venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:34
21 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:41

Perugia, chiude asilo Magnolia a Collestrada: assessore contestato in assemblea

Bagarre durante la riunione. Arcudi: «Non si prendano in giro i cittadini». Waguè: «Non partecipo a dibattiti politici, cerchiamo struttura per settembre»

Perugia, chiude asilo Magnolia a Collestrada: assessore contestato in assemblea
Il momento in cui Waguè lascia l'assemblea

MULTIMEDIA

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di Ivano Porfiri

Assemblea infiammata quella che si è tenuta mercoledì sera al circolo Arci di Collestrada, dove decine di cittadini si sono riuniti per discutere della chiusura annunciata dell’asilo nido Magnolia. A rappresentare il Comune, l’assessore alla Scuola Dramane Waguè, che si è trovato al centro di una contestazione che lo ha indotto ad abbandonare l’assemblea. Il video di questo momento ha raccolto centinaia di visualizzazioni sui social.

Il caso La vicenda dell’asilo Magnolia è nata a seguito della delibera di giunta, portata alla luce dal capogruppo Pd Diego Mencaroni, in cui si stabilisce che per l’anno prossimo non verrà effettuato il servizio. Questo perché l’edificio in cui si trova avrebbe bisogno di urgenti lavori di ristrutturazione e adeguamento, che richiederebbero alcune centinaia di migliaia di euro. Le lezioni si svolgono oggi grazie a una deroga temporanea, che scade però il 31 agosto.

VIDEO: L’ASSESSORE SE NE VA

La polemica infuria Non appena la vicenda è venuta alla luce, i genitori del quartiere hanno iniziato a mobilitarsi, chiedendo spiegazioni all’Amministrazione comunale. Fino alla convocazione dell’assemblea, a cui hanno preso parte anche altre componenti del mondo della scuola fortemente insoddisfatte dell’operato del Comune: dalle insegnanti precarie (in queste settimane stanno scadendo i contratti che non verranno prorogati) al comitato delle mense. Un fronte unico, quello che si va formando, che ha creato un clima arroventato, non certo favorevole all’assessore.

Mencaroni: «Atteggiamento grave» Presenti anche esponenti dell’opposizione a Palazzo dei Priori. «Io avevo fatto una interrogazione a maggio scorso in cui chiedevo se c’era qualche scuola del territorio in condizioni gravi – spiega il capogruppo Pd Diego Mencaroni – e mi è stato risposto a novembre che non ce n’erano, poi a febbraio esce fuori questa delibera. L’assessore continua a dire che non ne sapeva niente e ciò è gravissimo».

Arcudi: «Prende in giro la gente» Il momento di tensione massima, in cui Waguè ha deciso di andare via, è stato quando a prendere la parola è stato il capogruppo socialista Nilo Arcudi: «I toni si erano già alzati un paio di volte – spiega quest’ultimo a Umbria24 – perché le maestre e i cittadini facevano domande e contestavano di fronte alle risposte evasive dell’assessore. Io semplicemente stavo dicendo che l’Amministrazione deve avere il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e non continuare a prendere in giro i cittadini. Quando lui dice che si studierà una soluzione da qui a settembre mente perché nel bilancio che stiamo per votare non ci sono le risorse per ristrutturare l’edificio né per trovarne un altro e adeguarlo».

Waguè: «Parlo con genitori, non con politici» L’assessore Waguè dice la sua a Umbria24: «Ho lasciato l’assemblea nel momento in cui è intervenuto Arcudi perché era una sede per confrontarsi con i genitori e non i politici, non voglio fare dibattiti politici con chi ha fallito nel gestire il Comune e ci ha lasciato la situazione di oggi». Ciò che avrebbe voluto dire alla gente Waguè è che «la partita non è affatto chiusa perché stiamo cercando una nuova sede per mandare i bambini a settembre. Come finanziarla? Con i bandi regionali o statali ad esempio, ma ci sono anche alcune risorse in bilancio. Per la Magnolia i tecnici mi dicono che ci vogliono 400 mila euro e non si farebbe neanche in tempo a fare i lavori da qui a settembre, per questo cerchiamo una soluzione alternativa e useremo i tecnici comunali per adeguarla. Dire che non ci sono i soldi è solo polemica politica». L’assessore annuncia anche che, nei prossimi giorni, incontrerà di nuovo i genitori per cercare una soluzione condivisa: «Molti di loro hanno capito la buona volontà, chi vuole fare solo polemica non mi interessa».

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