giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:23
5 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:11

Palaevangelisti, nuove accuse a Kronogest. Replica e minaccia querele: «Menzogne per screditarci»

Voci di un abbandono imminente. Pd all'attacco in commissione. Duro comunicato della società: «Chiamati anche per smantellare un malcostume. La tribuna? Non siamo obbligati a farla»

Palaevangelisti, nuove accuse a Kronogest. Replica e minaccia querele: «Menzogne per screditarci»
Il PalaEvangelisti di Perugia

Voci di corridoio parlano sempre più insistentemente della possibilità che Kronogest lasci la gestione degli impianti sportivi perugini PalaEvangelisti, Pellini e Santa Giuliana. Ma, mentre a Palazzo dei Priori si cerca una difficile mediazione, le polemiche proseguono.

Riunione in commissione Nella commissione ‘Controllo e garanzia’ è proseguita lunedì mattina la discussione dell’ordine del giorno di Pd e Socialisti con la presenza della stessa Kronogest e di alcune associazioni sportive che utilizzano il palazzetto, tra cui la Sir Volley, la School Volley e l’Associazione Pian di Massiano. Bori ha chiesto nuovamente di conoscere la situazione attuale e qual è la volontà dell’amministrazione, anche in virtù del fatto che il contratto tra l’ente e la società che ha vinto il bando non è stato ancora firmato.

Kronogest: «Disponibili a confronto» Da parte sua la società Kronogest, per la quale erano presenti i rappresentanti Muzzi e Catani, ha ribadito la disponibilità, fin da febbraio, di venire incontro alle esigenze di tutte le società sportive che utilizzano il palazzetto, spiegando che con la Sir è aperto un tavolo di confronto su alcune questioni, quali, soprattutto l’utilizzo esclusivo degli spogliatoi, la pubblicità fuori dal campo di gioco e la sicurezza. «Noi siamo disponibili ad un confronto – hanno sostenuto sia Catani che Muzzi – ma è necessario definire gli spazi di utilizzazione e regolamentare qualcosa che in passato non era regolamentato, data anche la molteplicità di situazioni, di esigenze e di soggetti».

Sir: «Costi lievitati» Pur lasciando i dettagli della negoziazione con Kronogest alla trattativa in corso, la Sir Volley, rappresentata in commissione dalla dottoressa Sannipola, ha ribadito che, come si evince anche dal capitolato, il palazzetto ha una funzione pubblica dedicata allo sport e tariffe calmierate per dare a tutti la possibilità di fruirne. Sannipola ha, tuttavia, parlato di costi lievitati per la società Sir dall’arrivo del nuovo gestore. Le altre due società presenti hanno anch’esse rivendicato i loro spazi all’interno del palasport: per l’avvocato Mandò, in rappresentanza della School Volley Perugia, prima di prendere in considerazione l’ipotesi di una curva, bisognerebbe valutare la storicità dei dati di affluenza per verificarne la reale necessità. Allo stesso tempo, Mandò ha ribadito la necessità di tutelare tutte le associazioni sportive che utilizzano il palazzetto. Dello stesso avviso anche il rappresentante dell’associazione Pian di Massiano, che ha messo in evidenza la necessità di un interlocutore unico, che conosca bene il mondo dell’associazionismo sportivo e che sia referente delle piccole associazioni. «Gli spazi del PalaEvangelisti – ha detto Prelati – non sono fissi, ma noi, quando sospendiamo la nostra attività per un concerto o per una partita dobbiamo essere messi in grado di recuperarla, per un impegno nei confronti dei nostri associati».

Prisco: «Atti legittimi» Sia i rappresentanti degli uffici sia l’assessore Prisco hanno ribadito la legittimità degli atti di assegnazione, come già spiegato nella seduta dell’8 agosto. «Il Palasport Evangelisti – ha spiegato Prisco – ha sempre avuto una funzione molteplice e in questo momento credo che le priorità della città non vadano nella direzione di avere a breve un auditorium che sostituisca il palazzetto per gli eventi e i concerti, che sono comunque eventi eccezionali. Come ho già avuto modo di dire – ha proseguito – con la procedura europea del bando abbiamo voluto una gara trasparente e aperta, nel rispetto del codice degli appalti. Non siamo inerti – ha concluso – rispetto alle sollecitazioni che ci arrivano sulla situazione, ma confermiamo una visione polifunzionale e polisportiva del palazzetto, che non significa assolutamente una mancanza di attenzione nei confronti della Sir, del cui valore siamo consapevoli».

