sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 19:12
20 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:19

Ostello di Ponte Felcino, botta e risposta Pd-Comune. Cicchi: «Mai tirati indietro su accoglienza»

I dem chiedono che non si soffi sul fuoco della demagogia. L'assessore: «Collaboriamo con le associazioni per inclusione sociale, no a sterili polemiche»

Ostello di Ponte Felcino, botta e risposta Pd-Comune. Cicchi: «Mai tirati indietro su accoglienza»
L'assessore Edi Cicchi

Botta e risposta tra Partito democratico e Comune di Perugia sulla questione dell’ostello di Ponte Felcino, oggetto di un ordine del giorno approvato, nei giorni scorsi, in IV commissione con i voti della maggioranza di centrodestra, sulla riqualificazione della villa che oggi ospita i richiedenti asilo nella fase della prima accoglienza.

Pd accusa Il gruppo Pd in Consiglio comunale e la segreteria cittadina accusano l’assessore Cicchi di fare «demagogia sulla pelle di persone che sfuggono la miseria e cercano una vita dignitosa». L’assessore al Welfare viene accusato di aver fatto dichiarazioni gravi che «destano sconcerto, tanto più perché pronunciate da una persona vicina al mondo cattolico». L’ostello di Ponte Felcino, per il Pd «non deve essere ‘liberato’, il quartiere non ha bisogno di dividersi ma di costruire una rete di accoglienza, sconfiggendo le paure e praticando la solidarietà. Vorremmo sapere cosa ne pensa il sindaco Romizi, che partecipa alle riunioni col prefetto sulla gestione dei migranti. È evidente che proposte come questa, che oggi ottengono il plauso di CasaPound e Forza Nuova e che evidentemente rendono la nostra città più disuguale, non otterranno il nostro voto».

La risposta L’assessore Cicchi, in una nota precisa che «l’Amministrazione comunale, fin dal primo momento, è stata impegnata nel complesso compito della gestione dell’emergenza profughi, sebbene sia sempre necessario ricordare che la responsabilità del Comune di Perugia in relazione alla questione immigrazione è riferita alla gestione dello Sprar in via del Favarone e non di tutto il sistema di accoglienza. Con questa premessa – aggiunge Cicchi – vogliamo ribadire però che il nostro Comune mai si è tirato indietro dalla responsabilità della gestione dei flussi migratori poiché sappiamo benissimo come l’arrivo dei migranti impatti sulle comunità cittadine. Il nostro compito è trovare modalità di convivenza che tendano a favorire l’inclusione sociale, compresa quella dei profughi. Per questo motivo stiamo collaborando con l’associazione (Arci) che gestisce l’accoglienza, attraverso il bando della prefettura e con la Prefettura stessa. Vorremmo inoltre sottolineare il fatto che è stata la nostra Amministrazione, con il tramite della Prefettura, a sollecitare molti Comuni, tra cui anche quelli di centro sinistra, che in un primo momento avevano chiuso le porte all’accoglienza, a riaprire un dialogo».

Sterile polemica L’assessore sottolinea poi come «il Partito democratico in IV Commissione ha deciso di abbandonare l’aula al momento della votazione, senza essere mai intervenuto in merito alla questione durante tutta la seduta, per poi successivamente adoperarsi per innescare una sterile polemica. Vorremmo ricordare che qui non si tratta di questione cattolica, né di questione laica, si tratta piuttosto di una questione di civiltà. Per questo continuiamo a lavorare consci dell’emergenza in atto da tempo, consapevoli che si può sempre migliorare e trovare soluzioni più funzionali per il territorio e per la dignità di chi viene accolto».

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