domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:41
10 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:24

Perugia, dopo un anno di purgatorio torna il RabbitFest: arrivate duemila opere, 51 in concorso

Al Frontone dal 16 al 19 il festival dedicato al cinema di animazione indipendente e d'autore. Anteprima il 15 con un «concerto illustrato». Spazio anche per i bambini e per i workshop

Perugia, dopo un anno di purgatorio torna il RabbitFest: arrivate duemila opere, 51 in concorso
Gli spettatori al Frontone

di Daniele Bovi

Dopo un anno di purgatorio torna uno degli eventi culturali più interessanti e di respiro internazionale del panorama cittadino. Dal 16 al 19 giugno infatti ai giardini del Frontone, con un’anteprima prevista per il 15, torna il RabbitFest, festival internazionale dedicato al cinema di animazione. Nato nel 2010 e organizzato dall’associazione Skunk, da allora è animato da un piccolissimo gruppo di persone che lo ha reso un punto di riferimento del panorama, specialmente per quanto riguarda il cinema indipendente e d’animazione d’autore. Un anno fa per mancanza di risorse non è stato possibile organizzare l’edizione 2015, per la quale serviva una cifra non certo astronomica, ovvero 15 mila euro. L’edizione 2016 Skunk è riuscita a metterla in piedi con poco più della metà: 8 mila euro sono arrivati grazie alla partecipazione a un bando relativo al Forum dei giovani (collegato alla candidatura di Perugia a Capitale europea dei giovani 2019); cifra alla quale si è aggiunto il piccolo aiuto di qualche sponsor.

RABBITFEST, IL PROGRAMMA

Punto di riferimento «A differenza della Francia – spiega a Umbria24 Alessandro Scullari, uno degli organizzatori – dove ci sono molti festival e iniziative di questo tipo, in Italia fino a qualche anno fa non eravamo più di quattro o cinque, ora di certo non arriviamo a dieci». A testimonianza dell’eco che ha il Rabbit, per l’edizione che si aprirà mercoledì sono arrivate oltre 2 mila opere, tra le quali ne sono state selezionate 51 per il concorso vero e proprio. «All’estero – continua Scullari – abbiamo un ottimo riscontro, molti animatori ci scrivono e ci conoscono molto bene e ci hanno anche proposto dei workshop. La programmazione di quest’anno è di alto livello e è quella che è possibile trovare nei grandi festival europei». Quattro le sezioni in cui si articola l’evento: la prima, la più importante, è il RabbitFest, ovvero quella dedicata ai cortometraggi e lungometraggi d’animazione. Poi c’è il RabbitOff, dedicata alle avanguardie, ai video sperimentali e alle nuove tecnologie, il RabbitKids, pensata per i piccoli con proiezioni, giochi e laboratori e, da quest’anno, il RabbitWork che prevede tre workshop che si terranno a ottobre.

FRONTONE, DA SABATO IL CINEMA ALL’APERTO: TUTTO IL PROGRAMMA

Tre workshop Il primo, tenuto da Daniele Angelozzi, avrà al centro il character design 3D con il software di scultura e pittura digitale ZBrush; il secondo sarà dedicato al sound design applicato all’animazione e sarà a cura di Enrico Ascoli, sound designer e produttore musicale che insegnerà come sonorizzare un prodotto audiovisivo. Da ultimo il fumettista Claudio Ferracci, della Biblioteca delle nuvole di Perugia, centrerà il suo workshop intorno al tema del character design e dello storyboard. Tornando al festival vero e proprio tutte le proiezioni (a ingresso gratuito) inizieranno alle 21.30; alle 23 di giovedì invece si potrà vedere anche il lungometraggio «Psyconautas» di Alberto Vàzquez e Pedro Rivero, mentre la sera dopo, sempre alle 23, «La montagne magique» di Anca Damian. Tutta la serata del 19 infine sarà dedicata al concorso internazionale mentre dalla mezzanotte del 16 spazio al RabbitOff. Le proiezioni e gli appuntamenti dedicati ai più piccoli invece sono previsti alla sala Sant’Anna. Quanto all’anteprima del 15, si parte alle 21.30 con un «concerto illustrato» al Frontone: una performance audio-visiva ispirata al primo disco degli Opez, «Dead dance», dove le immagini realizzate dall’umbro Aimone Marziali insieme alle telecamere di Simone Pucci racconteranno le musiche del duo.

Giuria internazionale A scegliere il vincitore dell’edizione 2016 del RabbitFest sarà una giuria internazionale composta da tre persone. Uno dei giurati è Santiago «Bou» Grasso, illustratore, animatore e fumettista che ha partecipato a numerosi lungometraggi e che con i suoi corti ha ricevuto più di 80 premi, venendo anche candidato agli Oscar 2015. Poi c’è Rino Stefano Tagliafierro, regista, art director e video artist che ha lavorato per marchi come Coca Cola, Adidas, Samsung e altri ancora, realizzando anche video musicali per artisti come Four Tet. Da ultimo c’è Jayne Pilling, specialista del settore dell’animazione che nel 1996 ha fondato il British animation awards. Nel corso degli anni inoltre ha curato la programmazione di festival e conferenze e insegna in varie Università. Mercoledì si inizia.

Twitter @DanieleBovi

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