domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 19:22
25 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:07

Perugia, ok alla proposta per il taglio del costo dei dehors. Differenziata per bar e ristoranti, è polemica

In commissione via libera a proposta Ncd Pd sulla raccolta: «Servono modifiche, commercianti costretti a tenere immondizia nei locali». Regolamento pubblicità, arrivano le modifiche

Perugia, ok alla proposta per il taglio del costo dei dehors. Differenziata per bar e ristoranti, è polemica
Tavolini in corso Vannucci (foto U24)

Per il momento si tratta di una proposta di delibera, ma intanto è un primo passo. Mercoledì nel corso della commissione Urbanistica è stata approvata la modifica, presentata dal consigliere di Ncd Emanuele Scarponi, dell’articolo 21 del regolamento per l’occupazione di spazi e aree pubbliche del centro storico per ristoro all’aperto (attraverso i dehors) e per l’utilizzo dell’immagine di Perugia. L’idea è quella di tagliare l’importo dell’indennità per l’uso dell’immagine della città di Perugia dovuta da coloro che occupano il suolo pubblico per pubblicizzare prodotti commerciali nel centro storico. Per tutta la giornata per le aree centrali (per esempio piazza IV Novembre, corso Vannucci, piazza della Repubblica e così) l’indennità andrebbe da un minimo di mille a un massimo di 1.500 euro (ora oscilla tra le duemila e le tremila); per l’area 2 (giardini Carducci, piazza Italia, piazza Matteotti, via Mazzini, via Fani) la nuova proposta è tra 800 e mille euro (anziché 1.500-2.000); per l’area 3 (Sant’Ercolano, piazza Piccinino, piazza Danti e così via) l’indennità scende a 500-800 euro anziché, come ora, 1.000-1,500 euro. Se l’occupazione è inferiore alle 12 ore, si applicherebbe uno sconto del 40 per cento.

Via libera «L’obiettivo – ha detto il consigliere – è quello di contribuire a rivitalizzare il centro storico, andando incontro alle esigenze degli operatori commerciali più piccoli». Uno Scarponi che rivendica anche la primogenitura dell’idea: «Ci tengo a precisare – dice facendo riferimento alle proposte molto simili presentate giorni fa da parte del collega Tommaso Bori, che le ha depositate proprio mercoledì – che è veramente troppo facile “imbarcarsi” su una barca che ha già preso il via, e rimango dell’idea che in cinque anni di maggioranza in cui hanno avuto la possibilità di fare… poco si è fatto». Via libera alla proposta è arrivata dal M5S, o meglio dal solo Giaffreda visto che Rosetti si è astenuta, e anche dal capogruppo pd Mencaroni. A tenere banco mercoledì sono state anche le regole per la raccolta differenziata che riguardano le utenze non domestiche. In mattinata infatti Mencaroni, insieme alla collega Alessandra Vezzosi, hanno presentato un ordine del giorno per chiedere la modifica del sistema: «Ci sono problemi – dicono – in particolare per bar e ristoranti. La raccolta è problematica sia da un punto di vista di “stoccaggio” che per quello che riguarda le più elementari norme igieniche. Un titolare di bar o ristorante è obbligato a tenere all’interno dei propri locali, spesso molto piccoli viste le metrature medie del centro, i rifiuti dovendo procedere al conferimento negli orari di apertura al pubblico con la clientela all’interno degli esercizi».

Pubblicità «È necessario – aggiungono – rivedere l’intero piano di conferimento dei rifiuti per bar e ristoranti al fine di evitare problemi igienici all’interno dei locali. Il vecchio sistema, apprezzato dai commercianti, aveva il merito di procedere alla raccolta in maniera più assidua e durante gli orari di chiusura, perché non tornare al vecchio metodo in attesa dello studio di un novo modo di conferire i rifiuti». Non di rifiuti bensì del regolamento generale della pubblicità si occupa il consigliere di Crea Perugia Angela Leonardi, che dopo un lavoro fatto insieme agli uffici ha depositato un pacchetto di modifiche del testo esistente, definito «incompleto e ormai superato». Una modifica per esempio prevede che nel centro abitato, in aree non sottoposte a vincolo paesaggistico e monumentale, i cartelli a messaggio variabile possano mutare senza vincoli temporali, mentre ora non può avvenire prima dei 90 giorni. Paline e orologi di proprietà del Comune e a oggi inutilizzati poi potrebbero essere assegnati con gara a soggetti privati che in cambio s’impegnino a gestire alcune aree verdi comunali. Per le autorizzazioni che riguardano insegne, arredo, cestini e pensiline l’idea è quella di arrivare a un protocollo con la Soprintendenza per velocizzare le pratiche. Con il nuovo regolamento inoltre viene disciplinato il settore delle pubblicità attraverso le cosiddette ‘vele’.

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