Interventi I consiglieri Pd Diego Mencaroni e Tommaso Bori hanno ribadito, nel corso del dibattito, la presenza di criticità importanti, a partire dalla mancanza, nel bando, del punteggio al requisito dell’esperienza da parte del gestore, così come la necessità di chiarire gli impegni della Kronogest. Un invito all’assessore Prisco a non fare gli errori del passato è venuto dal consigliere Carmine Camicia: «Oggi è emersa una fondamentale mancanza di dialogo tra i vari soggetti – ha detto – ma questa amministrazione non deve seguire la strategia che era propria della sinistra in passato e che noi criticavamo». Sulla mancanza di una gestione condivisa si è soffermata anche la capogruppo M5S Rosetti, per la quale le difficoltà gestionali non devono intaccare ciò che lo sport rappresenta per la città, la sua funzione sociale. “La politica – ha detto – deve scegliere che vocazione dare all’impianto sportivo e non la società che lo gestisce, perché ognuno ha pari dignità. La programmazione di utilizzo degli impianti è una responsabilità politica, così come è compito dell’amministrazione controllare il loro corretto utilizzo». Anche Nilo Arcudi si è detto preoccupato dall’incertezza che emerge e ha invitato l’amministrazione ad un’azione più stringente per affrontare le criticità.

Kronogest all’attacco Successivamente, però, Kronogest è tornata alla carica accusando a sua volta il patron della Sir, Gino Sirci, e anche alcuni consiglieri comunali come Tommaso Bori. «Ci troviamo nostro malgrado costretti – afferma la società in una nota – a replicare ancora una volta a informazioni inesatte e menzogne, quotidianamente riportate alla stampa locale, che ci lasciano letteralmente sconcertati».

Minacce di querele Kronogest si dice «vittima da mesi di una condotta diffamatoria che ha contribuito a creare un clima non più sostenibile; a oggi soltanto un radicale cambio di atteggiamento da parte dei principali responsabili potrà permettere una corretta gestione e la conseguente assunzione di responsabilità. Questo stillicidio di attacchi ci costringe peraltro a valutare ogni possibile azione legale necessaria per tutelare l’immagine di Kronogest, nella sua proprietà e nella sua dirigenza». Altre minacce di querele vengono indirizzate con precisione: «quando Sirci dichiara che il bando sembrerebbe nullo in quanto viziato da scorrettezze, afferma nuovamente il falso, ponendoci nella condizione di dover agire legalmente al fine di tutelare la rispettabilità della società e di tutti gli interessi in gioco».

Controaccuse a Sirci Facendo riferimento a una intervista rilasciata da Gino Sirci a UmbriaTv del 2 agosto secondo Kronogest «viene confermato il fatto come la Sir abbia utilizzato, e voglia tuttora utilizzare, il PalaEvangelisti senza regole, non ottemperando nemmeno agli obblighi di legge in materia di sicurezza; un dubbio concreto che ci era balenato nel corso del marzo 2016 quando in seguito a una nostra richiesta di poter parlare con il loro responsabile/professionista alla sicurezza per tutta risposta fummo messi in contatto con il responsabile della security. La Sir oggi può consegnarci tutti i piani di sicurezza delle annate precedenti? Pensiamo proprio di no. Vorremmo far capire all’opinione pubblica e agli esponenti della politica locale che oggi la Kronogest non è solo chiamata a gestire le strutture sportive di Perugia ma anche a smantellare un mal costume di cattiva condotta e utilizzo degli impianti stessi che è concausa del degrado in cui versano allo stato attuale. Il presidente Sirci – prosegue la nota – oggi ci contesta il fatto che siamo a chiedergli, anche per un giorno, di ottemperare alla legge sulla sicurezza fornendoci la documentazione di rito. La Sir, come tutte le società con attività analoghe, è tenuta ad assolvere quanto richiesto dalla normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro (D.L.vo 81/08 e smi) e a redigere tutti i documenti richiesti in accordo con il Piano di Sicurezza redatto dalla Kronogest. Non possiamo permettere che si faccia spettacolo e sport senza tenere conto della sicurezza di tutti i partecipanti: per noi questo è un principio sacrosanto, etico prim’ancora che legale, sul quale non possiamo né vogliamo contrattare».

