lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 21:00
29 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:54

Perugia, da rifugio di clandestini a case intelligenti: l’ex tabacchificio si trasforma in social-housing

A Pian di Massiano entro il 2018 verranno realizzati 171 alloggi. L'area avrà residenze a canone di mercato e un asilo. Prisco: «Nel contratto d'affitto sarà contemplato l'acquisto con riscatto»

Perugia, da rifugio di clandestini a case intelligenti: l’ex tabacchificio si trasforma in social-housing

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di Enzo Beretta

L’ex tabacchificio di via Cortonese, immobile fatiscente e dismesso, entro il 2018 ospiterà un complesso residenziale di 27 mila metri quadrati con 171 alloggi. Il social-housing arriva a Perugia con Cdp Investimenti. La società Sgr – è spiegato in una nota del gruppo Cassa, depositi e prestiti – riqualificherà l’area con un progetto di sviluppo che prevede la realizzazione di 171 alloggi dedicati all’edilizia sociale. «La nuova area residenziale – è detto – avrà anche funzioni commerciali, servizi al cittadino tra cui un asilo-scuola materna e residenze a canone di mercato. L’obiettivo è quello di contribuire alla soluzione del problema abitativo nella città. L’intervento comprende infine la costruzione di una piattaforma interrata di due livelli per parcheggi pubblici e privati, oltre alla realizzazione di due piazze pedonali con spazi dedicati al verde». L’operazione – conclude la nota – è stata eseguita tramite il Fia (Fondo investimenti per l’abitare) gestito da Cdp Investimenti, il quale ha sottoscritto il 70 per cento del Fondo Asci (Abitare sostenibile centro Italia) gestito da Prelios Sgr, che a sua volta ha acquisito l’area dell’ex tabacchificio.

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‘Rifugio di clandestini’ L’ex tabacchificio «divenuto ormai da tempo rifugio per clandestini» – dice l’assessore comunale all’urbanistica, Emanuele Prisco – ospiterà «abitazioni di qualità acquistabili pagando il canone di affitto, per giovani e anziani selezionati, oltre ad un asilo e alcuni spazi commerciali di prossimità. L’esperimento più innovativo sarà il ‘gestore di comunità’, un soggetto che seguirà il complesso, costruendo relazioni tra gli abitanti e fornendo servizi oltre a presidiare costantemente il territorio. Quello del ‘gestore di comunità è un aspetto molto importante che non va sottovalutato: con questa formula vengono in qualche maniera regolamentate alcune linee per creare relazioni tra i condomini. I bambini potranno fare i compiti assieme, oppure verranno offerti servizi alle persone anziane. A Perugia la social-housing nasce in un quartiere in espansione, in altre città come Milano sono stati meno fortunati da questo punto di vista».

Pian di Massiano quartiere in espansione Stando alle informazioni ricevute verrà privilegiato l’accesso agli appartenenti alle forze dell’ordine. A pochi metri, infatti, sempre nel quartiere di Pian di Massiano si trova la questura di Perugia. Ancora: potrà accedere a quegli immobili anche chi non ha un lavoro a tempo indeterminato. Dice Prisco: «Nella rata d’affitto sarà contemplato l’acquisto mediante riscatto».

Divisione intelligente degli spazi Gli appartamenti della social-housing non saranno troppo grandi: massimo una novantina di metri quadrati. Da bilocali a un massimo di quattro camere, con un’intelligente divisione degli spazi. Ce ne saranno anche altri, di circa 150 metri, che saranno venduti liberamente.

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