mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:28
4 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:49

Papa ad Assisi, 15 malori per il solleone: visitato nell’ospedale da campo anche un bimbo di 8 anni

Colpi di calore e insolazioni per i fedeli. Da Santa Maria degli Angeli parte un'ambulanza ma nulla di grave. In ospedali 36 letti liberi per «qualsiasi eventi, compresi atti terroristici»

Papa ad Assisi, 15 malori per il solleone: visitato nell’ospedale da campo anche un bimbo di 8 anni
Picchi con 37 gradi di caldo

di En.Ber.

Sono stati 15 i fedeli colpiti da malore durante la visita del Papa. Un giovane di Assisi è stato accompagnato «in via precauzionale» all’ospedale in ambulanza ma non si tratta di nulla di grave. E’ stato prestato soccorso anche ad un bambino di otto anni. «Tenuto conto delle temperature così elevate non ci sono stati troppi interventi», è il commento del responsabile della centrale operativa Mario Capruzzi, il quale durante il discorso di Papa Bergoglio è rimasto insieme a medici ed infermieri nelle due Pma allestite intorno alla Porziuncola.

Defibrillatori contro 36 gradi di caldo Nei presidi medici avanzati, tendoni della Protezione civile simili ad ospedali da campo, c’erano sanitari muniti di defibrillatori per monitorare i parametri vitali, la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Strumenti utilizzati per i pazienti che nelle ore di maggior caldo hanno richiesto il soccorso per colpi di calore ed insolazioni. Dei 15 pazienti – informa una nota dell’Azienda ospedaliera – sei di loro avevano meno di 25 anni ma i malesseri sono stati superati in breve tempo.

Acqua e vento sull’asfalto bollente Le temperature si sono aggirate intorno ai 35 gradi con picchi di 37. L’asfalto era bollente ma il piano prevedeva fontanelle d’emergenza che hanno versato acqua per l’intera giornata. Altre bottigliette sono state distribuite gratuitamente. Era caldo, indubbiamente, ma una leggera brezza di vento ha fatto la differenza in termini di interventi.

No-fly zone anche per 118 e 115 Medici ed infermieri erano anche nella sala interforze allestita in Comune per il coordinamento del servizio, con un’operatrice di origini svedesi che parla inglese. Anche per i mezzi di pronto intervento del 118 e del 115 valeva la no-fly zone: in caso di emergenza gli elicotteri di soccorso sarebbero dovuti atterrare a Rivotorto e non sopra i cieli di Santa Maria degli Angeli. Per fortuna non ce n’è stato bisogno.

«36 letti per qualsiasi evento, anche attentati» L’allerta, massima, considerata l’importanza dell’evento, aveva fatto liberare 36 letti al Santa Maria della Misericordia da utilizzare «per qualsiasi evento», compresi «attentati terroristici». Per tutta la giornata del 4 agosto ai medici è stata chiesta la reperibilità. Oltre a quelli di Perugia hanno lavorato i colleghi di Assisi e Foligno.

©Riproduzione riservata

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