Polemica sui costi In riferimento invece al fatto che la Kronogest abbia raddoppiato i costi di utilizzo, «ci troviamo – dice la società – a dover confutare l’ennesima falsità. Per l’utilizzo degli impianti i prezzi sono fissati dalla delibera del marzo 2016 del Comune di Perugia, delibera che ha mantenuto invariate le tariffe, che sono le stesso ormai da decenni. Ricordiamo che il prezziario del Comune di Perugia, per l’utilizzo degli impianti sportivi, è uno dei più bassi d’Italia. Per quanto concerne invece le tariffe per l’utilizzo degli spazi in esclusiva (spogliatoio, locale massaggi, magazzini, uffici) abbiamo preso a riferimento quello degli anni precedenti ad esclusione del prezzo applicato per spogliatoio; questo in quanto è il primo anno in cui lo spogliatoio viene concesso in esclusiva: abbiamo pertanto ritenuto di fissare un prezzo congruo nella misura di 400 euro/mese. Inoltre vorremmo ricordiamo che quest’anno, con la posa permanente del taraflex, con lo spostamento dell’unica squadra di basket utilizzatrice in altra struttura, la Sir beneficia di un risparmio di costi nell’ordine di 15 mila euro/anno. Il contratto che dovrebbe legare la gestione Kronogest con la Società Sir è stato inviato da tempo anche agli organi comunali e, ribadiamo, non esiste nessun elemento di difformità rispetto a quanto contemplato nel bando e nel prezziario imposto dal Comune di Perugia. Appare invece sempre più chiara la condotta del sig. Sirci decisamente ostile verso qualsiasi rispettoso accordo contrattuale. Chiediamo pertanto, e con urgenza, l’intervento del Comune».

Concerto o Final four Anche sul concerto di Emma, per la Kronogest «l’impossibiltà di disputare la Final Four al Pala Evangelisti era imputabile esclusivamente a un errore della Sir nella comunicazione delle date».

Tribuna San Marco Riguardo poi la realizzazione della tribuna San Marco, la società afferma che «il presidente Sirci e il consigliere comunale Tommaso Bori affermano che ci stiamo sottraendo ad obblighi contrattuali dichiarati in sede di partecipazione al bando oggetto di gestione. Tutto ciò è falso in quanto non siamo obbligati all’investimento. Come sancito dal verbale di seduta riservata del Comune di Perugia n°4/2015 del 18 dicembre 2015, la nostra società, come d’altronde le altre partecipanti, ha ottenuto un punteggio pari a 0 (zero) in riferimento all’investimento, dovuto alla mancata indicazione delle tempistiche e modalità di realizzo. Consigliamo pertanto i signori Sirci e Bori di documentarsi accuratamente prima di dare in pasto alla stampa inesattezze e false accuse. Pertanto risulta assolutamente infondata la speculazione secondo la quale vorremmo gestire le strutture, anche a seguito di un nostro ipotetico ripensamento, in quanto il Comune avrebbe realizzato l’investimento al posto nostro. E notiamo ancora con stupore che le cifre date dal consigliere Bori siano assolutamente inesatte; lo stesso dichiara che la capienza attuale del Palasport Evangelisti è di 5.300 posti a sedere, mentre, in realtà, il Palazzetto non può contenere, come denunciato dal Certificato di Prevenzioni Incendi n° 1593 del 12 febbraio 2015, più di 3.800 posti per eventi sportivi e 4.200 per il pubblico spettacolo. Forse il sig. Bori ignora il fatto che la capienza di un Palasport non è data dai numeri di posti a sedere ma da una serie di infrastrutture in materia di sicurezza. Con rammarico notiamo una totale ignoranza della materia in chi cerca, non sappiamo per quale principio o motivo, di screditarci».

 

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