sabato 24 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:51
11 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:54

Perugia-Assisi di notte per dire: «Basta indifferenza». Parte il lungo percorso della Marcia della Pace

Da Don Ciotti a Alex Zanotelli con la Tavola della Pace e tante altre Associazioni. Arci in prima fila anche con una raccolta fondi per i terremotati

Perugia-Assisi di notte per dire: «Basta indifferenza». Parte il lungo percorso della Marcia della Pace
La marcia della pace notturna

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«Non sarà facile ma lo faremo. Questa notte marceremo da Perugia ad Assisi sfidando il buio e il sonno. A mezzanotte, ciascuno accenderà una torcia e ci metteremo in cammino. La meta è certa e la strada è già stata tracciata nel 1961 da Aldo Capitini, ma l’oscurità della notte rende tutto più incerto. È la prima volta che un gruppo di persone decide di fare la Perugi-Assisi di notte. Lo facciamo perché sentiamo il dovere di reagire al buio che sta ricoprendo la coscienza e l’umanità di tante persone». Lo ha scritto in una lettera e lo ha ribadito nella conferenza stampa notturna, Flavio Lotti, poco prima di mettersi in moto per la fiaccolata da Perugia ad Assisi, che apre il mese dedicato alla Pace in vista della Marcia del 9 ottobre.

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Conferenza stampa e marcia Sabato sera a Perugia, subito dopo la conferenza stampa, si dà il via al corteo, composto dai rappresentanti delle associazioni che si ritroveranno tra circa un mese. Tra gli altri Don Luigi Ciotti, Padre Alex Zanotelli, Padre Egidio Camil, in rappresentanza del Sacro Convento dei francescani di Assisi, Sergio Bassoli della Rete della pace, Andrea Ferrari, presidente del coordinamento nazionale enti locali per la pace, Vittorio Di Trapani, in rappresentanza della federazione della stampa, Elisa Marincola, portavoce della associazione Articolo 2

Arci c’è Anche Arci Umbria e Arci Perugia insieme a Arci Nazionale e alla Rete della pace di cui Arci è socio fondatore sono presenti alla fiaccolata notturna da Perugia ad Assisi in preparazione della prossima marcia del 9 ottobre. «Anche in questa occasione – spiegano – non abbiamo voluto dimenticare le persone colpite dal recente terremoto e insieme alla Cgil ai ragazzi dell’Udu e della Rete degli studenti medi, di Legambiente e di ‘Un ponte per…’. Abbiamo organizzato nel nostro circolo Arci in via della Viola un’amatriciana solidale – spiegano – raccogliendo denaro che verseremo nel conto corrente di Arci dedicato all’emergenza terremoto che contribuirà a finanziare i progetti che Arci sta già implementando con i propri volontari coordinati dai Comitati territoriali Arci delle province colpite e da Arci Nazionale».

I motivi della marcia L’iniziativa è stata convocata per «richiamare l’attenzione sulle stragi quotidiane, sulle guerre dimenticate, sui conflitti oscurati, sulle ingiustizie che innescano i conflitti, sui muri in costruzione, quelli fisici e quelli spirituali». L’annuncio di un percorso che porterà all’appuntamento di ottobre e che sarà preceduto da laboratori, promozione di pratiche di accoglienza e di dialogo, esperienze di crescita animate da chi, ogni giorno, costruisce occasioni di pace e di inclusione sociale.

Verso Assisi La marcia del 10 settembre precede di poco la tre giorni, dal 18 al 20 settembre, promossa dalla comunità di Sant’Egidio e dalle famiglie francescane. Insieme ricorderanno quei giorni del 1986 quando Giovanni Paolo ll riunì, per una comune pregherà e riflessione di pace, i rappresentanti di tutte le religioni del mondo.

Basta rassegnazione «Ogni giorno – ha detto Lotti – ogni volta che andiamo su Twitter o Facebook, ogni volta che accendiamo la Tv o leggiamo un giornale, veniamo a sapere di una nuova strage, di orrori che si ripetono, di guerre che continuano, di violenze che non si fermano, di muri che si costruiscono, di gente che perde il lavoro, di drammi ignorati, di persone sfruttate, respinte, uccise. Le denunce e le proteste virtuali non mancano ma di reazioni collettive significative non c’è traccia. Anche l’indignazione, se c’è, è diventata un fatto personale, intimo. Il senso di impotenza è micidiale. Ed è l’anticamera della rinuncia e della rassegnazione. Oggi si sente un senso nauseante di indifferenza e rassegnazione. La Perugi-Assisi di questa notte è figlia della volontà di reagire, di sfidare il buio che sta calando dentro di noi e sul tempo presente. Non è per narcisismo o per sentirsi migliori di altri ma per cercare, con grande umiltà, di lanciare un nuovo allarme, di suscitare un pensiero nuovo, un atteggiamento nuovo».

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