venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:07
8 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:58

Perugia, «chiacchiericcio e musica di sottofondo»: ordinanza mette stop a locale del centro

Dopo gli esposti di alcuni residenti arrivano i tecnici dell'Arpa: valori oltre i limiti consentiti. Dopo modifiche all'impianto audio verranno fatte nuove misurazioni

Perugia, «chiacchiericcio e musica di sottofondo»: ordinanza mette stop a locale del centro
Un fonometro

di Daniele Bovi

Chi non ha la fortuna di avere l’aria condizionata in centro storico, nelle calde notti d’estate prova a dormire con le finestre aperte. Tutto bene se al piano terra o nelle immediate vicinanze non c’è un locale, altrimenti basta un po’ di chiacchiericcio e un po’ di musica di sottofondo e al proprietario del locale prima o poi verrà recapitata un’ordinanza del Comune. È quanto successo a un pub del centro storico di Perugia che ha delle terrazze sulle quali nelle notti d’estate ragazzi e ragazze si radunano per bere qualcosa e ascoltare musica. In seguito ad alcuni esposti fatti dai residenti però il 17 giugno scorso i tecnici di Arpa Umbria sono arrivati per fare i rilievi fonometrici piazzandosi in uno degli appartamenti sopra il locale.

L’ordinanza Le misurazioni sono andate avanti dalle 22 alle 6 del mattino: «La sorgente sonora identificata durante la misura fonometrica – spiega l’ordinanza -, era costituita dalla produzione di musica di sottofondo e dal chiacchiericcio degli avventori che sono andati progressivamente affollando la terrazza durante il corso della serata». La legge prevede che nel corso della notte il cosiddetto «valore limite differenziale», ossia la differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale e quello di rumore residuo, non può essere superiore ai 3 decibel (valore che sale a 5 nelle ore diurne). Un limite che comunque non si applica se il rumore a finestre aperte, nelle ore notturne, è inferiore a 40 decibel; livello che, secondo le tabelle sull’inquinamento acustico, è quello prodotto da una conversazione a voce bassa.

Altri rilievi Nel caso del locale il valore limite differenziale andava da un minimo di 11,9 a un massimo di 22,4 decibel. E così, alla fine di giugno è scattata l’ordinanza che ha imposto al locale di non usare le terrazze e di «adottare tutti gli ulteriori accorgimenti tecnici necessari a riportare i valori di rumorosità entro i limiti previsti dalla vigente normativa». Il provvedimento del sindaco è stato revocato nelle scorse ore ma solo per la giornata in cui verranno effettuati altri rilievi dopo i lavori fatti dal proprietario, che ha ridotto le casse da 5 a 4, proteggendole poi con materiale fonoassorbente. Dall’esito dei rilievi dipenderà la possibilità di continuare a ricevere i clienti durante il resto dell’estate.

Twitter @DanieleBovi

©Riproduzione riservata

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