giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:19
11 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:34

Perugia, due consiglieri d’opposizione: «Pronti a celebrare unioni civili. Bastiamo noi»

Terni ha detto si, «questa città non può permettersi di farsi superare»: presto potrebbe accadere a Palazzo dei Priori

Perugia, due consiglieri d’opposizione: «Pronti a celebrare unioni civili. Bastiamo noi»

di M.T.

«Siamo pronti a celebrare le unioni civili», attraverso una nota due consiglieri comunali di opposizione, in quota Pd, Sarah Bistocchi e Tommaso Bori, annunciano la propria disponibilità.

UNIONI CIVILI, A CHE PUNTO SIAMO A PERUGIA E IN UMBRIA

L’annuncio Viste le nuove disposizioni, i consiglieri comunali, nelle vesti di ufficiali di stato civile, possono celebrare il rito dell’unione. «Il ritardo» registrato a Perugia sui diritti civili, denunciato a più riprese dall’associazione Omphalos, potrebbe essere così recuperato e, in breve tempo, anche nel capoluogo umbro. Dopo Terni e altri piccoli comuni di questa Regione che si dicono pronti, potrebbe accadere anche a palazzo dei priori la prima unione omosessuale.  «L’unione civile tra persone dello stesso sesso – scrivono Bistocchi e Bori, in una nota – si costituisce attraverso una dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile in presenza di due testimoni. L’ufficiale di stato civile dovrà compilare un certificato che dovrà contenere i dati anagrafici delle parti, il regime patrimoniale scelto e la residenza delle parti. Nel documento saranno contenuti anche i dati anagrafici dei due testimoni scelti dalla coppia e verrà poi registrato nell’archivio di stato civile. I sottoscritti dichiarano la loro disponibilità ad officiarle».

A TERNI LA PRIMA UNIONE CIVILE DELL’UMBRIA

«Siamo pronti» Contattati telefonicamente da Umbria24 i due consiglieri, a proposito della posizione della maggioranza comunale dicono: «Bastiamo noi, sono regole nazionali». Poi aggiungono: «Teniamo a ringraziare quanto in questi anni fatto dall’associazione Omphalos che, nonostante l’evidente frenata che si registra sul fronte dei diritti civili, ha lottato per difendere Perugia come città all’avanguardia sui diritti civili. Quello che abbiamo deciso di compiere ce lo chiedono i perugini che sono pronti a compiere un ulteriore passo di civiltà insieme al resto dell’Umbria. Terni e altri piccoli Comuni – hanno detto ancora – hanno detto sì. Siamo pronti anche noi qui a Perugia a officiare le unioni a tutti quelli che lo desiderano. Ricordiamo che Perugia è stata la prima città ad approvare il registro delle copie di fatto, mentre questo sindaco non soltanto ha ritenuto di non volere trascrivere un legittimo matrimonio tra omosessuali celebrato all’estero, ma in consiglio ha votato contro la stessa trascrizione. Consideriamo assurdo che, ad oggi, a Perugia non ci sia ancora nulla di predisposto. Questa città, per la sua storia, non può permettersi di farsi superare».

 

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