domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:15
7 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:10

Perugia Calcio, un crac da venti milioni di euro. Leonardo Covarelli a processo per bancarotta

L'ex presidente biancorosso è stato rinviato a giudizio per il fallimento della società sportiva avvenuto nel 2010. Nel mirino anche plusvalenze di alcuni giocatori. Si torna in aula nel 2018

Perugia Calcio, un crac da venti milioni di euro. Leonardo Covarelli a processo per bancarotta
L'ex patron del Perugia Leonardo Covarelli

di Enzo Beretta

Milioni di euro distratti dalle casse del Perugia Calcio e della società immobiliare Mas, enigmatici bonifici e compensi «sproporzionati in ragione dei costanti pessimi risultati economici» del Grifo. Leonardo Covarelli, ex presidente della società biancorossa fallita il 20 maggio 2010, è stato rinviato a giudizio dal gup Carla Giangamboni. Per l’imputato, accusato di bancarotta fraudolenta, il processo inizierà il 6 febbraio 2018. Tra quasi due anni.

Crac da 20 milioni In undici pagine la procura ripercorre la procura ripercorre la consulenza tecnica della dottoressa Daniela Saitta. Stando alle carte dell’accusa il crac del Perugia Calcio ammonta a 20 milioni di euro mentre quello della Mas è di poco inferiore ai 47 milioni.

Rimborsi da tre milioni L’amministratore unico del Perugia Calcio, società «mai produttrice di reddito» – è spiegato negli atti d’accusa – nel giugno 2009 si è attribuito un «compenso lordo annuo di 394 mila euro», distraendo nel triennio 2008-2010 oltre 620 mila euro. Secondo il pm Giuseppe Petrazzini ha inoltre effettuato, «da luglio 2009, rimborsi di somme in proprio favore per 3,3 milioni», tenendo il libro-giornale e quello degli inventari «in maniera da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari».

Plusvalenze e minusvalenze Durante le indagini sono spuntate anche plusvalenze e minusvalenze dubbie sulle cessioni dei giocatori. Negli atti del pm vengono menzionati anche i verbali della Covisoc, l’organo di controllo dei bilanci delle società calcistiche, utili a individuare la «sopravvalutazione di 100 mila euro della plusvalenza in relazione alla vendita dei diritti pluriennali relativi all’atleta Mirko Guadalupi» e l’«omessa annotazione della minusvalenza di 400 mila per la cessione dei calciatori Cutolo e De Giorgio».

Mattone e pallone Gli affari più interessanti, però, il «figliol prodigo» li ha messi a segno con la Mas, fallita, di cui era legale rappresentante. Il mattone si intreccia col pallone, come dimostra la vendita di un immobile di Corciano al Perugia Calcio. Le fatture si moltiplicano insieme alle perdite, i soldi passano dalle casse di una società all’altra senza lasciare traccia nelle scritture contabili. I soldi spariscono verso «destinazioni ignote». Di 353mila euro il costruttore si sarebbe appropriato – sempre nell’ottica accusatoria – «annotando falsamente un pagamento effettuato in favore dell’Istituto Diocesano del Clero di Perugia». Il totale degli importi distratti ammonta a 5,6 milioni di euro.

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