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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 08:30

Umbria Pride, contro Romizi atteggiamento manicheo: la lettera a Umbria24

Caro direttore lei manca di rispetto al Sindaco lo considera una sorta di banderuola, senza personalità, succube di altri

Romizi con Bucaioni in Comune

Pubblichiamo di seguito il testo integrale di una lettera critica a Umbria24 scritta da Gianni Porzi, cittadino perugino e docente di Chimica organica all’università di Bologna. Porzi fa riferimento all’articolo pubblicato con il titolo ‘Romizi ostaggio di Pillon, Tesei magicamente liberale’. Il testo della mail a cui è allegata la lettera recita così: Egregio direttore, immagino che non pubblicherà la mia nota critica al suo articolo pubblicato il 25 giugno che le invio in allegato. Tuttavia, gliela mando ugualmente anche perchè le offro l’occasione per smentire le mie affermazioni.

di Gianni Porzi

Il solito “atteggiamento manicheo”: da una parte il bene e il vero, dall’altra il male e il falso. Un atteggiamento di superiorità che non si capisce poi su cosa si basi se non sulla supponenza. Mi è capitato di leggere il suo articolo del 25 giugno sulla diatriba scatenatasi sull’Umbria Pride in merito alla questione del patrocinio alla manifestazione organizzata dalle associazioni Lgbt. In sostanza lei afferma che la scelta del Sindaco Romizi di non concedere il patrocinio è stata una “scelta non liberale”, mentre quella della Presidente Tesei è stata una “scelta liberale”. Questa è una opinione che non condivido affatto. Essere liberare significa essere rispettoso della “libertà di tutti” e quindi essere antitetico a qualsiasi atteggiamento che manchi di rispetto ad alcuni cittadini da parte di altri cittadini. Siamo da tempo abituati all’abuso del termine “liberale”, come pure alle pagelle della citata parte politica sempre puntuale nell’assumere l’atteggiamento manicheo di dividere il mondo in due parti, quelli che la pensano come loro e quelli che invece hanno opinioni diverse. Inoltre, Direttore, lei ha mancato di rispetto al Sindaco Romizi affermando che avrebbe sicuramente concesso il patrocinio se non fosse stato condizionato dai conservatori/tradizionalisti i quali avrebbero fatto una forte opposizione al patrocinio. Cioè, considera il Sindaco una sorta di banderuola, senza personalità, succube di altri. Siamo alle solite e cioè quando non si hanno argomenti a sostegno delle proprie posizioni si cerca di screditare chi non è allineato. Il Sindaco, a mio avviso, ha invece dimostrato personalità e coerenza, al contrario della Presidente Tesei che sembrerebbe sia stata “folgorata” da posizioni che i vertici dei Partiti, sia locali che nazionali che sostennero la sua candidatura, non approvano affatto (cioè matrimoni gay, utero in affitto, teoria gender, genitore 1 e 2). In merito poi alle reali intenzioni di Romizi e della Tesei, lei direttore si erge a giudice e, come già detto, dà le pagelle, in tal caso, oltretutto, basandosi su ipotesi, cioè sul nulla. Vorrei ricordare che le manifestazioni organizzate dalle associazioni Lgbt, ormai arcinote, non hanno lo scopo di “promuovere e salvaguardare i diritti civili”, come vanno dicendo i promotori, perché i diritti civili sono già salvaguardati dalla Legge. Piuttosto, la finalità è ben altra, è quella di tenere atteggiamenti provocatori (si vedano foto e filmati), di screditare la famiglia tradizionale, e i legami secondo natura, denigrare i difensori di certi valori, la cristianità e le Istituzioni custodi del sentimento cristiano. Quindi, se il rappresentante di una Istituzione, democraticamente eletto, non ritiene che certe manifestazioni meritino apprezzamento per i loro contenuti e finalità è suo diritto non concedere il patrocinio, come avvenuto sia a Perugia che a Terni. Infine, si può essere credenti o no, ma la Religione va comunque rispettata, rientrando a far parte dei tanto declamati/invocati “diritti civili”.

Risposta

Grazie anche per il tono. Non replico sul merito, l’articolo credo dia motivo, ampiamente, di trovare risposta alle affermazioni che contiene. Neppure sulla presunta supponenza, poiché l’articolo mi sembra un elementare esercizio giornalistico. Lei contesta l’attribuzione di liberale. Io continuo a credere che l’evidenza dei fatti dimostri questo. Tra l’altro il termine liberale, nella sua accezione storica o contemporanea, è legato, ai diritti civili. A suo avviso Romizi ha fatto bene con una manifestazione che ‘manca di rispetto ad altri cittadini’. Se questa fosse la ragione, la decisione sarebbe stata frutto di un pregiudizio, magari fondato, ma preventivo. Logica comprensibile nel libero esercizio del pensiero, meno in quello istituzionale. Come lui, hanno fatto tanti in Italia e nel mondo. Diritto incontestabile. Ma giudicabile. Quanto al fatto che Romizi l’avrebbe concesso il patrocinio, Umbria 24 conferma quanto appreso, pensato, scritto e non smentito. Con cordialità. Maurizio Troccoli

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