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30 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:31

Perugia, 70 anni di democrazia. Quel 30 aprile 1946 in consiglio: «Degni delle riconquistate libertà»

Esattamente sette decenni fa la prima seduta a palazzo dei Priori dopo fascismo e guerra. Il sindaco Lupattelli: «Perugini hanno dato magnifica prova della loro piena maturità politica»

Perugia, 70 anni di democrazia. Quel 30 aprile 1946 in consiglio: «Degni delle riconquistate libertà»
Fernanda Maretici nel 1996

di Daniele Bovi

Per la vita democratica di Perugia il 30 aprile 2016, anche se in pochi sembrano ricordarlo, è un giorno di festa. Esattamente 70 anni fa infatti si tenne a palazzo dei Priori la prima riunione del consiglio comunale eletto dopo il ventennio fascista e la guerra. Le elezioni si svolsero il 7 aprile e meno di due mesi dopo con oltre il 91 per cento dei Sì i perugini, grazie al referendum, scelsero la Repubblica come forma di governo. Per le forze di sinistra quella prima tornata amministrativa fu un successo: dei 40 seggi a disposizione 14 se li aggiudicò il Psiup, il Partito socialista italiano di unità proletaria (32,7 per cento dei voti) e 11 il Pci (25,7 per cento). Per una manciata di voti, meno di 300, la Democrazia cristiana non scavalcò i comunisti: il Pci ottenne infatti 12.421 voti contro i 12.172 della Dc (25,2 per cento) che valsero ai democristiani 10 seggi. Oltre l’80 per cento del consenso dunque si concentrò su questi tre partiti, mentre per tutti gli altri briciole o quasi: il Partito repubblicano ottenne il 6,5 per cento (due consiglieri) e il Fronte dell’Uomo qualunque di Guglielmo Giannini altrettanto (due consiglieri), il Partito liberale il 2,4 per cento (un consigliere) mentre il Partito d’azione, con appena l’un per cento, non elesse nessuno.

Il saluto All’epoca il sindaco veniva scelto in aula: l’elezione diretta del primo cittadino arrivò quasi un cinquantennio più tardi  e fu Gianfranco Maddoli, nel 1995, il primo a essere eletto così. A presiedere la seduta, il 30 aprile 1946, fu il socialista Ugo Lupattelli, il consigliere anziano già sindaco dal gennaio precedente (dal 1944 la città era sotto il controllo degli Alleati): «Il popolo perugino – disse di fronte ai neoconsiglieri e al pubblico in sala come ricorda Armando Alberati nel suo «Per la storia dei Comuni di Perugia e Corciano» – ha dato magnifica prova della sua piena maturità politica e di essere in tutto degno delle riconquistate libertà democratiche». In aula, per la prima volta, siedono anche le donne, che avevano finalmente ottenuto il diritto di votare e di essere votate: a palazzo dei Priori ci sono la socialista Elena Benvenuti Binni (morta a 103 anni lo scorso gennaio, compagna di una vita di Walter Binni) e la comunista Fernanda Maretici, ex partigiana e poi assessore alla Pubblica istruzione. Donne che, disse Lupattelli «porteranno nell’aula sensibilità e comprensione, loro preziose caratteristiche».

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Lupattelli sindaco A quel punto si passò alla votazione, nel corso della quale Lupattelli fu eletto con 38 voti su 39 (lui si astenne): «Alla nuova giunta e a tutti i consiglieri – disse dopo l’accettazione – domando la loro collaborazione incondizionata; perché solo così, al di sopra dei partiti e per il solo bene della città, sarà possibile amministrare il Comune». Dopo di lui, parola ai capigruppo dal socialista Alfredo Cotani (che volle spedire un telegramma di omaggio da parte di tutto il consiglio a Ettore Franceschini, sindaco socialista eletto nel 1921), al comunista Ottavio Prosciutti, convinto che il 2 giugno avrebbe segnato una data decisiva per la storia d’Italia. Oltre a loro parlarono il liberale Alfredo Abatini, avvocato, e il democristiano Giuseppe Angelini, che punta a «porre fine a vergogne come quelle che si constatano nel quartiere degli sfrattati». Il professor Cesare Gugnoni invece, eletto con i qualunquisti di Gianni, promette «serena e fattiva collaborazione». In questo clima istituzionale si chiude la prima pagina di storia del nuovo consiglio comunale repubblicano.

