mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:32
23 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:15

Perugia, deserte per tre giorni le aule del tribunale. Camera penale protesta contro riforma processo

Fino a venerdì astensione dalle udienze in via XIV Settembre: «Le modifiche sulla prescrizione non accorciano i tempi del processo ma li allungano. E violano la presunzione di innocenza»

Perugia, deserte per tre giorni le aule del tribunale. Camera penale protesta contro riforma processo
Il tribunale penale di Perugia

di En.Ber.

Tre giorni di astensione dalle udienze penali. Gli avvocati, da martedì 24 a giovedì 26 maggio, diserteranno il palazzaccio di via XIV Settembre. L’astensione è stata promossa dalle Camere penali italiane e alla protesta ha aderito anche la sezione di Perugia (presieduta da Francesco Falcinelli). Le ragioni? I penalisti contestano la «riforma asistematica del processo» e «lo slogan ‘prescrizione più lunga e processi più brevi’, un ossimoro per coprire le carenze organizzative che portano oltre il 70 per cento dei fascicoli a prescriversi nel corso delle indagini preliminari». Secondo la Camera penale «la riforma della prescrizione non accorcia i tempi del processo ma, anzi, li allunga, violando la presunzione di innocenza e il diritto alla vita degli imputati».

Intercettazioni I penalisti contestano l’«attuale normativa in tema di intercettazioni, del tutto insufficiente a garantire la riservatezza delle comunicazioni di coloro che occasionalmente o indirettamente vengano intercettati».

La spinta della magistratura Insieme ad «ogni ulteriore estensione del ‘processo a distanza’ con detenuti. Inoltre vanno «contro l’interpretazione delle norme, processuali e sostanziali, in materia di misure cautelari reali e in materia di utilizzo degli strumenti di captazione intrusivi. Contro questa nuova pericolosa spinta autoritaria, ispirata e alimentata da vari settori della magistratura che alimentano il conflitto aperto dalla magistratura associata nei confronti della politica, che deve preservare la propria indipendenza dalla magistratura e sottrarsi, con eguale autorevolezza ed autonomia, alla azione condizionante del populismo».

Il giusto processo Astensione, dunque, «per far sentire la voce dei penalisti a sostegno dell’autonomia del legislatore, per ricordargli il suo vincolo ai valori della Costituzione ed il legame indissolubile dei principi del contraddittorio, dell’immediatezza, del giusto processo e della ragionevole durata, con la libertà di tutti e con la vita della nostra stessa democrazia».

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