lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:56
21 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:36

Papa ad Assisi, la difficile partita della sicurezza: 500 agenti e tiratori scelti nella «zona rossa»

Misure di sicurezza «mai adottate prima» per l'incontro tra i leader religiosi ai tempi dell'Isis. Polizia rintraccia un presunto borseggiatore. Otto persone accusano malori per il caldo

Papa ad Assisi, la difficile partita della sicurezza: 500 agenti e tiratori scelti nella «zona rossa»
Controlli serrati ad Assisi

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di En.Ber.

Misure di sicurezza «mai adottate in precedenza» per l’incontro «Sete di Pace» tra i leader delle religioni del mondo. Cinquecento agenti sono stati impegnati per l’evento di «massima allerta» ad Assisi. Il dispositivo ha messo in campo una vera e propria task-force composta da poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, agenti della municipale e protezione civile. Agenti antiterrorismo in borghese tra la folla erano pronti ad intervenire in eventuali momenti critici formando cordoni di protezione mentre i tiratori scelti armati posizionati in punti strategici hanno monitorato le fasi della lunga giornata di preghiera.

IL FOTORACCONTO DELLA GIORNATA

La «zona rossa» Intorno alla basilica di San Francesco è stata creata una «zona rossa» raggiungibile soltanto dalle persone accreditate e munite di pass. Qualche ora prima dell’inizio della preghiera i fedeli hanno potuto raggiungere la piazza Inferiore dopo essere stati perquisiti e controllati con i metal-detector. Un elicottero della polizia si è alzato in cielo, lo scanner dei pompieri invece non ha mai smesso di «sniffare» l’aria alla ricerca di sostanze tossiche e nocive. Soluzioni hi-tech ai tempi di Daesh.

Sicurezza rinforzata Rispetto alla «giornata di riflessione» del 2011 e alla visita privata di Papa Francesco alla Porziuncola dello scorso 4 agosto il protocollo di sicurezza è stato rinforzato in quanto erano attesi 511 leader religiosi di 26 diverse delegazioni. Sicurezza è stata garantita anche durante i vari panel che si sono susseguiti, tra cui quello di stamani al quale ha preso parte il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

La partita più difficile Paralleli ai controlli nelle strade e nei vicoli di Assisi, chiaramente iniziati nei giorni precedenti, sono stati svolti i servizi di vigilanza degli ospiti stranieri (in base alle diverse fasce di rischio) e le scorte di ambasciatori e rappresentanti di vari stati del mondo. Sopra Assisi è stata imposta la no-fly zone. La sicurezza ravvicinata del Papa è stata garantita dalla Gendarmeria vaticana e dall’Ispettorato ma alle forze dell’ordine spettava la gestione dell’ordine pubblico. L’ultima partita vinta dal questore Carmelo Gugliotta. Quella più difficile. Quella più importante.

Presunto borseggiatore Nel corso dei servizi un perugino di 40 anni, riconosciuto dalla polizia come un presunto borseggiatore, è stato identificato dalla polizia. La sua posizione è ora al vaglio degli investigatori: con ogni probabilità scatterà il foglio di via obbligatorio.

Otto malori e due persone in ospedale Dall’ospedale giungono notizie su otto interventi da parte degli operatori sanitari. Malori lievi – è stato detto – a cinque donne e tre uomini, tutti italiani e di fuori regione. Solo per due di loro si è reso necessario il trasporto negli ospedali di Assisi e Perugia per proseguire il monitoraggio già iniziato nelle postazioni mediche allestite. Entrambi sono stati provocati da «affaticamento»: verranno dimessi entro sera.

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