lunedì 24 settembre - Aggiornato alle 19:07

Sindaci Pd: «A un mese dalla sconfitta ancora tatticismi e rancori. Candidiamo figure credibili»

Il documento di sei primi cittadini dem in vista del voto: «Dovranno essere in sintonia con bisogni e sogni dei cittadini»

Il simbolo del Pd (foto F.Troccoli)

Dopo le elezioni dello scorso 4 marzo si è, nei fatti, aperta una nuova stagione politica che coinvolge non solo la sfera nazionale, ma altresì impone una forte presa di coscienza anche nei livelli istituzionali regionali e locali. A un mese dalla più pesante sconfitta, nel centro sinistra e nella sinistra nel suo complesso non si percepiscono segnali tangibili di inversione di tendenza, il tempo sembra essersi fermato e continuano a prevalere, purtroppo, tattica, rancori personali, divisioni, riposizionamenti più o meno evidenti, l’esatto contrario di ciò che con il voto gli elettori hanno voluto significarci. Da amministratori locali quotidianamente a contatto con i cittadini e con i loro problemi, sappiamo bene quanto certi modi di atteggiarsi e di fare siano distanti anni luce da quello che una volta da tanti (forse troppi) veniva definito il «nostro popolo».
Quel popolo oggi ci ha chiesto di invertire da subito la rotta, di tornare ad ascoltare, di valorizzare le cose che uniscono piuttosto che solo e sempre quelle che dividono e soprattutto ci ha chiesto a gran voce proposte forti e credibili per affrontare il disagio crescente, l’incertezza sul proprio futuro, l’impossibilità per troppi di costruirsi una vita familiare degna di tale nome.

Figure credibili Su questi temi già dalle prossime elezioni amministrative anche nei comuni umbri, dai più piccoli ai più grandi che andranno al voto dovremo essere capaci di proporre idee e figure credibili in grado di essere in sintonia coi bisogni e anche perché no coi sogni delle persone. Proposte concrete e candidati frutto del massimo della condivisione per costruire in tutti in territori programmi e coalizioni coraggiosi e di buonsenso dove prevalga il rispetto reciproco e la voglia di costruire e di mettersi in gioco, piuttosto che il rancore e il sospetto. Amministrare la cosa pubblica è una fatica quotidiana che abbisogna di grande competenza, passione e dedizione nei confronti della propria comunità, dal livello nazionale, passando da quello regionale, fino ad arrivare a quello comunale, tutte cose che sappiamo e possiamo continuare a fare iniziando a ricostruire insieme a tanti cittadini di buona volontà la casa comune di un nuovo riformismo radicale, perché le ragioni che ci uniscono sono di gran lunga più numerose e profonde di quelle che potrebbero dividerci, noi ci siamo e siamo pronti a dare, come sempre il nostro contributo.

Luciano Bacchetta (sindaco di Città di Castello)
Maurizio Terzino (sindaco di Fabro)
Nando Mismetti (sindaco di Foligno)
Massimiliano Presciutti (sindaco di Gualdo Tadino)
Filippo Stirati (sindaco di Gubbio)
Maria Pia Bruscolotti (sindaco di Massa Martana)

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