venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:07
29 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:08

Perugia, città giudiziaria nell’ex carcere Partigiani: 24 mila metri quadrati e un progetto meno lontano

L'immobile è del Demanio ma è abbandonato da anni. Potrebbe avvicinare gli uffici del distretto. Per il trasferimento della Procura all'ex Inpdap invece c'è il problema del parcheggio

Perugia, città giudiziaria nell’ex carcere Partigiani: 24 mila metri quadrati e un progetto meno lontano
L'ex carcere di piazza Partigiani

di Enzo Beretta

La cittadella giudiziaria a Perugia è un po’ meno una chimera. Se ne parla sempre con maggior insistenza e pur non essendoci nessun progetto esecutivo i tecnici potrebbero mettersi al lavoro già entro la fine dell’anno. La recente riunione tra il sindaco Andrea Romizi, l’Agenzia del Demanio e il sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci dimostra l’interessamento del governo, quindi il secondo livello della partita si starebbe giocando sul tavolo più importante del ministero.

FOTOGALLERY: VIAGGIO NELL’EX CARCERE

Il recupero del carcere abbandonato C’è in ballo la riqualificazione dell’ex carcere di piazza Partigiani per ospitare giudici e tribunali. I recupero del complesso maschile e femminile non comporterebbe stravolgimenti del Piano regolatore: nel rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche di quegli insediamenti è consentita, infatti, la realizzazione di infrastrutture ed edifici pubblici. Di fatto quell’edificio nel centro della città è abbandonato e inutilizzato da anni. Lì davanti c’è una Procura della Repubblica che scoppia per mancanza di spazi.

Giustizia nel centro cittadino In Comune vedono molto di buon occhio la nascita di una cittadella giudiziaria in quella zona di città. «C’è un grande parcheggio – spiega l’assessore all’urbanistica Emanuele Prisco -. Non ci si allontanerebbe dal centro storico». Certamente, dunque, sembra un progetto diverso rispetto a quello di Firenze dove il distretto giudiziario è sorto nell’estrema periferia di Novoli. Commenta Prisco: «In questa maniera il centro storico di Perugia non ne risentirebbe, in compenso l’attività giudiziaria e gli avvocati trarrebbero vantaggio dall’unificazione degli uffici». E i palazzi del centro che ora ospitano il tribunale civile? Sul modello delle grandi metropoli d’Italia potrebbero ospitare negozi e marchi di abbigliamento ma quello poi dipende dalle iniziative dei manager privati.

24 mila metri quadrati Dell’ex carcere, 24 mila metri quadrati di proprietà del Demanio, si è parlato anche alla commissione urbanistica del 16 giugno a Palazzo dei Priori. Secondo l’ingegner Enrico Antinoro nonostante i progetti e le ipotesi di fattibilità per realizzare la cittadella della giustizia «la risposta è stata il silenzio totale e dal 2008 si è fermato tutto». Anche perché la cifra monstre di 75 milioni di euro è esagerata rispetto alle casse.

Ipotesi Procura all’ex-Inpdap L’idea di unificare gli uffici giudiziari è vecchia e se ne parla ormai da troppi anni. Tutti i vertici degli uffici soffrono la logistica. «Ogni ufficio si trova lontano dall’altro ed è un grosso problema – dice il procuratore Luigi De Ficchy -. Ogni giorno dalla Procura viaggiano carte su carte in ogni direzione: gip, dibattimento, procura generale». Il progetto della cittadella giudiziaria non è ancora andato in porto ma ci vorranno comunque anni. Anche per questa ragione il procuratore, durante un incontro con il direttore generale del ministero della Giustizia, Antonio Mungo, qualche mese fa aveva paventato l’ipotesi del trasferimento alla sede ex-Inpdap di via Cacciatori delle Alpi. Quattromila metri quadrati contro gli attuali duemila. Ciò consentirebbe di accorpare anche gli investigatori della sezione di polizia giudiziaria che ora occupano un immobile in via Mario Angeloni nel quartiere di Fontivegge. «Abbiamo calcolato che andando in questo nuovo edificio si risparmierebbero centomila euro all’anno». Tra gli altri, però, c’è il problema del parcheggio da risolvere: ne serve uno interno e protetto per le auto di servizio. L’immobile – spiegano dal Comune – è di proprietà dell’Inpdap ed è vuoto, se arrivassero richieste di trasferimento Palazzo dei Priori si adopererà per renderlo possibile.

Giro di carte senza senso Di logistica aveva parlato anche il presidente della Corte d’appello Mario Vincenzo D’Aprile intervistato da Umbria24: «Mi piacerebbe sapere quali criteri hanno ispirato la dislocazione degli uffici giudiziari. Ne abbiamo tre, separati: penale, lavoro, civile. La procura è da un’altra parte, a sua volta divisa in tre plessi. Gli uffici di primo grado devono essere tutti nello stesso ambito, qui invece ogni giorno viaggiano fascicoli, questo giro di carte non ha proprio senso. Mi meraviglio di come si sia potuto organizzare qualcosa di simile, anche a causa della dislocazione a Perugia non si lavora bene».

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