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7 gennaio 2012 Ultimo aggiornamento alle 12:51

Perugia, falsifica sentenza del tribunale: avvocato perugino rischia il rinvio a giudizio

L'avvocato è stato radiato dall'albo (Foto Troccoli)

di Francesca Marruco

Ha falsificato una sentenza del Tribunale dei Minorenni di Perugia. Lo ha ammesso lui stesso quando venne interrogato nell’aprile dello scorso anno in procura a Perugia. Per questo episodio e anche per altre sentenze falsificate presso il foro aretino l’avvocato 38enne originario di Umbertide M.P. è stato radiato dall’albo degli avvocati, sentenza contro cui tramite il suo legale Claudio Cimato ha fatto ricorso.  La prossima settimana invece,  giovedì 12 gennaio, dovrà rispondere del suo gesto davanti alla giustizia italiana, precisamente davanti al gup Luca Semeraro che dovrà decidere se rinviarlo a giudizio come chiesto dal pm Giuliano Mignini.

Le accuse L’avvocato è imputato di usurpazione di funzione pubblica, falso, contraffazione di pubblici sigilli, perché, recita il capo d’imputazione «con una sola azione, formava un falso provvedimento apparentemente emesso dal Tribunale dei Minorenni di Perugia in data 3.11.2008, usurpando così le funzioni dello steso tribunale e contraffaceva in tal modo anche il sigillo della Repubblica Italiana». La falsa sentenza l’aveva consegnata alla sua cliente, finalmente soddisfatta di poter reclamare al marito l’affidamento del  figlio.

Quello strano provvedimento La donna, è emerso poi dagli accertamenti, non sapeva che il suo legale le aveva rifilato una falsa sentenza. E’ stato invece l’ex marito, con cui era in corso un procedimento, questo vero, davanti al tribunale dei minori, per l’affidamento del loro figlio ad avere qualche sospetto. Quella sentenza di cui parlava l’ex moglie era arrivata infatti mentre il procedimento ai minori era ancora in corso. Ed è stato proprio lui a scrivere anche un esposto all’ordine degli avvocati di Perugia, raccontando loro quella che lui definisce la «particolarissima vicenda» che lo ha riguardato. Quando non era neanche sicuro se la sentenza l’avesse falsificata l’ex moglie o il suo avvocato. O entrambi.

E l’occhio di un altro avvocato I primi sospetti li aveva rivelati al suo avvocato Luca Gentili, già legale di Roberto Spaccino e di Antonio Leandri, e adesso pronto a rappresentarlo giovedì in udienza come parte civile, che gli aveva detto di farsi fare una copia della sentenza. Ed era stato sempre lui a suggerire che forse quel documento era un falso.  «L’ho fatta vedere al mio avvocato  – scrive l’uomo nel suo esposto all’ordine degli avvocati -  il quale mi ha detto che a suo avviso il documento era falso. Quando siamo andati dinanzi al Tribunale dei Minorenni – racconta ancora – ho saputo che la mia ex compagna aveva dichiarato che quella sentenza gliel’aveva data il suo avvocato e non sapeva assolutamente che era falsa. Ritengo questa cosa assurda e chiedo che il Vostro Ordine eserciti un controllo sull’avvocato  per verificare se quello che afferma la mia ex compagna sia o meno vero anche se sono convito che quella sia la verità».
L’ammissione dell’avvocato radiato Da parte sua, l’avvocato radiato che ora rischia un processo, durante l’interrogatorio in cui aveva confessato di aver falsificato la sentenza aveva anche precisato dicendo: «a tale riguardo vorrei precisare che questo provvedimento non è mai stato utilizzato in nessuna sede, né giudiziaria né stragiudiziaria, e da quello che mi consta – aveva concluso-  è stata sottratta alla mia cliente». Un’attenuante? Lo deciderà il giudice.

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