mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:49
22 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:43

Perugia, 80 anni fa morì Mario Angeloni: il ricordo con un incontro e una lapide in via Danzetta

Venerdì alle 17.30 nell'ambito della «Festa grande» per il XX Giugno conferenza alla sala dei Notari, poi alle 18.30 cerimonia all'angolo con corso Vannucci

Perugia, 80 anni fa morì Mario Angeloni: il ricordo con un incontro e una lapide in via Danzetta
Mario Angeloni

Sarà ricordato venerdì con un appuntamento alla sala dei Notari Mario Angeloni, di cui ricorrono quest’anno gli 80 anni della morte, arrivata mentre stava combattendo al fianco dei repubblicani in Spagna, il 28 agosto 1936 durante la battaglia del Monte Pelato, in Aragona, che vide impegnati molti volontari italiani. Angeloni era al comando della colonna italiana che riuscì dopo molte ore di battaglia e molti morti a conquistare il monte. Alla sala dei Notari, alle 17.30, a ricordare la sua figura e il suo impegno civile e politico sarà il professor Mauro Volpi nell’ambito del programma di «XX Giugno, festa grande», calendario di iniziative organizzato da Famiglia perugina, Società operaia di mutuo soccorso, Società del Bartoccio, circolo Arci Ponte d’Oddi e La città di tutti. Nel corso del pomeriggio sono previsti gli interventi del sindaco di Perugia Andrea Romizi e della presidente della Regione Catiuscia Marini, mentre alle 18.30 all’angolo tra corso Vannucci e via Danzetta verrà scoperta una lapide proprio in onore di Angeloni.

«FESTA GRANDE»: IL PROGRAMMA

La vita Ma chi era Mario Angeloni? Nato a Perugia nel 1896, era un avvocato e un repubblicano come il padre Publio. Volontario nella prima Guerra mondiale e medaglia d’argento al valor militare ottenuta a Caporetto, nel 1921 sposa Giaele Franchini, conosciuta durante una licenza dal fronte, figlia di Enrico Franchini, ultimo sindaco di Cesena prima dell’avvento del fascismo. Antifascista della prima ora Mario Angeloni fondò con Randolfo Pacciardi e Gigino Battisti, figlio dell’irredentista trentino, L’Italia libera. La moglie Giaele perse un figlio quando, da una finestra della loro casa perugina, vide aggredire e picchiare il marito da una squadra fascista. Per la sua attività politica, fu carcerato ed inviato al confino a Lipari, Ustica e Ponza. Fuggito a Parigi collaborò con i fratelli Rosselli e gli altri esuli antifascisti e dal febbraio 1935 al luglio 1936 è stato segretario nazionale del Partito Repubblicano. Dal 1936 Mario Angeloni combatté per la Repubblica nella guerra civile spagnola insieme a Carlo Rosselli con il quale costituì la prima colonna militare di volontari italiani.

Il libro Giaele Franchini, che seguì sempre il marito Mario condividendone gli ideali, la militanza e la vita, dopo la sconfitta della Repubblica in Spagna, tornò in Francia. Dovette fuggire anche da lì e si rifugiò in Messico e tornò in Italia solo a guerra finita. Per la sua storia, e quella del marito, avrebbe potuto chiedere tutto; invece lavorò, diventando una militante socialista e membro della Direzione del partito fino alla pensione. In un libro, «Nel ricordo di Mario», ha raccontato la loro appassionata e appassionante storia. Il 7 ottobre 1956, nella ricorrenza del ventesimo anniversario della guerra civile spagnola, a Mario Angeloni è stata conferita la medaglia d’oro alla memoria e le sue spoglie riposano nel mausoleo dei caduti italiani di Saragozza. Nella casa perugina degli Angeloni è nato anche Giuliano Vassalli, figlio di una sorella di Mario, partigiano, socialista, senatore, ministro e presidente della Corte Costituzionale. Sempre in quella casa, in quelli che erano stati i locali dello studio di avvocati di Publio e Mario Angeloni, si tenne la prima riunione del Comitato di liberazione nazionale perugino appena caduto il fascismo.

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