sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 20:54
17 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:43

Perugia, l’Ordine degli avvocati: «Al tribunale offerto un sostegno concreto e non dovuto»

Il Consiglio conferma 'la piena disponibilità ad ogni forma di collaborazione con la magistratura, al fine di garantire agli iscritti e agli utenti un miglior funzionamento del sistema giustizia'

Perugia, l’Ordine degli avvocati: «Al tribunale offerto un sostegno concreto e non dovuto»
L'avvocato Gianluca Calvieri

di Enzo Beretta

«Dopo aver offerto negli anni un sostegno concreto e non dovuto» l’Ordine degli avvocati di Perugia «non è disponibile ad assumersi responsabilità che non gli appartengono». Lo scrive, in una nota, l’Ordine. Il comunicato è stato divulgato dieci giorni dopo un’intervista rilasciata dal procuratore Luigi De Ficchy a Umbria24, intitolata «La cattiva giustizia premia i criminali e penalizza le vittime dei reati», in cui il magistrato metteva in evidenza la «spaventosa scopertura di personale» al tribunale penale e aggiungeva: «Ho proposto al presidente dell’Ordine degli avvocati un fronte comune, di andare al ministero, ma non ho ancora visto iniziative particolari…». La replica del presidente Gianluca Calvieri è stata meditata e decisa di comune accordo con gli altri consiglieri durante la seduta di giovedì.

La nota stampa Scrive l’Ordine: «Calvieri ha incontrato più volte De Ficchy, molteplici incontri sono avvenuti anche con consiglieri delegati ai rapporti con gli uffici giudiziari, alla presenza congiunta di membri appartenenti alla Camera penale. In ogni occasione – è detto – l’avvocatura perugina ha rappresentato la propria piena ed assoluta disponibilità ad ogni forma di collaborazione con la magistratura, al fine di garantire agli iscritti e agli utenti un miglior funzionamento del sistema giustizia. Si ricorda, fra le tante iniziative, come una nutrita delegazione di autorevoli avvocati, alla presenza del presidente del tribunale, si siano recati presso il ministero a rappresentare il grave disagio della carenza di personale amministrativo, ricevendo dal sottosegretario e da altri funzionari precise rassicurazioni, mai verificatesi».

IL COMUNICATO DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE

Contributo concreto «La disponibilità – prosegue il comunicato stampa – non è peraltro mai stata solo formale ma si è tradotta, da anni ormai, nel reperimento di personale altamente qualificato da porre a quotidiano supporto dei vari uffici giudiziari del distretto, con spese esclusivamente a carico dei nostri iscritti. Si tratta di un contributo concreto che non era certamente dovuto ma che abbiamo ritenuto di offrire e continuiamo a garantire per il corretto svolgimento della funzione giurisdizionale che altrimenti risulterebbe paralizzata». Per questa ragione, «in tale contesto e con siffatte premesse, non può essere accettato che all’Ordine degli avvocati vengano imputati obblighi o, peggio ancora, presunte mancanze, che non ha, perché attinenti a cronici e persistenti problemi di carenza di personale che come ben sa il procuratore competono in via esclusiva agli organi preposti, in sede sia amministrativa che politica. L’avvocatura perugina è ed intende rimanere presente ad ogni tavolo di dialogo con la magistratura ma non è disponibile, dopo aver offerto negli anni un sostegno concreto e non dovuto, ad assumere anche responsabilità che non le appartengono».

Il Consiglio superiore della magistratura Il presidente della terza commissione del Csm, Luca Forteleoni, ha detto che in Italia ancora ci sono le piante organiche degli anni Cinquanta. Chiaramente «il sottodimensionamento dei giudici si riflette inevitabilmente sui cancellieri». A Perugia mancano 100 unità, «tantissime», «al ministro Orlando chiediamo concorsi». Prosegue il giudice: «Attualmente il tribunale penale di Perugia prevede otto magistrati, ce ne sono sei e presto rimarranno in cinque. L’ultimo bando è deserto, senza aspiranti, nessuna domanda. Se entro la metà di luglio la scopertura risulterà superiore al 20 per cento chiederemo al ministero di far diventare Perugia sede disagiata».

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