venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:42

Umbria, è la prima regione in Italia per lavoro a chiamata: + 20,7%

I dati sono relativi al terzo trimestre di quest’anno. Cgil: «E’ il lavoro più povero in assoluto»

di Mario Bravi
Ires Cgil 

Il lavoro a chiamata (detto anche intermittente o “job on call”) è una delle forme più povere e precarie del variegato e complicato mercato del lavoro italiano. Può durare anche un solo giorno ed è presente soprattutto nei settori del turismo, dello spettacolo, della guardiania e della reception. Questa tipologia di lavoro ha avuto una vera e propria esplosione nella nostra regione, dove il lavoro precario continua ad estendersi. Infatti, se guardiamo i dati estratti dall’osservatorio nazionale sul precariato dell’INPS, la situazione relativa al secondo trimestre 2019 è la seguente:

 

REGIONITREND DELLE ASSUNZIONI INTERMITTENTI
UMBRIA+20.7%
MARCHE+20.4%
EMILIA ROMAGNA+16.2%
LIGURIA+16.0%
ABRUZZO+14.0%
TOSCANA+12.3%
VALLE D’AOSTA+11.4%
PIEMONTE+10.7%
LOMBARDIA+10.5%
BASILICATA+10.4%
VENETO+10.2%
FRIULI VENEZIA GIULIA+10.2%
PUGLIA+10.1%
ITALIA+9.9%
TRENTINO ALTO ADIGE+8.3%
MOLISE+7.0%
LAZIO+5.0%
SARDEGNA+4.6%
SICILIA+3.4%
CAMPANIA+2.8%
CALABRIA+2.9%

 

Inoltre il dato dei contratti intermittenti attivati nella nostra regione è il seguente per quanto riguarda il secondo trimestre 2019:

 

MESINUMERO CONTRATTI
GENNAIO932
FEBBRAIO902
MARZO1.426
APRILE1.671
MAGGIO1.201
GIUGNO1.598
TOTALE7.735

Questi dati dovrebbero far riflettere tutti, con l’obiettivo di individuare strumenti seri di politica economica, che rimettano al centro il valore e la dignità del lavoro!

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