lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 09:03
4 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:49

Papa Francesco, sul fronte sicurezza va tutto bene. Questore: «C’erano timori per azioni imprevedibili»

Allerta massima per la visita del Pontefice. Introdotti nel dispositivo new-jersey di cemento per evitare stragi come quella di Nizza. Controlli serrati e straordinaria attività di intelligence

Papa Francesco, sul fronte sicurezza va tutto bene. Questore: «C’erano timori per azioni imprevedibili»
Una suora perquisita dalla polizia

di Enzo Beretta

E’ stata la prova del fuoco. Ma sul fronte-sicurezza la visita di Papa Francesco a Santa Maria degli Angeli non ha fatto registrare nessuna nota negativa. Era «massima» l’allerta ma il dispositivo ha funzionato alla perfezione. Nonostante lo spettro degli attentati terroristici che continuano a ripetersi in Europa. Per la prima volta, dopo Nizza, il perimetro intorno alla Porziuncola è stato blindato con new-jersey di cemento. Dietro le protezioni spartitraffico e il cartello di divieto c’erano gli agenti del reparto mobile a controllare zainetti e marsupi ai fedeli che sin dal mattino hanno iniziato ad avvicinarsi alla «zona rossa». Poche migliaia, in ogni modo. Il metal-detector è stato utilizzato per controllare anche le suore.

Il questore: «C’era timore per qualcosa di imprevedibile» Il protocollo prevedeva controlli serrati, agenti antiterrorismo tra la folla, quattro chilometri di transenne, check-point e tiratori scelti. «E’ andata bene – ha detto il questore Carmelo Gugliotta -. Abbiamo adottato misure nuove rispetto al passato ma per fortuna la gente ha capito e non ha sollevato problemi. Il timore, però, c’era, per qualcosa di imprevedibile in un evento straordinario come la visita del Papa. Qualcuno avrebbe potuto pensare di improvvisare qualcosa fuori dalle regole ma i controlli sono stati utili a diminuire le vulnerabilità del sistema».

Almeno 200 agenti per servizio straordinario Sono stati almeno 200 gli agenti impegnati nel servizio. Poliziotti (compreso l’Ispettorato vaticano, collegamento tra il Viminale e la Santa Sede), carabinieri, finanzieri, ma anche pompieri, municipale, volontari della protezione civile. Tra la folla si sono camuffati numerosi 007 pronti ad intervenire creando cordoni di protezione ma non ce n’è stato bisogno.

Attività di intelligence La visita del Pontefice alla Porziuncola è durata dalle 15.35 alle 18.14, quando la Gendarmeria vaticana insieme alla polstrada ha scortato nuovamente il Pontefice fino al campo sportivo Migaghelli, dove è decollato in direzione Roma. Buona parte del lavoro dal punto di vista della sicurezza, però, è stato svolto prima: le bonifiche, le schedature dei fedeli che hanno preso posto nei settori «A» e «B» dinanzi al sagrato della basilica, l’attività di intelligence. Insieme agli specialisti della Digos e agli artificieri dell’Arma anche i vigili del fuoco hanno messo in campo le forze speciali: oltre al nucleo Nbcr dalla Capitale sono arrivate le squadre per la rilevazioni di sostanze pericolose e tossiche nell’aria.

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