già passata senza che l’azienda abbia versato quanto dovuto a un ente, quello di piazza Italia, bisognoso di risorse. «Non ho notizie aggiornate – spiega Mismetti a Umbria24 – ma che abbiano pagato non ci credo. Il nostro in qualche modo è stato un atto dovuto». Un paracadute però per la Provincia di Perugia c’è, ovvero le famose azioni Sipa. Come riportato nell’atto con cui l’ente chiede il pagamento dei tre milioni di euro infatti, Mismetti scrive che in caso di mancato versamento si procederà proprio con la vendita delle azioni della società che gestisce i parcheggi e le strisce blu del capoluogo umbro.

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