giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:41
19 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:52

Perugia, i sindacati bocciano il project financing sugli asili: «Bando, Romizi prenda una posizione»

Cgil, Cisl e Uil a 24 ore dal Consiglio grande: «Non ridurre i servizi né mortificare le professionalità»

Perugia, i sindacati bocciano il project financing sugli asili: «Bando, Romizi prenda una posizione»
Le bandiere dei sindacati (foto U24)

Il giorno dopo, a bocce ferme, il giudizio non cambia. Cgil, Cisl e Uil a 24 ore dal Consiglio comunale grande sui servizi educativi bocciano senza appello il project financing che la giunta sta valutando e che prevede l’affidamento, in cambio di una corposa ristrutturazione, di sei asili nido comunali su quindici a un gruppo di cooperative. Mercoledì Vanda Scarpelli, Cgil, ha voluto prima di tutto evidenziare «l’importante fatto partecipativo, che ha coinvolto lavoratori, genitori e cittadini», ma al tempo stesso ha anche chiesto «un apposito tavolo di confronto già sollecitato dalle categorie e richiesto dalle confederazioni». I sindacati chiedono che «non si riducano i servizi e non si mortifichino le professionalità».

IL CONSIGLIO GRANDE DI MERCOLEDÌ
IL PROJECT FINANCING

Asili e bando Quanto al concorso per quattro educatrici part-time, i sindacati chiedono all’assessore Dramane Waguè quali reali azioni seguiranno alla sua affermazione di voler cambiare il bando stesso, per garantire il riconoscimento del lavoro fatto in anni di precariato. E proprio sul bando interviene anche la Cisal di Perugia che con il segretari Vincenzo Filice chiede al sindaco di prendere «una posizione chiara: i dirigenti non possono avere potere decisionale e bisogna tenere in considerazione dei titoli acquisiti dalle maestre precarie». «Non comprendiamo come mai – aggiunge – un’amministrazione comunale non riesca a prendere una posizione chiara in merito, vanificando di fatto l’esperienza maturata dalle maestre. Possibile che il sindaco al governo della città insieme al vicesindaco con deleghe al personale e all’assessore alla scuola, non riesca ad esercitare il proprio ruolo decisionale sui dirigenti? Se le cose funzionano così, allora tutto questo francamente sarebbe ancora più grave».

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