mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:50
14 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:10

Perugia, arrestato il ‘generale’ dello spaccio all’ingrosso di cocaina ed eroina e il suo ‘secondo’

Dominavano sulla piazza di Monteluce e Ponte San Giovanni, non toccavano la droga ma la vendevano a tunisini che spacciavano

Perugia, arrestato il ‘generale’ dello spaccio all’ingrosso di cocaina ed eroina e il suo ‘secondo’
Foto arresto generica (archivio Fabrizio Troccoli)

di M.T.

Di lui si conoscono le iniziali che sono Rh ed il ‘generale’ dello spaccio di cocaina e eorina, nell’area di Monteluce e di Ponte San Giovanni. Ha 46 anni e si è servito, come braccio destro, del suo ‘secondo’ le cui iniziali sono N.R.B.A, di due anni più grande. Sono entrambi tunisini e si sono fatti spazio nel mondo dello spaccio della droga a Perugia. Il capo non è stato quasi mai pizzicato con la droga in mano, riesce quasi a non toccarla, servendosi del suo braccio destre e di una rete fitta di collaboratori tunisini.

La ricostruzione Una rete che è stata ricostruita dal poliziotti della sezione Criminalità diffusa e da quelli della Squadra mobile, che martedì sera hanno fatto scattare le manette per entrambi ‘gli alti in carico’ dello spaccio cittadino. L’indagine parte da una fitta attività di intercettazione telefonica dell’utenza del ‘generale’ R.H. con cui i poliziotti hanno potuto stimare, approssimativamente la quantità di droga che riesce a smuovere, i canali di approvviggionamento, la rete degli acquirenti, ma anche la comunicazione costruita tra questi, i vari nomignoli e curriculum criminali.

Dall’indagine R.H è un personaggio di spicco, il suo nome, collocato ai livelli alti della gerarchia cittadina, è emerso già in un precedente arresto di un altro noto spacciatore, che faceva il suo nome descrivendolo come personale fornitore di droga. Come è emerso nella ricostruzione dell’attività di due corrieri della droga ivoriani che su incarico di R.H, hanno trasportato 45 grammi di eroina acquistata presumibilmente nella provincia di Roma.

Il giro d’affari L’attività di indagine ha comunque consentito di evidenziare che il R.H. era in grado di piazzare notevoli quantitativi di eroina e cocaina proveniente da vari canali, nell’ordine di 100 grammi a settimana circa. Dall’indagine emergono particolari anche sul versante della comunicazione. Avendo utilizzato il telefono come principale strumento per dare ordini e gestire l’attività ha costruito un linguaggio comprensibile alla sua rete: ad esempio “uno schiaffo” o “mano” sta per 5 (grammi) di eroina o cocaina indicata rispettivamente come “sporca e bianca”. I due si trovano al carcere di Capanne, a Perugia

 

©Riproduzione riservata

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