mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 19:04
15 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:55

Perugia, inchiesta mense: genitori chiedono incontro a Romizi e nuova gara. Pd e M5S: «Fallimento»

I rappresentanti dei comitati: «Siamo molto preoccupati, Comune prenda una posizione». I dem: «Sindaco riferisca in consiglio e commissione». Radicali: «Proroga è opportuna?»

Perugia, inchiesta mense: genitori chiedono incontro a Romizi e nuova gara. Pd e M5S: «Fallimento»
I genitori fuori dall'ufficio del sindaco la scorsa estate (foto F.Troccoli)

In attesa del summit di lunedì, quando Andrea Romizi riunirà assessori e dirigenti intorno a un tavolo per parlare dell’inchiesta della procura della Repubblica di Perugia sulla gestione delle mense, a scendere in campo sono i genitori dei comitati mensa che «hanno già chiesto con massima urgenza – spiegano in una nota – un incontro con il sindaco». Genitori «molto preoccupati» da quanto sta emergendo in queste ore: «una situazione allarmante e che comunque è stata scoperta anche grazie alla tenacia e alla costanza dei genitori che hanno continuato a controllare e a segnalare. Ci auguriamo che possa essere fatta piena luce sulle responsabilità, laddove ve ne saranno, e che presto vengano attuate tutte le misure necessarie a prevenire altri fatti gravi, come quelli già riscontrati». Al Comune poi si chiede «una chiara presa di posizione» e si ribadisce la richiesta di indire una nuova gara «istituzionalizzando una volta per tutte il ruolo dei genitori, che per oltre trenta anni hanno gestito gli acquisti e che devono pertanto essere coinvolti a monte nell’organizzazione del servizio, nella selezione dei fornitori e a valle nei controlli».

TUTTE LE CARTE DELL’INCHIESTA

I genitori Chiarezza al sindaco Romizi la chiede anche il gruppo consiliare del Pd: «Le posizioni politiche ed amministrative del sindaco e della sua giunta – dicono – sono passate dal “magna e sta zitto” ai bambini e “mamme ignote” ai genitori alle riunioni d’emergenza per risolvere il problema che ha portato Perugia ad essere presa come esempio negativo a livello nazionale. Ciò dimostra che le preoccupazioni dei genitori, riportate anche da noi all’interno delle sedi istituzionali, erano ampiamente fondate». «Viste le posizioni di totale chiusura – aggiungono – da parte dell’assessore al ramo, Waguè, e della latitanza strategica del sindaco Romizi, è urgente e necessaria l’apertura di una fase nuova con interlocutori credibili e seri». Secondo i consiglieri pd Romizi, al quale viene chiesto di riferire in consiglio, «dovrebbe riconoscere gli errori dell’assessore Waguè e trovare il coraggio di uscire dallo stallo attuale, spiegando all’interno delle sedi opportune quale sia la sua posizione sui servizi all’infanzia: finora l’arroganza di Waguè, unita all’inerzia del Sindaco, ha creato un combinato disposto che ha fatto precipitare la qualità dei servizi educativi della nostra città».

Pd A Romizi e al presidente del consiglio Varasano «nei prossimi giorni invieremo – concludono – un’ulteriore lettera di richiamo per sollecitarne la presenza quando saranno di nuovo ufficialmente convocati nella prossima seduta, soprattutto alla luce delle recenti indagini. Invitiamo pertanto il sindaco a riferire nelle sedi opportune, sia in commissione che in consiglio, evitando di sottrarsi al confronto». Dell’appalto si occupa anche Michele Guaitini, segretario di Radicaliperugia.org, e in particolare dell’opportunità o meno che venga rinnovato per un anno (la scadenza coincide con la fine dell’anno scolastico). «Siamo alle prime fasi dell’inchiesta – dice -, nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva ed eventuali reati devono essere ancora accertati, tuttavia la delicatezza dell’oggetto dell’indagine impone la massima prudenza, pertanto riteniamo inopportuno per il Comune di Perugia prorogare questo contratto alle medesime condizioni che hanno portato ad un ricorso al Tar di prossima trattazione, una generale insoddisfazione da parte dei genitori, nessuna riduzione dei costi per l’amministrazione e ora, da ultimo, l’iscrizione nel registro degli indagati di 13 persone coinvolte nell’erogazione del servizio».

Radicali e M5S E se, continua Guaitini, il Comune decidesse di prorogare, almeno «Comune imponga alle ditte alcune migliorie sul servizio, senza riconoscere ulteriori corrispettivi, a cominciare dalla soluzione alle problematiche sulle stoviglie in plastica e sull’acqua ricca di nitrati e si rivedano completamente i meccanismi di controllo riconoscendo anche ai genitori piena legittimazione in materia. In caso contrario non vediamo altra soluzione che indire un nuovo bando». All’attacco dell’Amministrazione anche la capogruppo del M5S Cristina Rosetti: «Come per il servizio rifiuti – dice -, anche per le mense scolastiche, dimostra la sua totale inadempienza in termini di controllo effettivo del servizio». Tirando le somme degli ultimi mesi Rosetti osserva che «giunta e dirigenti competenti, non avevano adempiuto alla direttiva del Consiglio e non avevano strutturato alcun monitoraggio permanente. I controlli dei genitori rimanevano per lo più lettera morta e non avevano alcuna valenza giuridica nei confronti delle società di gestione dei servizi. Neppure la Carta dei servizi era ancora stata adottata, nonostante la sua adozione fosse un obbligo di legge sin dalla gara». Il M5S ricorda di aver presentai un ordine del giorno «per un modello alternativo all’esternalizzazione tout court» e che «la magistratura, comunque vada, ha certificato il fallimento totale della giunta Romizi e del sindaco stesso, più volte sollecitato dai genitori ad intervenire direttamente nella vicenda; genitori sempre sopportati, ma mai supportati da questa amministrazione».

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