martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:35
4 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:40

Perugia, per il circuito museale del Comune gara da 730 mila euro. Palazzo Penna, ricavi in calo

Avviso pubblico riguarda San Bevignate, palazzo Penna e cappella di San Severo: affidamento di tre anni più possibile rinnovo di altri tre

Perugia, per il circuito museale del Comune gara da 730 mila euro. Palazzo Penna, ricavi in calo
L'ingresso di palazzo Penna (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Tre anni, rinnovabili per altri tre, per un totale di 730 mila euro e rotti. Il Comune di Perugia ha deciso di affidare, attraverso una gara, la gestione dei servizi per il pubblico negli spazi del circuito museale cittadino, costituito dalla Cappella di San Severo, dal Museo civico di Palazzo della Penna e dal Complesso templare di San Bevignate. Un circuito museale ridisegnato recentemente dalla giunta, che ha voluto escludere il Pozzo etrusco, i locali dell’ex ospedale Fatebenefratelli, il Museo della Rocca Paolina con annessa Sala del Plastico e bookshop e il Museo delle acque, inserendo invece il Complesso templare di San Bevignate, quello di San Matteo degli Armeni, la Domus pauperum e il Cassero di Porta Sant’Angelo. Attualmente a gestire il circuito è la cooperativa Sistema museo: il contratto da 146 mila euro all’anno è scaduto alla fine del 2015, ed è stato prolungato per altri sei mesi a 73 mila; poi, pochi giorni fa, per assicurare il funzionamento delle strutture è arrivata un’altra proroga, stavolta da 37 mila euro, che scadrà il 31 agosto. Dopo quel giorno, entrerà in servizio il nuovo gestore.

La gara Secondo l’«approfondita analisi» su costi e ricavi fatta dal Comune «il raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario della concessione si può ottenere con la previsione di un contributo annuale pari a 121.816 euro». Questa, insomma, è la cifra che il nuovo concessionario incasserà per almeno tre anni rinnovabili, come accennato per altri tre per un totale di 730.896 euro. Il criterio per l’aggiudicazione della gara sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, anche se su un totale di cento punti 70 riguardano l’offerta tecnica. E a proposito di quest’ultima il concessionario dovrà garantire apertura e chiusura degli spazi; servizio di biglietteria; sorveglianza, custodia delle opere e controllo delle modalità di visita; gestione dei bookshop; prima accoglienza, informazione, assistenza dei visitatori, guardaroba; visite guidate; servizi e laboratori didattici; valorizzazione del circuito e del patrimonio museale; servizio di pulizia degli spazi, degli arredi,dei supporti espositivi e mantenimento del decoro delle aree circostanti l’ingresso delle strutture museali.

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Requisiti A breve palazzo dei Priori pubblicherà l’avviso con tutti i dettagli per la presentazione delle domande e, secondo il capitolato di gara, tra i requisiti per la partecipazione c’è la necessità di aver maturato esperienza nel triennio 2013-2015 nello svolgimento dei servizi indicati, di avere un fatturato complessivo, sempre nel triennio, di almeno 300 mila euro e di aver avuto in media otto collaboratori. Stando ai numeri del capitolato, per quanto riguarda biglietteria, bookshop e altri tipi di attività ci sono, nell’ultimo triennio, alcuni segni positivi e altri negativi. Dai dati si scopre che dei tre spazi in concessione quello che incassa di più in biglietteria è la cappella di San Severo: 37 mila euro nel 2013, 46 mila nel 2014 e 51 mila nel 2015, mentre i ricavi del bookshop sono rimasti stabili intorno ai tremila euro.

I numeri Palazzo della Penna ha invece accusato una pesante flessione nel 2015: dai 19 mila euro di biglietti del 2014 infatti la cifra è scesa fino a 13 mila (nel 2013 l’incasso fu di 14 mila euro). Male anche il bookshop: 8.800 euro nel 2013, 8.076 nel 2014 e 4.448 nel 2015. Quanto al bar interno di palazzo Penna, i ricavi sono passati dai 97 mila euro del 2014 ai 40 mila del 2015 (nel 2013 ammontavano a 88 mila euro). Quanto a San Bevignate, nel 2013 erano stati incassati grazie ai biglietti 3.512 euro, poi 4.170 nel 2014 (anno nel quale molto si è parlato del complesso a causa dello studentato Adisu che sarebbe dovuto sorgere nei paraggi) e 3.625 nel 2015. Dal bookshop sono arrivati invece 3.152 euro nel 2013, 6.436 nel 2014 e 2.318 nel 2015. Totale (all’elenco vanno aggiunti 10 mila euro relativi ad alcuni laboratori didattici) 472 mila euro di incassi in tre anni.

Twitter @DanieleBovi

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