mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:44
25 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:12

Perugia, nuova stagione operistica: 36 mila euro per le scenografie virtuali allestite al teatro Pavone

Il concerto «La città all'opera» è andato in scena alcune settimane fa: il Comune si è rivolto per regia, direzione e service all'artista Monica Manganelli

Perugia, nuova stagione operistica: 36 mila euro per le scenografie virtuali allestite al teatro Pavone
L'interno del teatro

di Daniele Bovi

Trentasei mila euro. Per la precisione 35.990. Tanto, secondo le due determine dirigenziali del settore Attività culturali del Comune di Perugia, ha speso palazzo dei Priori per affidare, a una ditta con sede a Berlino (la Daring House UG), «la regia visiva e la direzione artistico-creativa» di un concerto andato in scena alcune settimane fa. L’8 maggio scorso infatti al teatro Pavone c’è stata «La città all’opera», ovvero quella che nelle intenzioni voleva essere un’anteprima della nuova stagione di opera lirica che dovrebbe vedere la luce nel 2017; un’occasione servita anche per la presentazione della Nuova accademia internazionale delle arti dell’Opera camerata Perugina, fondata dall’Associazione Opera Morlacchi. Il «concerto-evento», a ingresso gratuito, è stato organizzato dall’associazione Opera Morlacchi «per presentare – era detto in una nota – il grande progetto cui si dedica da tempo: riaprire, dopo oltre 60 anni, la stagione lirica a Perugia».

L’incarico Sul palco si sono alternati quelli che sono stati presentati come i talenti più promettenti in Russia e alle loro spalle sono state proiettate le scenografie virtuali realizzate da Monica Manganelli. È a lei, che compare nel team di Opera Morlacchi, che il Comune si è affidato per «l’ideazione artistica, lo studio e il disegno delle scenografie che saranno successivamente animate e realizzate con tecniche di 2D e 3D e VFX». Il totale del servizio, comprensivo del service tecnico, ammonta come detto a una cifra di non poco conto: 35.990 euro dei quali 6.490 riguardano l’Iva. Per fare un paragone a proposito delle risorse assegnate da palazzo dei Priori alle varie attività culturali, tema del quale molto si discute in questi giorni, a Umbria Jazz il Comune garantisce ogni anno 50 mila euro, mentre nel 2015 per la Sagra musicale umbra tra quota associativa (36.152 euro) e contributo per l’edizione 2015 (28.848 euro) l’assegno è stato pari a 65 mila euro.

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Nuove tecnologie L’evento, secondo quanto si può capire dal testo delle determine, è stato fatto rientrare all’interno delle attività di Perugia Capitale italiana della cultura 2015 ed «è stato realizzato con l’utilizzo di nuove tecnologie visive virtuali per dare impulso alla sperimentazione, allo sviluppo di nuovi linguaggi visivi anche tridimensionali e per stimolare e conquistare anche il pubblico più giovane»; nuovi linguaggi visivi «come mezzo comunicativo del futuro ovvero l’unione della tradizione teatrale, musicale con quella visiva virtuale per creare esperienze emozionali». Palazzo dei Priori sottolinea anche come queste nuove tecnologie stiano «entrando sempre più nell’ambito d’utilizzo delle attività culturali permettendo così di divulgare le arti e la cultura in maniera proporzionalmente estesa». L’8 maggio scorso, data nella quale secondo il contratto cessa l’incarico affidato all’artista, grazie a esse sono stati creati «mondi virtuali per ognuna delle arie in programma richiamando la tradizione artistica di Perugia», celebrata secondo i promotori grazie ai «fondali dove le architetture della città diventano protagoniste degli scenari virtuali».

Chi è Scenografie che non è escluso possano essere utilizzate anche in futuro vista la possibilità di un «ulteriore sviluppo di successivi spettacoli tipologicamente simili grazie all’utilizzo delle scenografie create in quest’occasione che saranno impiegate in altri eventi celebrativi dell’arte, della storia e della tradizione perugina». Più classico il programma musicale andato in scena l’8 maggio, con arie di Haendel, Rossini, Donizetti, Wagner, Verdi, Massenet, Saint-Saens e Mozart. Monica Manganelli, come risulta dal sito di Opera Morlacchi, compare nel team della struttura e alle spalle ha un ricco e importante curriculum nel settore della scenografia, che culmina con il premio per il «best animation» al Los Angeles short fest, che gli è valso la partecipazione alle selezioni per gli Oscar 2016, del Nastro D’Argento 2016 e finalista del David di Donatello 2016. Sempre lei, secondo quanto riportato sul sito, firmerà le scenografie virtuali dell’Aida che dovrebbe andare in scena a Perugia nel 2017.

Twitter @DanieleBovi

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  • michele marinoni

    Molto belle le videoscenografie con Perugia, che tra l’ altro ho rivisto e sono state già utilizzate per la mostra a Palazzo Baldeschi sull’ Umbria e il cinema.

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