giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:17
2 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:03

Perugia, l’addio di «Conti» al centro storico: «Zona in crisi, ma entro Natale qui apre nuovo negozio»

Dopo 113 anni chiude la merceria di piazza Matteotti, il titolare: «Decisione maturata da un anno, ce ne andiamo a malincuore. Per il futuro del negozio ho fatto scelta accurata»

Perugia, l’addio di «Conti» al centro storico: «Zona in crisi, ma entro Natale qui apre nuovo negozio»
Il punto vendita in piazza Matteotti (foto U24)

di Daniele Bovi

Una signora sulla quarantina martedì mattina entra con gli occhi sgranati e domanda incredula: «Ma davvero chiudete?». I cartelli appesi da lunedì sulle vetrine («svendita totale per chiusura attività») non lasciano spazio a dubbi e le due commesse che servono i tanti clienti a caccia di un affare alzano le spalle confermando che sì, dopo 113 anni la famiglia Conti, proprietaria della più antica merceria cittadina, dà l’addio a piazza Matteotti. Fili e bottoni di ogni tipo, lana, cotone, pizzi, merletti, intimo da uomo e da donna ma anche vestiti e pure articoli per la casa. Un negozio dal sapore un po’ vintage, tappa fissa per tantissime signore che magari prima erano state poco più in là, in via Alessi dalle sorelle Cicioni a comprare le stoffe dove ora c’è la sede dell’Istituto italiano di design. La cliente con gli occhi sgranati promette che a breve porterà la madre per fare gli ultimi acquisti. Di tempo infatti ce n’è poco: il 31 agosto le serrande verranno abbassate su un pezzo di storia del commercio cittadino.

Via a malincuore A Umbria24 Roberto Conti, della famiglia proprietaria del negozio, originaria di Terni, ricorda con orgoglio che fu il nonno a comprare quegli spazi ormai tantissimi anni fa ma che ormai non ci sono più le condizioni per andare avanti: «È stata – racconta – una scelta aziendale maturata ormai un annetto fa e dovuta un po’ alla situazione generale e al fatto che il centro è in crisi. Noi abbiamo la nostra sede a Terni e non riusciamo più a seguire in modo ottimale il negozio di Perugia. Ho vissuto tanti anni qui e mi sento un po’ mezzo perugino; ce ne andiamo a malincuore». Come molto spesso accade, per una serranda che si abbassa (da qualche settimana il forno Lupi ha detto addio a uno dei suoi tre punti vendita, quello di via della Viola, anche se la sede rimane sempre lì) ce n’è una che si alza. Negli spazi di Conti infatti, come spiega lo stesso proprietario, entro Natale aprirà un nuovo negozio: «Al momento – spiega – il nome non lo svelo. Posso solo dire che si tratta più o meno della nostra stessa categoria merceologica e che ho fatto un’accurata scelta. Insomma, rimarrà un negozio di livello e non una ‘ciofeca’».

L’opportunità E per chi volesse tentare di dare vita a una nuova attività nella stessa area, il Comune (che è proprietario sostanzialmente di tutti i locali dei negozi di piazza Matteotti, Conti a parte) da pochi giorni ha pubblicato un avviso attraverso il quale punta a dare in concessione i locali del civico 17, là dove fino a qualche tempo fa c’era un’altra attività. Il problema era che gli affittuari non pagavano il dovuto a palazzo dei Priori (19.200 euro all’anno) e così, dopo la revoca della concessione, il Comune ci riprova. Chi vorrà avrà tempo fino al 5 settembre e dovrà formulare un’offerta merceologica che tenga conto «della promozione della città e del richiamo turistico – è scritto nell’avviso – che dalla stessa si possa ottenere, nonché dell’eventuale carattere di originalità e/o innovazione dell’attività che si intende intraprendere».

Mori Sulla chiusura di Conti invece interviene la consigliera comunale del Pd Emanuela Mori: «In controtendenza rispetto a quanto sta accadendo a livello nazionale – dice -, Perugia sta perdendo le cosiddette “attività tradizionali”: Conti è solo l’ultimo in ordine di tempo». Mori ritiene «necessario un intervento da parte dell’Amministrazione, poiché attività come quelle citate devono essere considerate come soggetti attivi per la rivitalizzazione del territorio, e vanno protette e garantite, cercando di sostenerle in ogni modo possibile, per evitare che l’acropoli diventi un centro commerciale all’aperto».

Twitter @DanieleBovi

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