Perugia convincente con il suo capitano vestito a festa, Battistini cocciuto e duttile. Il Pagellone
di Mario Mariano
Per invertire il trend (tre pareggi di fila, distacco dalle inseguitrici che si assottigliava) è sceso in campo una buona fetta dello stato maggiore della società per dare una spruzzata di energia a Battistini. Il pranzo romano di Moneti e Santopadre alla vigilia della partita insieme a Battistini e Arcipreti è stato interpretato a vario titolo e per fortuna che i risultati hanno il potere di alleggerire le situazioni anche le più complicate, di dare le giuste dimensioni anche alle polemiche più astiose. Il ritorno al successo dopo la serie dei pareggi è stato contrassegnato da una prestazione convincente sia sul piano del gioco che del risultato. Ma c’è di più perché Battistini può aver preso due piccioni con una fava: Clemente è tornato a vestire i panni della festa, seppure in una giornata lavorativa, e Balistreri ha confermato quanto fosse necessario al mercato di gennaio di trovare una soluzione che annullasse il gap di un Tozzi Borsoi poco prolifico sotto rete. Può bastare ed anche avanzare e peccato che il ritorno al successo sia avvenuto davanti ad un numero di spettatori sempre più basso, causa appunto il turno infrasettimanale e la temperatura sotto lo zero.
Moduli e grandi manovre In attesa di verifiche e conferme si può solo osservare che il Giulianova non è apparso quasi mai convinto di poter contrastare la valanga biancorossa: piuttosto la sensazione è stata quella di voler limitare i danni. Meriti propri e demeriti dell’avversario nel calcio spesso non sono cosi netti; in ogni caso Battistini ha mandato un segnale importante a tutto l’ambiente: come a voler creare una discontinuità tra il Perugia che ha spesso schierato con l’intento di fiaccare l’avversario di turno e poi procedere alla controffensiva, e il 3-4-1-2, che nelle intenzioni vuole, almeno sulla carta, affrontare da subito l’avversario a viso aperto. Quello che c’è di sicuro è che in società continuano le grandi manovre: i due soci laziali hanno ribadito con i fatti di voler avere una incidenza sempre più forte nella gestione e le iniziative oramai non si contano più. Salvo che sul fronte perugino non si resta con le mani in mano, ed il ping pong più o meno dialettico, attraverso i media, continua, per la gioia di chi temeva di doversi occupare solo delle gesta di Clemente e compagni.
Giordano Inoperoso per più dei due terzi della partita, può permettersi il lusso di scaldarsi i guantoni nel finale, con il risultato nel frezeer. Tiri dalla lunga distanza, e proprio sull’ultimo ci scappa il goal della bandiera per il Giulianova. Voto: 6
Pupeschi E’ una altra dimostrazione di come Battistini sappia far crescere i giovani: da difensore dal piede ruvido dal quale scaturiva spesso un intervento approssimativo, a giocatore che può ricoprire più ruoli e perfino pescare con un lancio paracadutato Balestrieri piazzato nel cuore della difesa avversaria per la rete della sicurezza. Voto: 7
Cacioli Prestazione senza affanni o interventi spericolati, dimostra anche lui duttilità al cambiamento del modulo. L’avversario di turno non sembra dei più agguerriti, e questo gli permette di tirare un po’ il fiato. Voto: 6+
Russo E’ diligente e concentrato al tempo stesso: capisce che deve rispettare le consegne per non invadere territori non di sua competenza e utilizza l’anticipo come arma per presidiare la sua zona. Voto: 6+
Anania Assai più libero di scorrazzare nella prateria senza obblighi di seguire l’avversario, spinge benissimo, salvo non modulare la forza da dare al pallone nel momento clou. In ogni caso riesce a servire ottimamente le punte con i suoi cross dal fondo. Voto: 6.5 (dal 25’ st Margarita Un peso piuma sul ghiaccio può solo scivolare, come gli capita in una zona rossa del campo, o volare verso la gloria. Non è a corto di forze e tornerà utile da qui alla fine. Voto: 6)
Mocarelli Cuce il gioco a centrocampo, preferendo circoscrivere il suo raggio di azione, ecco perché i suoi errori quando pretende di calciare in porta appaiono strafalcioni in un compito pulito. Voto: 6-
Benedetti Non gli stanno addosso come quasi sempre e lui sfrutta questa libertà muovendosi a tutto campo e facendo dimenticare la prestazione di Frattamaggiore. Deve ancora lavorare nel battere a rete dalla distanza. Voto: 6.5
Zanchi Dopo uno svarione iniziale incassa un incitamento da Damaschi con voce baritonale, prende a pattinare sul ghiaccio come uno sciatore provetto, appena rientrato dalla settimana bianca. Nella ripresa ha ragione lui: invece di liberarsi della palla a tempo debito, si lancia in slalom per avvicinarsi alla porta dopo una corsa di 40 metri e realizzare un goal alla Mortens. Zeman direbbe di lui che «è un anarchico, ma può migliorare». Voto: 7
Balistreri Leggiamo dal taccuino: «mobile», «reattivo», «generoso», «corsa elegante», «parla la stessa lingua di Clemente». Il goal della sicurezza diventa una ciliegina sulla torta. Avere il merito di essere piaciuto subito a tutti non è roba di poco conto, chissà a Catanzaro come rosicano. Voto: 7+ (dal 31’ st Bueno Toh, chi si rivede! Non sembra il terreno migliore per lui, sbaglia qualche facile appoggio, chissà se rimpiangerà di non aver accettato di essere ceduto a gennaio. NG)
Clemente Il freddo è pungente ma il piede è tornato caldo ad appena pochi giorni dalla prestazione grigia in terra campana. Che abbia ricevuto incoraggiamenti speciali dal nuovo modulo? Un fatto è certo: il goal che sblocca il risultato, altre giocate sopraffine e la sensazione che si sia integrato con Balistreri in men che non si dica. Voto: 7.5
Ferri Marini Testardo fino all’inverosimile, anarchico al pari di Zanchi viene supportato dai compagni che forse hanno capito come da lui ci si può aspettare di tutto, ed infatti ad inizio di ripresa tira fuori al cilindro una rovesciata spettacolare che incoccia la traversa. Deve maturare ed essere più continuo. Voto: 6 (dal 28’ st Moneti Non sapremo mai se il padre in panchina lo abbia incoraggiato o abbracciato dopo ciascuno dei tre goal. Lui prova a regalare a se stesso e ai tifosi il poker, senza riuscirci su un terreno che via via si faceva più difficile. Voto: 6)
Battistini Lo abbiamo sottolineato più volte, è uno che non da mai l’impressione di essere all’ultima spiaggia, al «tentiamo questa sennò». E’ cocciuto e duttile al tempo stesso, da bosco e da riviera, da tuta da operaio o da smoking. Per la cronaca, stavolta ha indossato camicia e cravatta sopra un giubbetto. Voto: 7





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