domenica 22 settembre - Aggiornato alle 16:35

«Università al voto, elettori devono scegliere un candidato autonomo e svincolato dai partiti»

L’intervento del professor Roberto Sorrentino: «Un cambiamento di paradigma culturale è assolutamente necessario»

L'inaugurazione dell'ultimo anno accademico (foto F.Troccoli)

Dopo l’intervento sul tema sanità del professor Fausto Elisei, candidato rettore dell’Università di Perugia, pubblichiamo quello del professor Roberto Sorrentino, che si schiera con Ambrogio Santambrogio, sulle stesse problematiche.

di Roberto Sorrentino

Il recente scandalo, che ha coinvolto la sanità umbra e i vertici della Regione, si presta a varie riflessioni. Al di là dei risvolti giudiziari, sui quali si esprimerà la magistratura, dalle intercettazioni telefoniche emerge tuttavia un quadro sconsolante e avvilente. Vertici dell’istituzione ospedaliera preoccupati, a quanto pare, solo di assecondare i referenti politici, senza un briciolo di autonomia e, vorrei dire, di dignità. Il nocciolo del problema è, purtroppo, culturale prima che politico. Da decenni abbiamo assistito a una progressiva invasione della sfera politica, che non ha trovato i necessari anticorpi nel tessuto culturale della popolazione, troppo interessata al piccolo beneficio personale che poteva derivargli dalla prossimità con una forza politica. La cultura del nostro territorio (e non solo) si è ormai assuefatta a questa malsana pervasività, né si ribella salvo che in occasione dei periodici scandali, senza capire che il problema siamo tutti noi. Per questo, temo che anche i probabili rivolgimenti politici non porteranno benefici se non si cambierà questa nefasta mentalità di tipo assistenzialista.

A questo si aggiunge un’altra caratteristica del nostro territorio, l’autoreferenzialità di gruppi di interesse e di potere. Perugia sembra strutturata in camere stagne, enclave dove si coltivano interessi particolari ed esclusivi, impermeabili a politiche di lunga portata e lungo respiro. In questo contesto opera l’istituzione universitaria, la più importante istituzione culturale (non voglio usare l’espressione deviante di “industria”) della regione. Qualificatissima istituzione, e di nobilissima tradizione, che tuttavia ha visto impoverire, da un ventennio a questa parte, per motivi endogeni ed esogeni, le sue risorse, il numero di studenti, i servizi. Siamo alla vigilia di un’importante elezione, quella del Rettore dell’università di Perugia, un’elezione che potrebbe cambiare il destino non solo dell’università ma della città e della regione tutta.

Se una rinascita culturale, indispensabile per uscire dall’intreccio della politica con le altre istituzioni pubbliche, è possibile, questa deve partire dall’università. Docenti, studenti, personale hanno la possibilità di compiere un’autentica rivoluzione scegliendo un rettore che si ispiri nettamente al principio dell’autonomia, sia del tutto svincolato da legami apparenti o adombrati con il mondo dei partiti. Il rettore deve dialogare con tutte le istituzioni e principalmente con quella regionale, ma su un piano di autonomia e non di dipendenza. Un cambiamento di paradigma culturale è assolutamente necessario affinché questa regione, che tante risorse possiede, possa voltare pagina e cessare di essere testimone di scandali avvilenti. Mettiamo da parte le commistioni con la politica, i suonatori di fanfara e i venditori di fumo.
Non tralasciamo quest’occasione. La rinascita è possibile, il candidato c’è.

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