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venerdì 24 maggio 2013 - Aggiornato alle 00:49
12 maggio 2012 Ultimo aggiornamento alle 13:24

Perugia in piazza per dire basta allo spaccio: «Adesso riprendiamoci la nostra città»

La manifestazione in piazza IV Novembre (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

La rabbia a un certo punto si è sfogata contro l’unico rappresentante dell’Amministrazione comunale presente: l’assessore Lorena Pesareni. E’ volata qualche parola grossa. Ma la manifestazione è servita soprattutto a ribadire quanto scandito nello slogan più gettonato: «Perugia siamo noi».

«Riprendiamoci la città» Si sono radunati alle 16. Circa 500 persone: studenti, giovani lavoratori, tifosi del Grifo, commercianti, proprietari di locali pubblici. Perugini e non. A meno di una settimana dagli scontri di martedì notte, originati dall’accoltellamento di un giovane tunisino e culminati con una guerriglia contro passanti e forze dell’ordine, una parte della città si è radunata per sfogare la sua rabbia.

Tutto nato da Facebook Il tam tam è partito dalla rete, da Facebook. «Questa è una manifestazione che parte dal basso: non vogliamo bandiere politiche. Chiediamo più sicurezza, tutti devono vivere tranquilli ma non solo in centro, anche a via Bartolo, Fontivegge, tutti i luoghi oscuri di Perugia», hanno detto gli organizzatori dai megafoni. Sui cartelli appesi alla Fontana le frasi: «Perugia siamo noi», «Spacciamo giustizia», «Scusate se viviamo in centro».

FOTOGALLERY: LE IMMAGINI DEGLI SCONTRI – VIDEO: GLI SPARI IN PIAZZA

Contestato l’assessore Presenti mescolati tra la gente alcuni politici, di centrodestra e centrosinistra. Unica apparizione dell’Amministrazione comunale quella di Lorena Pesaresi, subito presa di mira da alcuni manifestanti: «Che state facendo per dare sicurezza, dovete dircelo». Ed è volato anche qualche insulto. Tanto che l’assessore si è allontanato.

LA REAZIONE DEL SINDACO. E IN CENTRO ARRIVA LA CELERE – VIDEOINTERVISTA A BOCCALI

Proseguono indagini e presidi In mezzo alla gente anche tanti elementi delle forze dell’ordine: polizia, Digos, carabinieri. Intanto proseguono da un lato le indagini della squadra mobile sui fatti di martedì per dare un nome ai volti ripresi dalle telecamere. Secondo quanto trapela si sarebbe a buon punto e non è escluso che nei prossimi giorni i responsabili possano essere assicurati alla giustizia. Dall’altro polizia e carabinieri continuano a pattugliare centro e periferia: il posto fisso in piazza Danti e piazza IV Novembre prosegue. Si cerca di restituire un senso di sicurezza ai cittadini, per ora perduto.

LE REAZIONI DEL MONDO POLITICO

La tensione resta Sullo sfondo, poi, restano le tensioni tra le comunità di stranieri che si dividono la piazza dello spaccio. I tunisini cercano vendetta per l’accoltellamento di martedì contro gli albanesi. Testimoni parlano che anche in queste notti le «solite facce» girano in zona piazza Grimana. C’è chi giura che il tunisino accoltellato fuggito dall’ospedale due volte, venerdì notte girasse in via Fabretti e corso Garibaldi a pochi metri dalle forze dell’ordine. Una polveriera con il tappo dei presidi, pronta a riesplodere non appena la tensione di allenterà.

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