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11 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:19

Pagnotta: «Il milione del Mibact? Ci aspettavamo qualcosa». Il sogno di un’edizione fissa all’estero

Il direttore artistico: «Qualcosa da dire c'è, ma andiamo avanti lo stesso. Concerti gratuiti, impennata di qualità. Se non mi rincoglionisco, mi dovrete sopportare ancora per anni»

Pagnotta: «Il milione del Mibact? Ci aspettavamo qualcosa». Il sogno di un’edizione fissa all’estero
La conferenza stampa (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Non sguaina la spada come è abituato a fare ogni tanto, ma si capisce che la vicenda è stata mal digerita. Il direttore artistico di Umbria Jazz Carlo Pagnotta, mercoledì durante la presentazione dell’edizione numero 43 del festival ha parlato anche dell’ormai noto milione di euro assegnato dal Mibact a quelle cinque città italiane (Perugia, Lecce, Ravenna, Cagliari e Siena) scelte come capitali italiane della cultura 2015 dopo essere state sconfitte da Matera, nominata Capitale europea della cultura 2019. Soldi dei quali il festival non ha visto neppure un euro: «Qualcosa – risponde Pagnotta ai giornalisti – ci aspettavamo. Avevamo partecipato agli incontri per Perugia 2019 ma poi sappiamo che il Comune ha i suoi problemi… però se c’è un milione per Perugia e a noi non arriva un centesimo qualcosa da dire c’è, ma andiamo avanti lo stesso».

VIDEO: PARLANO PAGNOTTA, MARINI E ROMIZI

Concerti Chiuso il capitolo, Pagnotta guarda al programma godendosi i sette concerti in esclusiva italiana che il baby fenomeno Joey Alexander, 13enne, terrà a Perugia: «Giorni fa – racconta – era impegnato a Chicago con la Symphony Orchestra con un cachet di 25 mila dollari. Ma noi gliene daremo meno». Il direttore rispedisce poi al mittente anche le polemiche su Mika: «Su questo concerto – ha detto – le polemiche lasciano il tempo che trovano. Ricordo che ci criticarono anche nel 1987 quando portammo Sting con Gil Evans, e poi voglio ricordare che a Montreux sono andati la Nannini e Ramazzoti; cosa che finché sarò vivo io qui non accadrà mai. Alle contaminazioni c’è un limite». Messi i puntini sulle i Pagnotta si gode anche «gli importanti concerti gratuiti per i quali c’è un’impennata di qualità», i giovanissimi come Alexander, il cinese A Bu e Collier, l’intera serata dedicata al blues, l’omaggio a Tamburini e tutti gli altri grandi artisti che si alterneranno sui palchi del festival.

DA MIKA A SHAKESPEARE PASSANDO PER FRESU: TUTTO IL PROGRAMMA

Mi dovrete sopportare «Noi – dice – sediamo al tavolo dell’International jazz festival organisation con altre realtà che possono contare su 10-15 milioni di budget, mentre noi su circa tre in tutto. Il fatto che siamo lì però significa che siamo riusciti a lasciare un segno». Un segno che Pagnotta vuole lasciare ancora a lungo: «Ricordo che George Wein – dice -, creatore del festival di Newport, ha 91 anni. Se non mi licenziano e non mi rincoglionisco mi dovrete sopportare per qualche altro anno». Dal suo punto di osservazione invece la presidente Catiuscia Marini parla di un festival «di qualità che può contare su un pubblico di appassionati e che rappresenta anche un grande veicolo di promozione dell’Umbria contemporanea», come testimoniato dalla missione in alcune città cinesi che si è chiusa pochi giorni fa.

FOTOGALLERY: LA PRESENTAZIONE

Il sogno La presidente svela poi quello che al momento è «un sogno», ovvero «una terza edizione permanente, accanto a quella estiva di Perugia e invernale di Orvieto, all’estero. Chissà, magari quando troveremo i partner giusti». Per il momento la Regione «ha confermato anche quest’anno un impegno economico importante per continuare a garantire risorse in modo da non abbassare la qualità artistica del programma. Come dimostrano le collaborazioni con le tante istituzioni, Umbria Jazz è piantata nel cuore di Perugia». Un festival che, insieme a quello dei Due Mondi di Spoleto e a quello delle Nazioni di Città di Castello sarà promosso nel corso di due presentazioni: la prima il 23 maggio a Roma, al teatro Argentina, e la seconda il 31 maggio a Milano. «È un’Umbria Jazz – ha osservato invece il sindaco Andrea Romizi – che torna alla grande, anche per quanto riguarda la collaborazione tra le istituzioni, che dovrà essere sempre di più un valore aggiunto e un metodo di lavoro per il futuro. Anche grazie a questo festival Perugia è davvero la Capitale dei giovani 2016».

Twitter @DanieleBovi

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