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26 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:39

Perugia, criminali ‘schedati’ in Banca dati del Dna. Lotta al terrorismo: prelievi sulla saliva dei detenuti

E' partita l'anagrafe dei rilievi genetici. In 15 giorni il tampone è stato passato sulle gengive di sei reclusi che stavano tornando liberi. Dati poi trasmessi a Roma per attività di prevenzione

Perugia, criminali ‘schedati’ in Banca dati del Dna. Lotta al terrorismo: prelievi sulla saliva dei detenuti
Il carcere di Capanne (Foto F.Troccoli)

di Enzo Beretta

Anche nel carcere di Perugia è partita l’anagrafe dei rilievi genetici. Alla Banca dati del Dna, in due settimane, sono stati inoltrati sei prelievi effettuati su detenuti. Maghrebini, albanesi, c’è pure un italiano, finiti dietro le sbarre per ragioni diverse. Sono stati tutti «schedati» all’ufficio matricola, prima di uscire e di tornare liberi.

Pericolo terrorismo Nei prossimi giorni il ministero spedirà nelle varie strutture detentive del Paese altri kit mediante i quali la polizia penitenziaria arricchirà la Banca dati che rappresenta uno strumento fondamentale nella lotta contro la criminalità. A qualsiasi livello, fino a quello più preoccupante del terrorismo, sul quale vengono concentrati silenziosamente gli sforzi di una costante attività di prevenzione e di intelligence.

Identikit del carcerato L’istituto penitenziario di Perugia-Capanne diretto da Bernardina Di Mario, tra braccio maschile e femminile, ospita 364 detenuti. Di questi, 239 sono stranieri, 274 risultano condannati con sentenze definitive, 58 invece sono imputati in attesa di giudizio. Sono diminuiti, rispetto agli anni scorsi, i reclusi: nel 2013 erano 560. Soltanto un paio di mesi fa un pusher tunisino è stato trovato in possesso di immagini dell’Isis e di un ritaglio stampa raffigurante il terrorista Osama Bin Laden, responsabile dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 e ucciso nel corso di un conflitto a fuoco in un complesso residenziale ad Abbottabad, in Pakistan, nel maggio 2011.

Prelievo obbligatorio Nonostante la legge 85 del 30 giugno 2009 abbia approvato la Banca dati del Dna i decreti attuativi per farla partire hanno allungato i tempi di 2.525 giorni. Solo il 10 giugno, in occasione dell’anniversario del Corpo, il comandante Fulvio Brillo ha comunicato «il primo prelievo biologico» al quale nessun detenuto può sottrarsi.

Tampone sulle gengive Il kit viene messo a disposizione della Penitenziaria è composto da un tampone che viene passato sulle gengive dei detenuti per prelevare la saliva poi analizzata dai biologi. Più in particolare viene interessata la mucosa del cavo orale in quella zona tra la gengiva e la guancia. Nel pacchetto ci sono anche un paio di guanti ed una mascherina che gli agenti indossano durante le operazioni alla matricola. Il prelievo viene trasferito su una card, questa viene trasmessa a Roma: nel laboratorio centrale di Rebibbia viene esaltato il codice genetico da archiviare. Alla fine i dati elaborati vengono messi a disposizione della magistratura.

Schedatura Dna Mediamente, se non ci sono problemi, l’operazione di prelievo richiede mezz’ora e viene effettuata da personale specializzato che ha effettuato appositi corsi di formazione, coordinati a livello regionale da un referente. L’Italia è uno degli ultimi Paesi europei ad aver effettuato questo tipo di schedatura. Sotto alcuni aspetti le lungaggini hanno consentito di adottare un sistema funzionale che non ha necessità di troppi correttivi. Secondo le stime entro i prossimi sei mesi i prelievi saranno eseguiti su tutti i 54 mila detenuti in Italia.

Lotta al terrorismo Con l’approvazione della legge 85 del 2009 l’Italia ha aderito al Trattato di Prum, firmato da Belgio, Germania, Spagna, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Austria il 27 maggio 2005, e volto a rafforzare la cooperazione di polizia in materia di lotta al terrorismo, alla criminalità transfrontaliera ed all’immigrazione clandestina. Il Capitolo 2 del Trattato, in particolare, disciplina l’impegno fra le parti contraenti a creare schedari nazionali di analisi del Dna e a scambiare le informazioni contenute in tali schedari, l’impegno a scambiare le informazioni sui dati dattiloscopici (le impronte digitali), nonché l’accesso ai dati inseriti negli archivi informatizzati dei registri di immatricolazione dei veicoli. La legge ha istituito la banca dati del Dna e il laboratorio centrale per la banca dati nazionale del Dna con la finalità di rendere più agevole l’identificazione degli autori di delitti.

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