giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:51
27 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:19

Perugia, arrestato dipendente pubblico assenteista L’accusa: impiegato ha disertato 37 volte l’ufficio

L'amministrativo della Direzione territoriale del lavoro è detenuto ai domiciliari, l'indagine dei carabinieri è durata otto mesi mesi: «Fingeva visite mediche specialistiche mai effettuate»

Perugia, arrestato dipendente pubblico assenteista L’accusa: impiegato ha disertato 37 volte l’ufficio

di Enzo Beretta

Truffa aggravata ai danni dello Stato, ricettazione e falso sono i reati contestati ad un dipendente pubblico «assenteista» arrestato dai carabinieri. Su disposizione del gip Lidia Brutti di Perugia l’impiegato, campano di 64 anni, è detenuto agli arresti domiciliari. Secondo la ricostruzione l’uomo, al quale sono stati sequestrati timbri risultati rubati in ospedale, dal 2013 si sarebbe allontanato dalla Direzione territoriale del lavoro di Perugia «in almeno 37 occasioni».

Non va in ufficio Stando alla versione dei Nas (diretti dal capitano Marco Vetrulli) e del Nucleo ispettorato del lavoro il dipendente amministrativo in ripetute circostanze «non si è presentato in ufficio fornendo certificati medici di visite specialistiche» in realtà «mai effettuate». In alcuni casi – spiega una nota dell’Arma – «i timbri lineari e firma figuranti sulla certificazione sono risultati oggetto di furto presso nosocomi e strutture sanitarie umbre, in altri i medici indicati sono risultati in pensione».

Perquisizione L’inchiesta è durata otto mesi e ha portato al sequestro di timbri – ritenuti riconducibili all’indagato -, gruppi firma e certificati relativi a reparti dell’ospedale Silvestrini, dell’Asl 1 e di altre amministrazioni pubbliche. Dopo la perquisizione – conclude il comunicato – l’indagato è tornato in servizio simulando, il primo giorno del rientro, un grave infortunio sul lavoro, in maniera tale da «ottenere la totale libertà di assentarsi dall’ufficio e non dover così sottostare alle fasce orario di controllo fiscale».

La versione del legale Il difensore dell’impiegato pubblico, l’avvocato Piergiorgio Di Giuseppe, ha chiesto al gip la revoca della misura cautelare.  «Non può esserci reiterazione del reato al di fuori degli ambienti lavorativi – ha spiegato il legale -. Il mio cliente è stato subito autorizzato dal giudice ad uscire dagli arresti domiciliari per recarsi in un ospedale dell’Umbria per effettuare un intervento chirurgico». Prosegue Di Giuseppe: «L’amministrativo è stato temporaneamente sospeso dal servizio ma soltanto per il tempo della durata della misura cautelare».

©Riproduzione riservata

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