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martedì 21 maggio 2013 - Aggiornato alle 21:29
21 luglio 2012 Ultimo aggiornamento alle 14:57

Perugia, parla il nuovo preparatore atletico dei grifoni Tito: «Il campionato? Come un Giro d’Italia»

Fabinho è stato allenato da Tito al Modena (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Il campionato? E’ come un Giro d’Italia». Parola del nuovo preparatore atletico del Perugia, il professor Ivano Tito in questi giorni a Roccaporena con i grifoni e con quel Pierfrancesco Battistini, tecnico biancorosso, che Tito già conosce: «Con Pier Francesco – spiega il professore nel corso di una pausa – ho un ottimo rapporto. Ci conosciamo da parecchio e abbiamo parlato spesso di un possibile futuro insieme, sulla stessa panchina. Il Battistini calciatore l’ho allenato ai tempi della Sangiovannese, dal 1999 al 2001. Dimostrava già di possedere qualità e competenze importanti per un allenatore. E pure per un preparatore atletico. Battistini, in fondo, è un po’ entrambe le cose. Sarà facile andare d’accordo».

Come un Giro In queste giornate di lavoro in Valnerina i giocatori biancorossi sono stati sottoposti a test atletici e monitorati con cardiofrequenzimetri e altre apparecchiature. Tutto per preparare quel «Giro D’Italia» che scatterà nei primi giorni di settembre con l’obiettivo di arrivare al traguardo della B: «Il campionato – spiega – è come il Giro d’Italia: è fatto di tappe. Non si possono alternare momenti eccezionali e cali di forma, mantenere una condizione fisica costante è fondamentale se si vuole fare bene». «I carichi di lavoro – prosegue – devono essere equilibrati, né esagerati né troppo blandi. Altrimenti è facile incappare in qualche calo, tanto sul piano fisico quanto su quello mentale».

Pause e pianificazione «Moscati e Benedetti – dice – sono molto bravi nella corsa lunga, Cacioli e Rantier eccezionali nella potenza esplosiva. Come Jefferson o Fabinho, del resto». Due giocatori, questi ultimi, che Tito conosce bene visto che li ha allenati al Modena. Per quanto riguarda i giovani invece «con loro bisogna fare attenzione», studiando con precisione allenamenti e carichi di lavoro. Tornando al capitolo campionato, Tito sostiene che «tante pause nel corso del torneo impediscono una pianificazione vera propria del lavoro. In questo periodo dell’anno è diverso, però. Il tempo non manca e si può tranquillamente programmare ogni attività della squadra».

 

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