giovedì 27 giugno - Aggiornato alle 01:17

Verre bloccato e centrocampo imballato: la vendetta di Bucchi contro un Grifo non corazzato

Il Pagellone: stavolta l’allenatore dei campani ordina una partenza a razzo a differenza del play off passato, funziona la coppia Han-Sadiq

La delusione di Verre (©️Fabrizio Troccoli)

di Mario Mariano

Bucchi ha incassato i fischi ma pure i tre punti. Dalla vita non si può avere tutto, ciascuno ha una verità da raccontare, un ricordo che non si cancella. La stagione di Bucchi a Perugia è legata a quella partita dei play off contro la squadra che ora gli è cara. A precisa domanda disse: «Abbiamo scelto di studiare l’avversario nel primo tempo per affondarlo nel secondo». Santa inesperienza, anche nel calcio vige la legge per cui chi picchia per primo, picchia due volte. Questa volta Bucchi ha cambiato strategia, si è ravveduto, è partito forte, e non si è fermato più. Per la verità la sensazione è stata che i due allenatori a partita in corsa abbiano inciso davvero poco, visto che il pallone viaggiava alla velocità di una pallina da flipper. Semmai possono aver avuto incidenza nella ripresa, quando il ritmo si è abbassato anche se non di molto. Certo è che Bucchi dopo la frittata scotta di due anni fa non può pretendere eterno amore.

LA CRONACA

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Rigori benedetti da Nicchi Piuttosto per venire a capo di una partita complicata ha dovuto beneficiare di due calci di rigore, benedetti in tribuna stampa anche da Marcello Nicchi, grande capo degli arbitri che ha applaudito Dionisi, giacchetta nera di belle speranze, che sul primo penalty ha avuto bisogno del guardalinee che in cuffia gli ha comunicato che sul tiro di Coda il pallone aveva urtato il braccio di Sgarbi. La sesta sconfitta era ancora lontana quando Viola ha trasformato il primo rigore, ma a dare un segnale indicatore è stato il goal del 3-2 a una manciata di secondi dal tè caldo. Le certezze si sono rimpicciolite anche perché era apparso chiaro il pomeriggio no di Verre, Dragomir e Carraro. Con un centrocampo di colpo a scartamento ridotto il Benevento ha potuto abbassare le marce e comunque rischiare tanto. Solo che Sadiq e Han giocando senza risparmiarsi mai poi perdevano di lucidità sotto rete.

Gabriel: A fargli meritare la sufficienza lo straordinario intervento su Coda che ha tenuto il risultato in sospeso. Lenta la spinta sul terzo goal e tanti altri errorucci, compresi quelli nelle rimesse. Voto: 6

El Yamiq: Al rientro non ha l’agilità nel contrastare chi si infila dalle sue parti, tanti errori nei passaggi, alcuni decisivi. Zelante in fase di possesso. Voto:  5.5

Gyomber: Sarà pure un combattente senza paura ma gli assalti a volte vanno a colpire le caviglie dei beneventani. Irruente in ogni zona del campo, un sabato da dimenticare. Voto: 4.5

Sgarbi: Forse si era abituato bene, ma aveva sbagliato i conti: gli sfrecciano da tutte le parti attaccanti giocolieri e centrocampisti fini dicitori, cui resta difficile togliergli il pallone. Voto: 5+

Mazzocchi: È tra i pochi a salvarsi anche perché nella ripresa è di quelli più vivaci anche se ci scappa qualche cross fuori misura. Voto: 6

Falzerano: Una partenza a razzo ma poi non azzecca più una ripartenza che sia una e non è che nella ripresa riprenda quota. Prestazione a scartamento ridotto. Voto: 5.5 (dal 29′ st Vido: Entra subito in partita e affonda nel cuore della difesa. Dilapida una palla goal ma serve un assist al bacio a Sadiq. Se tre indizi fanno una prova sembra recuperato. Voto: 6)

Carraro: Stranamente spaesato, perfino supponente quando pensa di giocare senza la dovuta concentrazione. Colpa dei troppi elogi? A lui la risposta, intanto si faccia dire da Nesta qual è l’unica soluzione per risalire la china quando un centrocampista gira a vuoto. Voto: 5 (dal 22′ st Bianco: La sua andatura è utile quando occorre abbassare il ritmo, non quando c’è da stringere i tempi. Non incide. Voto: 5.5)

Dragomir: Prestazione anonima, anche lui tagliato fuori dal gioco, con l’aggravante di un errore sotto rete che poteva riequilibrare la partita. Voto: 5+

Verre: Non è solo che non riesce a indirizzare un solo tiro nello specchio della porta, è che lo marcano così bene tanto da limitarne il raggio d’azione. Forse la fascia di capitano e i 12 goal gli pesano tanto, ma è chiaro che deve aspettarsi anche in seguito lo stesso trattamento riservatogli da Bucchi. Voto: 5

Sadiq: È tutto e il suo contrario, non è mai grigio ma semmai rosso e bianco perché porta tante fascine ma alcune le dissemina per strada. La media con lui è sempre necessaria. Voto: 6.5

Han: Funambolo e poi elettrico. Verrebbe da chiamarlo Duracel, ma a forza di scattare le pile si scaricano anche a lui. Voto: 6.5

Nesta: Sorpreso anche lui dal ritmo della partita, la sensazione è che non trovi disposizioni da dare per abbassare il ritmo che può favorire solo la squadra più esperta. Giusto puntare su Sadiq-Han, ma i cambi non aggiungono nulla. Continua a raccomodare all’ambiente di non perdere entusiasmo, ma l’aiuto ora deve venire dalla squadra. La gente anche stavolta ha fatto il suo, apprezzando almeno l’impegno. Voto: 5.5

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