sabato 24 ottobre - Aggiornato alle 10:35

Terni, Petrelli (Ugl): «Il carcere è un problema. Sicurezza della città sempre più a rischio»

Il carcere di Terni

di Francesco Petrelli*

Terni è ormai una città insicura dove la camorra sta lentamente prendendo possesso. Perchè siamo arrivati a questo punto?

L’arrivo a Terni nell’aprile scorso di 288 detenuti As3, dopo che l’anno precedente erano arrivati una 20ina circa di detenuti di tipologia As2 e considerando l’ormai datata presenza di 30 soggetti detenuti al 41 bis, nel territorio provinciale e nell’asse Spoleto-Terni. La struttura di Terni dapprima Casa circondariale a media sicurezza è ora diventata ad alta sicurezza.

Il disagio sociale e la percezione di insicurezza sono le principali cause del malessere che si riscontrano in città.

Il mix della malavita è appetibile per le associazioni a delinquere che attraverso i loro congiunti possono tranquillamente portare avanti i loro traffici illegali. I colloqui giornalieri e i contatti tra le famiglie sono il primo passo della continuazione di qualsiasi attività criminosa. Nell’ultimo anno sono aumentati i reati nella Provincia del 4,5% , sono aumentati gli appalti e i bandi di gara al massimo ribasso, le truffe indicano Terni in ottima posizione nella graduatoria degli illeciti a livello nazionale, i dati di Libera confermano le infiltrazioni in tutto il comprensorio, i cittadini si sentono sempre meno sicuri e le forze dell’ordine nella sinergia auspicata dal Prefetto non possono garantire autonomamente e adeguatamente tutte le attività’ investigative.

Le problematiche dell’infiltrazione criminale sono state sottovalutate dagli organi preposti come la direzione,il provveditorato dell’amministrazione penitenziaria, (ormai prossimo a sbarcare in Toscana nel ridimensionamento degli enti e nell’organizzazione nelle macro regioni) dal prefetto di Terni (che da dicembre non avrà più il suo ruolo istituzionale complice la cancellazione delle Province e con la costituzione di una prefettura regionale). Il controllo capillare di tutti i corpi di sicurezza provinciali con il decreto sugli enti locali cambierà l’assetto di tutta la prevenzione e non dimentichiamo il sottosegretario al ministro degli interni Bocci che si è solamente interessato al sovraffollamento carcerario disinteressandosi del rischio connesso all’insediamento di soggetti permeabili alle infiltrazioni dichiarando che Terni è una città sicura.

Non è cosi’ e tutti i dati lo dimostrano!

Un patto per la sicurezza di Terni come preannunciato dall’assessore regionale alla sicurezza Paparelli come quello siglato a Perugia è necessario e indispensabile. Terni vive una crescita esponenziale della delinquenza a vario titolo. Microcriminalità o macrocriminalità come ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Minniti al convegno internazionale sulla sicurezza sono sullo stesso piano nell’ottica di una politica urbana di salvaguardia della sicurezza del cittadino.

E intanto il carcere di Terni non è in grado di ospitare i reclusi ‘eccellenti’, personale non adeguato per numeri e 47 distaccati in altre sedi a vario titolo, di cui più di un elemento al ministero della giustizia e alla presidenza del consiglio.

Le strutture non sono idonee e confacenti, le sale colloqui piccole e poco accoglienti, assenza di parcheggi per i familiari che tutti i giorni con le proprie autovetture intralciano il traffico davanti a strada delle Campore fino ai servizi più elementari di assistenza.

I detenuti e i familiari convivono giornalmente con le carenze della gestione del penitenziario di Terni. La sicurezza è a rischio all’interno struttura ma soprattutto all’esterno.

La direzione impiega troppe risorse nella gestione degli As3 portando al disinteressamento delle normali esigenze degli ospiti ‘meno famosi’.

I detenuti comuni sono i primi a soffrire la presenza degli ‘illustri ospiti’. Il nuovo padiglione a fine novembre è’ ancora sprovvisto del riscaldamento, blackout continui, interruzioni delle line telefoniche e acqua calda con il contagocce.

Reclusi di serie A e di serie B , questo è veramente inammissibile, garantismo e rispetto dei diritti umani sono imprescindibili.

La situazione è insuperabile, i carichi di lavoro sono in aumento e solo uno spostamento – o a Spoleto, come richiesto a livello regionale dalle sigle sindacali, o in un istituto adatto – consentirebbe di ristabilire un ordine per tutte la nostra città. Rispetto per chi vorrebbe vivere una reclusione dignitosa e rispetto per la città’ contro il disinteresse di chi dovrebbe garantire la sicurezza.

La città di Terni attanagliata dalle problematiche della vertenza delle Acciaierie e dalla recessione economica di tutte le attività commerciali e’ pervasa da una crisi generalizzata. Una città multietnica che non è riuscita a creare una vera integrazione nel proprio tessuto sociale ed e’ preda dell’espansione delle infiltrazioni criminali.

La città merita rispetto dalle istituzione e la sicurezza percepita non è quella che il sindaco vuole far crederci. La sicurezza è un diritto e i cittadini la esigono.

*Vice segretario regionale Ugl Polizia Penitenziaria

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.