martedì 23 luglio - Aggiornato alle 19:43

«Sulle dimissioni basta tatticismi e logiche autoreferenziali: occorre uno scatto d’orgoglio»

L’appello di un gruppo di giovani che militano in diverse associazioni: «Prendiamo le distanze da un modo di intendere e di vivere la politica che non ci rappresenta»

L'aula del consiglio regionale (foto ©️Fabrizio Troccoli)

Hanno dai 17 ai 31 anni e militano in diverse associazioni giovanili della galassia di centrosinistra gli estensori di un appello, pubblicato nelle scorse su ipetitions, che in vista del voto di sabato in consiglio regionale sulle dimissioni della presidente Catiuscia Marini chiedono di voltare pagina.

Siamo un gruppo di donne e uomini, giovani e meno giovani, amministratori, militanti, simpatizzanti, attivisti nel mondo dell’associazionismo e della cooperazione, impegnati ogni giorno tra la gente, nei territori, per costruire con serietà e dedizione una reale alternativa alle facili risposte dei populismi di vario genere. Scriviamo queste righe perché dal 13 aprile scorso, esattamente un mese fa, sentiamo l’urgenza di tracciare un solco profondo tra un noi e un loro: tra noi che concepiamo la politica come impegno per affermare idee, progetti e valori al servizio delle persone, e chi l’ha usata per interessi personali o fini clientelari. Questo solco serve a distinguere, in maniera netta e inequivocabile, non tanto e non solo chi scrive, ma soprattutto le molte persone per bene della società umbra che, per passione e senza tornaconti di alcun genere, sacrificano il tempo libero per dedicarlo o all’impegno quotidiano o alla semplice partecipazioni saltuaria alla vita politica della nostra regione e sentono di non avere nulla a che fare con i modi, i toni e i contenuti che siamo costretti a leggere quotidianamente sui mezzi d’informazione.

La fatica e il ritardo nel pronunciare le uniche parole possibili per tornare in sintonia con le persone, ovvero quelle di scuse e di assunzione di responsabilità, e il rinvio da parte della maggioranza in consiglio regionale della discussione in merito alle dimissioni della presidente Marini ci impongono di prendere le distanze da un modo di intendere e di vivere la politica che non ci rappresenta. Un modo di concepire la rappresentanza e le istituzioni che denota la mancanza di visione e di prospettiva da parte di un gruppo dirigente chiuso in se stesso. Siamo convinti che la comunità riformista e progressista dell’Umbria non possa e non debba permettersi di rimanere ostaggio di logiche autoreferenziali e tatticismi logori, ormai incomprensibili al di fuori dei palazzi e della cerchia degli addetti ai lavori. Al contrario occorre uno scatto d’orgoglio, un cambiamento radicale nel modo di pensare e di agire, ancor prima dei volti e dei nomi, per uscire dalla situazione critica in cui alcuni ci hanno gettato.

Occorre ristabilire il rispetto per questa comunità profondamente ferita e tradita, che si sente umiliata e tradita dalle vicende degli ultimi mesi, ma che conserva un inestimabile valore. Una comunità che ha la necessità di ritrovare se stessa e il proprio futuro attraverso un processo di profondo cambiamento. Per costruire il futuro bisogna, prima di tutto, difendere la propria storia e tutelarla anche dai soggetti che l’hanno gettata nel fango: la nostra storia in Umbria è una storia di buon governo, di gente onesta, di rappresentanti al servizio delle istituzioni e di una collettività al servizio dei propri territori. Oggi, oltre a difendere la storia, dobbiamo anche riaccendere la speranza: soltanto tornando ad avere proposte chiare, valori di riferimento precisi, aprendoci alle migliori energie della società, affrontando i problemi reali di chi ci circonda, potremo ristabilire una connessione sentimentale con le persone, avere un reale valore sociale ed essere forza propulsiva per il miglioramento della qualità della vita degli umbri. Riteniamo sia arrivato il momento di prendere scelte coraggiose, come ci chiede il nostro popolo, e non di galleggiamento, come quelle a cui abbiamo assistito fino ad oggi. Perché il domani appartiene a chi ha il coraggio di inventarlo. Scriviamo questo appello proprio perché crediamo nel valore dell’essere comunità e perché siamo convinti di poter ricostruire, tutti insieme, un nuovo corso.

I promotori

Angela De Nicola, Garante degli Studenti ADiSU, 22 anni
Alessandro Biscarini, Presidente del Consiglio degli Studenti dell’Università di Perugia, 25 anni
Diego Angeli, Membro Segreteria Giovani Democratici dell’Umbria, 23 anni
Eugenio Ranfa, Coordinatore Provinciale Altrascuola-Rete degli Studenti Medi Perugia, 18 anni
Filippo Alunno Rossetti, Direttivo ANPI Studentesca, 24 anni
Giorgio Carrese, Direttivo ANPI Studentesca, 23 anni
Giorgio Tripeoli, Coordinatore Provinciale Rete degli Studenti Medi Terni, 17 anni
Giulia Falcinelli, Segretario Giovani Democratici Terni, 27 anni
Giulia Titoli, Responsabile Organizzazione Nazionale Rete degli Studenti Medi, 22 anni
Jacopo Castelletti, Segretario Circolo ARCI Il Porco Rosso, 26 anni
Lorenzo Mazzanti, Presidente Consulta Provinciale degli Studenti, 19 anni
Lorenzo Gennari, Coordinatore Sinistra Universitaria Udu Perugia, 23 anni
Leonardo Simonacci, Presidente ANPI Studentesca, 24 anni
Massimiliano Rrapaj, Presidente Circolo ARCI Il Porco Rosso, 23 anni
Matias Cravero, Coordinatore Altrascuola- Rete degli Studenti Medi Umbria, 20 anni
Michael Cargnelutti, Direttivo ANPI Studentesca, 23 anni
Michelangelo Grilli, Coordinatore Giovani Democratici dell’Umbria, 25 anni
Rosela Ujkaj, Coordinatore Rete degli Studenti Medi Foligno, 19 anni
Ruben Carletti, Segretario Giovani Democratici Perugia, 26 anni
Vanessa Stufera, Vice-Segretaria Giovani Democratici dell’Umbria 31 anni

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