Gli eletti Tra quei 40 consiglieri eletti (in fondo riportiamo l’elenco completo), c’erano persone che hanno scritto pagine importanti di storia cittadina. Alfredo Cotani, eletto nel ’48 deputato col Fronte popolare; Mario Mariotti, comunista che durante il Ventennio aiutò molti perseguitati politici; Francesco Innamorati, anche lui comunista, eletto a soli 22 anni; il democristiano Alessio Conestabile della Staffa, dal quale il Comune acquistò il palazzo dove ora c’è la biblioteca Augusta; il comunista Alberto Galassi, che fu anche calciatore (vestì le maglie di Perugia e Fiorentina) e tanti altri ancora. «Cosa ricordo della prima riunione? Direi molto poco. Eravamo usciti – disse 50 anni più tardi Fernanda Maretici – da una campagna elettorale pesante, eravamo giovani, pieni di entusiasmo ed eravamo frastornati». «Il nostro lavoro – aggiunse – era improntato all’entusiasmo e a un grande senso di rispetto del denaro pubblico».

Il ricordo Da assessore visitò tutte le scuole, «dove c’erano», «partendo in una sola modesta macchina io, l’assessore ai lavori pubblici, il medico scolastico e il tecnico per l’edilizia. Voi direte che è una sciocchezza; no, era un modo di rispettare il denaro pubblico e direi che questo sentimento l’abbiamo sempre portato con noi». A cinquant’anni di distanza rivendicò «di aver fatto molto con poco, poco con poco. Abbiamo fatto piccole scuole, abbiamo portato il primo latte, la prima marmellata nelle scuole di campagna, abbiamo portato le scarpe ai bambini che ancora andavano con gli zoccoli, al punto che una che aveva avuto due scarpe destre non voleva restituircene una perché aveva paura che poi non gliele riportassimo». Questa era la Perugia del dopoguerra con cui quel gruppo di amministratori dovette fare i conti.

L’omaggio di Romizi e Varasano Nel pomeriggio, il sindaco Andrea Romizi e il presidente del Consiglio comunale Leonardo Varasano hanno reso omaggio a Fernanda Maretici, rappresentatole la riconoscenza della città di Perugia con la consegna di un baiocco d’oro e una pergamena commemorativa. Lunedì 2 maggio, prima dell’apertura dei lavori del Consiglio comunale, sindaco e presidente renderanno omaggio anche a Francesco Innamorati.

PSI
Ugo Lupattelli
Alfredo Cotani
Gino Ottorino Spagnesi
Alberto Galassi
Renato Saccoccini
Francesco Bracco
Aldo Manna
Guglielmo Belladonna
Elena Benvenuti Binni
Gino Cencetti
Domenico Fettucciari
Lando Bifarini
Remo Mori
Vincenzo Ciurnelli

PCI
Ottavio Prosciutti
Vittorio Fontana
Mario Mariotti
Vittorio Bindocci
Luigi Vestrelli
Bruno Monsignori
Alfonso Barcaccia
Francesco Innamorati
Enea Tondini
Giuseppe Granata
Fernanda Maretici

DC
Giuseppe Angelini
Giovanni Mignini
Alessio Conestabile Della Staffa
Giacomo Pasquariello
Cesare Quattrocecere
Vincenzo Antonioni
Umberto Barola
Leonardo Coviello
Enea Mastrodicasa
Ferruccio Chiuini

UOMO QUALUNQUE
Cesare Gugnoni
Alberto Cucchia

PRI
Guglielmo Miliocchi
Alfredo Abatini

PLI
Pasquale Faloia

©Riproduzione riservata

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