domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:35
18 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:46

Perugia, in consiglio niente discussione sul caso mense: «Giunta latitante». UJ, Pd all’attacco

Dem e M5S volevano che il sindaco riferisse in aula dopo l'inchiesta: proposta bocciata. Sulle polemiche sollevate da Pagnotta: «Non comprendono il valore del festival»

Perugia, in consiglio niente discussione sul caso mense: «Giunta latitante». UJ, Pd all’attacco
Il consiglio comunale

Niente discussione sul caso mense lunedì in consiglio comunale. In apertura di seduta il capogruppo del Pd Mencaroni ha chiesto al sindaco Andrea Romizi di riferire in aula in merito all’indagine giudiziaria di cui molto si è parlato in questi giorni. Una proposta sulla quale c’erano i pareri favorevoli anche dei consiglieri Bori (Pd) e Rosetti (M5S) ma che è stata respinta, una volta messa ai voti, con i 15 no della maggioranza e i 7 no dell’opposizione, che ovviamente non ha gradito: «La latitanza dalle sedi istituzionali – dicono Pd e socialisti commentando anche la mancata discussione di un loro odg sulla vicenda mense -, preposte al dibattito e al confronto con i rappresentanti della città e dei cittadini, non può essere una strategia politica: le passerelle durante gli eventi mondani e il taglio dei nastri non possono sostituire un costante, necessario, doveroso intervento sui temi reali e concreti che attendono la vita sociale, culturale, lavorativa, economica dei cittadini e che ne modificano in modo importante la loro condizione».

MENSE: LE CARTE DELL’ACCUSA

Mense «Anche nella seduta odierna del consiglio comunale – continuano – la nostra richiesta di riferire in aula sulla questione è stata respinta dal centro-destra e il sindaco Romizi non si è neppure presentato, sottraendosi di nuovo ai suoi doveri. Chiediamo, inoltre, che il sindaco venga nel caso specifico richiamato al suo dovere di riferire quanto prima in commissione sull’ordine del giorno “Apertura fase nuova dei servizi educativi all’infanzia” e in consiglio comunale sulle indagini riguardanti le mense scolastiche, nonché che le massime cariche di questa amministrazione tornino a considerare un’imprescindibile buona pratica la dialettica e il lavoro in sinergia con i consiglieri comunali». Un dibattito in consiglio «imprescindibile» lo ha definito Rosetti, visto che «la vicenda è all’attenzione del consiglio ormai da un anno». La capogruppo in particolare, ha chiesto al sindaco di sapere cosa è stato fatto per attivare puntuali controlli sulle mense e cosa si intenda fare ora dopo l’apertura delle indagini da parte della magistratura.

Gli odg E a proposito di ordini del giorno, nel corso della seduta a causa dell’assenza del numero legale non è stato votato quello dei dem Mori e Mencaroni con cui si chiedeva alla giunta di «attivarsi affinché, a cura della Presidenza del consiglio comunale, venga individuato un sistema di monitoraggio degli ordini del giorno che permetterebbe ai consiglieri comunali di avere un riscontro dettagliato delle azioni intraprese per dare attuazione al dispositivo degli ordini del giorno che, una volta votati con la prevista maggioranza, assumono la veste di deliberazioni del consiglio comunale». Sempre lunedì pomeriggio è stato approvato, con 18 voti a favore (maggioranza) e 7 contrari (opposizione), la preconsiliare relativa al bilancio di previsione 2016–2018 e l’assestamento generale di bilancio. Lunedì è stata anche la giornata in cui il gruppo consiliare del Pd è andato all’attacco del sindaco e della giunta per quanto riguarda il caso Umbria Jazz, scoppiato dopo le dichiarazioni di domenica del patron e direttore artistico della manifestazione Carlo Pagnotta.

LE POLEMICHE POST FESTIVAL

Uj e le polemiche In particolare i dem si concentrano sul capitolo risorse, ricordando come in sede di bilancio consuntivo avessero chiesto di tagliare parte di quelle a favore di Perugia 1416 («300 mila euro già stanziati per tre anni a cui si sommano più di 70 mila euro di spese vive già utilizzate oltre a quelle accessorie») per destinarle a UJ e al Festival del giornalismo. «Le parole di Pagnotta – dicono -, restituiscono ed evidenziano l’immagine di una amministrazione, rappresentata da una latitante giunta Romizi, che non comprende o, peggio ancora, non vuole comprendere, quali sono le ricadute economiche e di immagine che Umbria Jazz offre alla città di Perugia (ma che è pronta a prendersene il merito). La cifra che il Comune stanzia è esigua e indica quanto sia lontana la giunta Romizi e quale l’interesse a tutelare il successo di questa manifestazione. Grave è registrare la sola presenza dell’assessore al Bilancio, visto che anche il dato economico diventa marginale e soccombe difronte a scelte politiche e culturali che prediligono un evento a rilevanza di poco superiore a quella comunale. Quest’anno Perugia ha ricevuto la somma di un milione di euro come Capitale italiana della cultura e questo non può non essere investito anche per dare respiro ad eventi che già connotano la nostra città, ma che hanno bisogno di un impegno continuo».

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