mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:17
22 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:34

Panicale, ‘Il signor Bruschino’ chiude il Pan Opera Festival

La messa in scena sabato 24 alle 21 e domenica 25 settembre alle 17.30 al teatro Caporali

Panicale, ‘Il signor Bruschino’ chiude il Pan Opera Festival
Panicale

Una team di professionisti e un cast di rilievo internazionale per la terza e ultima proposta della seconda edizione del Pan Opera festival, il capolavoro rossiniano ‘Il signor Bruschino’. La messa in scena, nel teatro Caporali di Panicale, casa del giovane festival diretto da Virgilio Bianconi e dedicato all’opera da camera, è sabato 24 settembre alle 21 e domenica 25 in replica alle 17.30. Per la regia spumeggiante e divertente di Marco Bellussi, lavorano a questa rappresentazione Carlos Tieppo, costumista del Teatro la Fenice di Venezia, e cantanti di grande spessore presenti nei cartelloni dei più importanti teatri d’Europa. «La direzione musicale di Patrick Murray – ha spiegato Bianconi – e l’orchestra del Pan opera Festival, formata da solisti dall’eccellente curriculum, restituiscono alla partitura rossiniana la freschezza e l’agilità originaria».

Il Signor Bruschino La particolarità de ‘Il Signor Bruschino’ è infatti data da comicità e facilità di ascolto. «Nel capolavoro rossiniano – ha aggiunto Virgilio Bianconi – la celebre ricetta del delirio controllato trova la più alta espressione e il gioco scenico scorre fluido e frizzante». La storia comincia quando Florville, amante di Sofia, intenzionato a sposarla è ostacolato dal fatto che la ragazza sia stata promessa al figlio di un certo signor Bruschino. Da qui si sviluppa la trama che tra bugie e fraintendimenti porta in maniera rocambolesca al matrimonio tra i due amanti e al perdono finale. «Tra inganni, intrighi e astuzie nella migliore tradizione della farsa veneziana – ha concluso Biaconi –, la partitura del Bruschino rivela una fattura estremamente accurata e funziona come una perfetta macchina teatrale. La condotta vocale e la strumentazione delle arie e degli insiemi è di grande perizia ed è improntata a una gioiosa leggerezza che trascina l’esile ordito drammaturgico, senza una battuta d’arresto, verso il vorticoso finale».

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