domenica 24 maggio - Aggiornato alle 23:30

Un’alleanza per i bambini: cooperazione sociale pronta per riattivare i servizi educativi

Bernardoni (LegacoopSociali): «Collaborare con famiglie, scuole e enti locali per provare a recuperare il tempo perduto»

di Andrea Bernardoni*

Dal 18 maggio sono state riaperte le attività economiche, molti sono tornati nei luoghi di lavoro, altre persone dopo 2 mesi sono tornati dal parrucchiere o dal barbiere, al bar o al ristorante. Anche i negozi ed i centri commerciali hanno riaperto le porte. Per gli adulti la Fase 2 è coincisa con un lento e progressivo ritorno alla normalità.

Per i bambini e gli adolescenti, invece, nulla è cambiato. La scuola continua nella modalità on-line, accrescendo le diseguaglianze nell’apprendimento, i nidi e le scuole materne continuano a rimanere chiusi e non ci sono certezze per la riapertura di settembre. Anche le aree giochi negli spazi verdi delle nostre città non possono essere utilizzati. Se tutto andrà bene alcuni bambini potranno frequentare i centri estive a partire dal 15 giugno, ma ad oggi non ci sono certezze.

In questo processo di riapertura – come ha affermato Stefano Merler, ricercatore della Fondazione Bruno Kesler che ha fornito al Governo, durante il lockdown, i dati e gli scenari per la Fase 2 – i bambini sono stati esclusi perché si è deciso di concentrarsi sull’economia.

Secondo una ricerca realizzata da Save the Children nel 2018 la frequenza dei servizi educativi raddoppia le possibilità di successo scolastico per i bambini che vivono in famiglie socialmente ed economicamente disagiate. Riaprire i servizi educativi e garantire l’accesso a tutti i bambini è quindi una priorità per ridurre le diseguaglianze e garantire pari opportunità ai nostri figli.

Sino ad ora il bisogno di gioco, di socialità, di movimento dei bambini e dei ragazzi ha avuto un ruolo marginale nelle decisioni del Governo ed a cascata degli enti locali.

È giunto il momento di provare a recuperare il tempo perduto facendo quanto è nelle possibilità degli attori pubblici e privati per tornare a garantire ai bambini ed ai ragazzi la possibilità di svolgere attività educative insieme ai loro coetanei. Il Decreto Rilancio all’Art. 112 prevede risorse per il potenziamento dei centri estivi e per il contrasto della povertà educativa. In tal senso importante è la sperimentazione della Provincia Autonoma di Bolzano che individuando linee guida semplici e di facile applicazione che permetteranno la riapertura di servizi educativi sostitutivi delle scuole elementari e delle materne a partire dal 27 maggio.

In Umbria serva un’alleanza per garantire a tutti i bambini della regione, a partire dal 15 giugno, una capillare rete di servizi educativi a cui tutti i bambini devono poter partecipare. Dobbiamo accelerare i tempi ed essere pronti per questa data, superando i problemi burocratici ed organizzativi che rischiano di far slittare ancora in avanti la ripartenza per i nostri bambini.

Dobbiamo, inoltre, utilizzare il periodo estivo per sperimentare modelli educativi e didattici nuovi e flessibili. Sarà importante anche utilizzando gli spazi e le competenze presenti nella comunità locali con l’obiettivo di costruire vere e proprie comunità educanti necessarie per supportare una scuola sempre più chiusa in se stessa.

Di fronte a questa sfida la cooperazione sociale, capillarmente presente in tutta l’Umbria, con educatori altamente qualificati è pronta a fare la sua parte, collaborando con le famiglie, le scuole e gli enti locali nell’interesse dei bambini e dei ragazzi.

*Responsabile LegacoopSociali Umbria

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