7 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:48

Perugia, a Livorno un pareggio che aiuta a salvare la faccia e dare credibilità al calcio. Il Pagellone

Un punto che affossa le speranze di salvezza dei toscani e dell'ex grifone Moscati. Mancini e Volta coppia del futuro? Sfruttati per una volta i calci piazzati

Perugia, a Livorno un pareggio che aiuta a salvare la faccia e dare credibilità al calcio. Il Pagellone

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di Mario Mariano

Nel calcio giocato non esiste la riconoscenza, ed è giusto che sia così. Il Perugia ha assottigliato se non azzerato le probabilità di salvezza del Livorno di Marco Moscati, uno dei protagonisti della promozione dalla C alla B dell’era Camplone. Un pareggio che aiuta a salvare la faccia e a dare un po’ più di credibilità al calcio e a chi pretende che i risultati siano il frutto del gioco, delle prodezze e degli errori. Non è sempre così, ma ci sono indizi evidenti che lasciano credere che al «Picchi» le squadre abbiano giocato fino all’ultimo per superarsi. Salvo che il Livorno dopo il pareggio di Zapata è andato in apnea, si è disunito, rischiando addirittura di perdere. Un tempo ciascuno, con ripresa che il Perugia ha giocato con maggiore incisività anche se i limiti sono apparsi evidenti anche questa volta. Le motivazioni più importanti le dà la classifica e non tanto la voglia di volersi accreditare presso l’allenatore, specie se tutti, ma proprio tutti hanno subodorato che Bisoli non resterà. I giochi sono chiusi e salvare la faccia in aggiunta alla trasparenza del finale di campionato non è un traguardo impossibile. Si potrebbe aggiungere che dal comportamento finale dei singoli, ora che la classifica si è già delineata, può dipendere una decisione sul loro futuro, ma anche questo è riduttivo.

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Chi resta e chi no Troppe sono le variabili nello stilare l’elenco dei confermati e partenti. Essenzialmente la lista ruoterà attorno agli obbiettivi della società, alle risorse che si intende mettere sul mercato, all’esito della campagna abbonamenti, e magari anche al parere dell’allenatore che verrà. C’è attesa e curiosità per capire cosa proporrà Bisoli nella scoppiettante intervistona finale, inimmaginabile che possa ripetersi, che voglia riproporre il tema dominante dei troppi infortuni. Nell’attesa si registrano le conferme di chi andrebbe trattenuto per il prossimo campionato, a cominciare da Mancini. Dice: ma la Fiorentina lo richiamerà con sé, ma se poi lì sarà panchinaro a tempo indeterminato, tanto vale provare a insistere. E con lui anche qualche altro merita un’attenzione speciale in questi ultimi 180 minuti: il riferimento è per Molina, che da esterno basso offre un rendimento sicuramente migliore che lasciato girovagare per il campo.

Rosati: poco lavoro, incolpevole sul goal di Vantaggiato, già assapora la riconferma, a prescindere dal futuro di Bisoli. Voto: 6

Molina: partenza a rilento, gambe imballate, ma emerge alla distanza, e quando aziona le lunghe leve è capace anche di cross apprezzabili. Voto: 6.5 (dal 46′ st Milos, ng)

Volta: sorpreso sul goal di Vantaggiato, ma non può arrivare sempre primo. Altro candidato alla conferma, e altro punto a favore di Bisoli che lo ha fortemente voluto. Voto: 6+

Mancini: giganteggia perché ha qualità tecniche e fisiche importanti, trattenerlo sarebbe un punto di merito per chi si occupa di mercato. Voto: 6.5

Del Prete: generoso, propositivo in fase di spinta, si accentra un po’ troppo e lascia sguarnita la zona di sua competenza. Voto: 6

Drolè: montagne russe in fase discendente. Gli manca sempre un soldo per chiudere la giocata.Troppo discontinuo, va a intermittanza come le luci dell’albero di Natale. Voto: 5+ (dal 15′ st Zapata: si guadagna la punizione, la trasforma quando tutti si aspettavano il cross, e già questo lo mette al sicuro. Va capito il perché dei problemi fisici e se è elemento da panchina o da impiegare a tempo pieno. Voto: 6.5)

Zebli: primo tempo di grande affanno, non riesce a raccapezzarsi, ma emerge alla distanza, recuperando e spingendo per il rush finale, con il rammarico per il tiro che scheggia la traversa. Voto: 6+

Prcic: lo schema è quello di dare palla a lui per il tiro dalla distanza, schema che hanno capito in tanti, e difatti spesso lo “murano”. Ritrova la posizione giusta nella ripresa. Voto: 6

Guberti: a corrente alternata, a volte cocciuto nel tenere il pallone per tentare la conclusione. Meno propositivo di altre volte. Voto: 6–

Aguirre: una conclusione potente, ma anche tanti falli, tanta fisicità nei contrasti. La prestanza fisica è utile, ma l’agilità per lui è un optional. Voto: 6–

Parigini: la partenza dal primo minuto, l’ammonizione, il fatto che nel primo tempo l’avversario sia più propositivo lo condizionano. Arriva tardi all’appuntamento su un cross di Molina. Voto: 6- (dal 1′ st Ardemagni: su uno standard medio, forse non gradisce l’impiego a mezzo servizio. Non affonda e preferisce la giocata per i compagni. Voto: 6)

Bisoli: per una volta non sconfina fuori dall’area tecnica; aveva promesso battaglia e i tre punti, può consolarsi che il piano è riuscito a metà. Riesce a trovare il jolly Zapata e questo lo renderà orgoglioso. Voto: 6

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