venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:08
30 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 22:15

Perugia, 84 famiglie a rischio sfratto: «Ater sospenda subito le procedure e apra trattativa»

La denuncia di Cgil e Sunia: abitano in due palazzi di Castel del Piano e Villa Pitignano, sono in regola con l'affitto ma si sono viste recapitare migliaia di euro di spese condominiali

Perugia, 84 famiglie a rischio sfratto: «Ater sospenda subito le procedure e apra trattativa»
L'assemblea nella sede della Cgil

MULTIMEDIA

Guarda il video

Ci sono 84 famiglie di Perugia a rischio sfratto, 84 famiglie, fatte di anziani, disoccupati, disabili, bambini, che hanno avuto la “fortuna” di vedersi assegnare una casa dall’Ater, a canone sociale o a canone concordato, ma che poi nel corso degli anni hanno accumulato un debito insostenibile, dovuto alle spese condominiali che gli inquilini, insieme al Sunia e alla Cgil, ritengono «abnormi e ingiustificate». Del caso si era già discusso nell’ottobre del 2014 e in alcuni casi le cartelle ammontano anche a più di duemila euro, per un totale che supera abbondantemente i 200 mila euro. Lunedì mattina nella sede della Cgil di Perugia, si è svolta un’affollata assemblea con i cittadini residenti nei due condomini (uno a Castel del Piano e uno a Villa Pitignano) per fare il punto della situazione e denunciare una condizione ormai insostenibile. «Quando mi è stata assegnata la casa ero entusiasta – ha raccontato una delle inquiline presenti – oggi invece non vivo più per l’ansia e l’angoscia di questo debito e la paura di perdere la casa, il tutto per responsabilità che non dipendono certo da noi».

QUANDO IL CASO ESPLOSE A FINE 2014

In regola Gli inquilini sono infatti in regola, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, con il pagamento degli affitti, ma hanno comunque ricevuto dall’Ater le lettere di sfratto a causa del debito accumulato per le spese condominiali, soprattutto negli anni passati, durante la gestione da parte di amministratori nominati dallo stesso ente pubblico. E proprio l’operato di questi amministratori è oggi contestato fortemente dai condomini e dal sindacato. «Queste persone non chiedono altro che di poter pagare il giusto – commentano Rossano Iannoni e Cristina Piastrelli, per il Sunia, il sindacato degli inquilini – mentre non è accettabile che si carichino sulle loro spalle migliaia di euro derivanti da gestioni dissennate degli anni passati, come dimostra il fatto che, una volta nominati amministratori condominiali di fiducia, le stesse spese si sono dimezzate».

VIDEO: PARLANO LE FAMIGLIE E IL SUNIA

Sospendere tutto La richiesta del Sunia, sostenuto dalla Cgil di Perugia e dallo Spi (all’assemblea hanno partecipato Vanda Scarpelli per la Camera del Lavoro e Luciano Campani del sindacato pensionati), è dunque quella di sospendere immediatamente le procedure di sfratto ed aprire un vero confronto sul debito, non solo con l’Ater, ma anche con Regione e Comune che hanno «forti responsabilità in questa vicenda». Il Sunia sottolinea inoltre l’assoluta necessità di rivedere immediatamente i canoni concordati, «che sono ormai fuori mercato» e denuncia l’atteggiamento di Ater nei confronti del sindacato, «considerato come un fastidio, nonostante la storia di questa regione sia caratterizzata da una collaborazione che in passato ha portato a una legge all’avanguardia in Italia». Intanto, le famiglie di Castel del Piano e Villa Pitignano sono determinate a difendere il proprio diritto alla casa e la propria dignità: «Qualcuno deve ascoltarci e venirci incontro – affermano – perché così non resistiamo più: non si può giocare con la vita delle persone». Da parte loro, Cgil e Sunia avvertono: «Siamo pronti a difendere queste famiglie fino in fondo e metteremo in campo tutte le azioni necessarie perché questa assurdità senza precedenti approdi ad una soluzione giusta e umana».

CASE POPOLARI, IN UMBRIA 8 SU 10 ABITATE DA ITALIANI

La replica di Ater «Conosco la situazione degli inquilini di Villa Pitignano e Castel del Piano – ha spiegato nel pomeriggio il presidente dell’Ater Alessandro Almadori -, per la quale Ater Umbria ha avviato un confronto continuo con il sindacato del Sunia di Perugia e dell’Umbria, che li rappresenta». Secondo i numeri dell’Agenzia delle 84 famiglie 14 sono sono interessate da pratiche legali, e per quattro di queste c’è uno sfratto esecutivo ma non ancora eseguito. La Regione ha messo sul piatto un milione di euro per finanziare le cosiddette «morosità incolpevoli», risorse gestite dai Comuni alle quali gli interessati possono accedere attraverso una domanda. «Non meno di una settimana fa – prosegue Almadori – abbiamo avuto una riunione con i rappresentanti del Sunia, nel corso della quale ho espressamente dichiarato che Ater è disposta a valutare le esigenze degli inquilini, come è nostro uso costante. Ci siamo resi disponibili a valutare forme e modi del pregresso dovuto, riferibili sia alle quote di affitto che di condominio».

Strumentale Parole «strumentali» secondo la replica di Piastrelli: «Nell’incontro svoltosi la settimana scorsa – scrive – Ater ha dimostrato interesse a trovare una soluzione per i canoni di locazione, ma non prima di settembre od ottobre e per noi è inaccettabile un tempo così lungo quando il canone concordato e quindi i nuovi parametri sono in vigore sin dal novembre 2015. L’Ater ha intanto inviato oltre 70 lettere ai condomini di Castel del Piano e Villa Pitignano, intimando il pagamento di quanto dovuto e precisando che in difetto avrebbe dato corso alla pratica legale senza ulteriore avviso. Non fa certo onore all’Ater, ente pubblico, affermare che ha fatto una buona gestione inviando solo 14 sfratti! In ultimo, il presidente dovrebbe ben conoscere i bandi emanati dalla Regione Umbria su morosità incolpevole, i quali prevedono come requisito essenziale per poter accedere al finanziamento il possesso di uno sfratto già notificato in tribunale. Se è vero che ad oggi sono solo 4 è forse intenzione dell’istituto dare seguito alle lettere inviate con gli sfratti esecutivi, tanto da consentire così alle famiglie di poter poi chiedere un contributo? Bisogna avere rispetto per le famiglie e per le persone che chiedono aiuto. Subito! Non a novembre!».

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250